Cenni storici su Osasio.
I risultati scaturiti dallo studio effettuato sull’origine del toponimo sono alquanto contrastanti.
Per alcuni studiosi, infatti, esso è un prediale che potrebbe derivare sia dal nome personale latino OTIUS, con il suffisso -ACUM, sia da AUCIUS.
Tra le attestazioni che avvalorano questa ipotesi, figurano le dizioni “Ozasium” del 1098 e “Ozas” del 1080.
Secondo altri studiosi, invece, esso potrebbe derivare dal nome personale di lingua germanica “Ozo”, “Oso”.
Le prime documentazioni scritte, riguardanti la sua nascita, risalgono all’XI secolo, quando fu donata alla Sacra di San Michele.
Nel XIII secolo fu amministrata prima dalla famiglia dei signori di Bolla d’Asti e successivamente da quella dei Provana, e nel 1363 fu acquistata dai nobili Bartolomei di Susa.
Nel 1416 la sua giurisdizione passò al principe Ludovico Acaia.
Durante il periodo della dominazione fascista fu annessa al Comune di Pancalieri, ottenendo l’indipendenza al termine del secondo conflitto mondiale.
Del suo patrimonio storico-architettonico fa parte la parrocchiale della Santissima Trinità del 1662, al cui interno è possibile ammirare un pregevole altare maggiore in marmo, i mobili e il lavabo della sacrestia, un affresco del pittore Stefano Chiantore; accanto a essa si erge una torre campanaria di 36 metri, risalente al 1734.
Degna di nota per il suo valore artistico è la cappella del cimitero, in stile rinascimentale, all’interno della quale è custodito un dipinto risalente al Cinquecento.