Cenni storici su Rivarolo Canavese.
Una delle più antiche attestazioni, Ripairolo, propone chiaramente l’etimo da ricercarsi in RIPARIOLUS, formato da RIPA unito ai suffissi -ARIUS e quindi -IOLUS.
Il valore del toponimo deriva dalla collocazione dell’insediamento sulla sponda del torrente e significa ‘piccolo luogo sulla riva’.
Alcuni studiosi fanno risalire le sue origini all’epoca romana, come dimostrano vari ritrovamenti di iscrizioni, urne e tombe.
Tuttavia il primo documento risale al Mille e testimonia la sua donazione al vescovo di Vercelli da parte di Ottone III.
Ha costituito una tappa fondamentale delle vie di comunicazione nell’area Canavese.
Nel XIII secolo il suo territorio era sottoposto in parte all’autorità dei conti di San Martino, in parte a quella dei Valperga.
Nel 1349, dopo anni di scontri e distruzioni, per sentenza arbitrale dell’arcivescovo di Milano, passò interamente ai Savoia, acquisendo un minimo di autonomia e di pace.
Nel XIX secolo è da segnalare la presenza di personaggi di indiscussa rilevanza: il conte Alerino Palma di Cesnola, rappresentante dell’Illuminismo canavesano, che prese parte al governo provvisorio piemontese, svolgendo un’intensa attività amministrativa e giudiziaria, e partecipò attivamente ai moti del 1821; Luigi Palma, nominato console americano a Cipro, che si dedicò a un’intensa attività archeologica nell’isola, recuperando reperti archeologici di grandissimo valore storico.
Significativo è patrimonio edilizio, civile e religioso.
I due castelli, che segnarono nel Medioevo la rivalità tra le famiglie dei Valperga e dei San Martino, sono giunti a noi profondamente modificati.
Il Castellazzo, rifugio dei Valperga, conserva soltanto la torre principale; il castello di Malgrà, realizzato su commissione dei San Martino, ha subito sostanziali modifiche, soprattutto sul finire dell’Ottocento a opera dell’architetto D’Andrade.
Nell’ambito dell’architettura civile rivarolese sono da annoverare i palazzi di alcune delle famiglie più rappresentative della borghesia: il palazzo dei Palma di Borgofranco, palazzo Farina e palazzo Lomellini.
Tra gli edifici religiosi: la parrocchiale di San Michele Arcangelo, del 1759 opera di Bernardo Vittone; la chiesa del Gesù, costruita nel Cinquecento e radicalmente modificata nel XVIII secolo; la chiesa di San Rocco e la parrocchiale di San Giacomo, realizzate verso la metà del Settecento, e la chiesa e il convento di San Francesco.