Cenni storici su Azeglio.
Il toponimo è attestato, sin dal 1001, nella forma di “Azelium”, affiancato da varianti grafiche “Azellium”, “Açelium”, “Açellium”.
Le successive attestazioni riportano: “Azellum”, “Açellum” e “Aççellum”, varianti che palesano la derivazione del termine dal latino AGELLIS, ablativo locativo plurale del diminutivo di AGER, ‘campo'.
Il significato è quello di ‘luogo nei campicelli'.
Sorse in età preistorica, come è testimoniato dal ritrovamento di interessanti resti palafitticoli.
In epoca antica venne conquistata dai romani, della cui centuriazione rimangono tracce nel suo territorio.
I primi documenti scritti sul suo insediamento risalgono, però, al X secolo: si tratta di un diploma di Ottone III e di un atto dichiarante la sottomissione del luogo al vescovo di Ivrea.
Posta in un punto strategico, tra Vercelli e Ivrea, assunse presto la funzione di blocco militare, che andò rafforzandosi quando i contrasti territoriali tra le due zone si inasprirono.
In qualità di feudo venne ceduta a diverse signorie locali, tra cui quella dei Bicchieri d'Ivrea, dei marchesi di Ponzone e dei conti di Masino.
Intorno al 1270 Vercelli le impose di spostare l'antico centro e il castello verso un sito ritenuto migliore; in questo modo nacque il cosiddetto borgo franco che diede inizio alla sua storia comunale e che rappresenta oggi il centro storico.
Nel 1345 i Ponzone giurarono fedeltà ai Savoia che circa cinquant'anni più tardi la liberarono dalle truppe di Facino Cane.
Successivamente le sue vicende storiche seguirono quelle dell'intera zona del Canavese.
A partire dal XVIII secolo il governo venne retto anche dalla famiglia dei Taparelli di Lagnasco, di cui fu illustre esponente risorgimentale lo scrittore, statista e pittore Massimo d'Azeglio.
Numerose sono le vestigia che testimoniano il suo antico passato: la casa forte o castellazzo, eretta nell'XI secolo e contraddistinta da una torre merlata e un impianto murario a spina di pesce; il castello-palazzo, simbolo del potere feudale, ristrutturato secondo lo stile neogotico inglese dell'Ottocento; la parrocchiale di San Martino, progettata nel 1783 dall'ingegnere Filippo Castelli, in stile barocco-rococò; il palazzo municipale e la campestre chiesa di Sant'Antonio de Monteperosio.