Rivarolo Canavese

Piemonte - Torino (TO)

Superficie: 32.32 km² Codice ISTAT: 217
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Descrizione

Rivarolo Canavese in sintesi.
Cittadina di pianura, di antiche origini antiche, con un’economia di tipo industriale e terziaria.
I rivarolesi, con un indice di vecchiaia di poco superiore alla media, vivono quasi tutti nel capoluogo comunale; il resto della popolazione si distribuisce tra la località Argentera, numerosi aggregati urbani minori e case sparse.
Il territorio presenta un profilo geometrico regolare, con variazioni altimetriche appena accennate.
L’abitato, interessato da espansione edilizia, è contraddistinto dalla strada principale fiancheggiata da portici spaziosi.
Lo sfondo argenteo dello stemma comunale, concesso con Decreto del Capo del Governo è attraversato da tre bande nere.
Lo scudo è sovrastato da un gallo ed è accompagnato, in basso, dal motto: VIGILANTIA.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Rivarolo Canavese.
È si trova nella parte centro-settentrionale della provincia, alla destra del torrente Orco, nel basso Canavese.
Attraversata dalla strada statale n.
460 di Ceresole, si trova a soli 10 km dal casello di San Giorgio Canavese, che immette sull’A5 Torino-Aosta.
La linea ferroviaria Settimo Torinese-Pont Canavese ha uno scalo sul posto.
L’aeroporto più vicino, per i voli nazionali e internazionali, dista 23 km, per le linee intercontinentali dirette si fa riferimento all’aerostazione di Milano/Malpensa, a 117 km.
Il porto si trova a 152 km.
Gravita su Torino per le strutture burocratico-amministrative non presenti sul posto; è essa stessa polo di gravitazione per molti comuni limitrofi.

Storia

Cenni storici su Rivarolo Canavese.
Una delle più antiche attestazioni, Ripairolo, propone chiaramente l’etimo da ricercarsi in RIPARIOLUS, formato da RIPA unito ai suffissi -ARIUS e quindi -IOLUS.
Il valore del toponimo deriva dalla collocazione dell’insediamento sulla sponda del torrente e significa ‘piccolo luogo sulla riva’.
Alcuni studiosi fanno risalire le sue origini all’epoca romana, come dimostrano vari ritrovamenti di iscrizioni, urne e tombe.
Tuttavia il primo documento risale al Mille e testimonia la sua donazione al vescovo di Vercelli da parte di Ottone III.
Ha costituito una tappa fondamentale delle vie di comunicazione nell’area Canavese.
Nel XIII secolo il suo territorio era sottoposto in parte all’autorità dei conti di San Martino, in parte a quella dei Valperga.
Nel 1349, dopo anni di scontri e distruzioni, per sentenza arbitrale dell’arcivescovo di Milano, passò interamente ai Savoia, acquisendo un minimo di autonomia e di pace.
Nel XIX secolo è da segnalare la presenza di personaggi di indiscussa rilevanza: il conte Alerino Palma di Cesnola, rappresentante dell’Illuminismo canavesano, che prese parte al governo provvisorio piemontese, svolgendo un’intensa attività amministrativa e giudiziaria, e partecipò attivamente ai moti del 1821; Luigi Palma, nominato console americano a Cipro, che si dedicò a un’intensa attività archeologica nell’isola, recuperando reperti archeologici di grandissimo valore storico.
Significativo è patrimonio edilizio, civile e religioso.
I due castelli, che segnarono nel Medioevo la rivalità tra le famiglie dei Valperga e dei San Martino, sono giunti a noi profondamente modificati.
Il Castellazzo, rifugio dei Valperga, conserva soltanto la torre principale; il castello di Malgrà, realizzato su commissione dei San Martino, ha subito sostanziali modifiche, soprattutto sul finire dell’Ottocento a opera dell’architetto D’Andrade.
Nell’ambito dell’architettura civile rivarolese sono da annoverare i palazzi di alcune delle famiglie più rappresentative della borghesia: il palazzo dei Palma di Borgofranco, palazzo Farina e palazzo Lomellini.
Tra gli edifici religiosi: la parrocchiale di San Michele Arcangelo, del 1759 opera di Bernardo Vittone; la chiesa del Gesù, costruita nel Cinquecento e radicalmente modificata nel XVIII secolo; la chiesa di San Rocco e la parrocchiale di San Giacomo, realizzate verso la metà del Settecento, e la chiesa e il convento di San Francesco.

Economia

Struttura economica di Rivarolo Canavese.
È sede, tra l’altro, del distretto scolastico n.
38, di Pro Loco, di stazione di carabinieri e di vigili del fuoco.
L’agricoltura produce cereali, legumi, uva, foraggi, ortaggi e frutta; è praticato anche l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli.
L’industria è costituita da numerose aziende che operano nei comparti: alimentare (lattiero-caseario), tessile, metallurgico, elettronico, edile, meccanico, della pelletteria, fabbricazione di macchine per l’agricoltura, di parti e accessori per autoveicoli e produzione e distribuzione di energia elettrica e di gas.
Il terziario si compone di una buona rete commerciale oltre che dell’insieme dei servizi.
Le strutture sociali annoverano asili nido; quelle scolastiche garantiscono la frequenza delle classi dell’obbligo, di un istituto tecnico industriale e commerciale, di un liceo scientifico e linguistico e di un istituto magistrale; quelle culturali sono rappresentate dalla biblioteca civica.
Alla diffusione della cultura e dell’informazione provvede anche un’emittente radiotelevisiva locale.
Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione e di soggiorno.
È assicurato il servizio ospedaliero.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Rivarolo Canavese.
Usl n.
9 di IvreaGuardia di finanza a CuorgnéPretura di Torino sez.
Rivarolo CanaveseTribunale a TorinoCorte d'Appello a TorinoConservatoria dei Registri Immobiliari a Torino IIAeroporto a Torino/Caselle e a Milano/MalpensaPorto a Savona

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Rivarolo Canavese.
Offre a quanti vi si rechino la possibilità di godere delle bellezze dell’ambiente naturale, di gustare i genuini prodotti locali e di effettuare interessanti escursioni nei dintorni.
È sede prestigiosa di manifestazioni, mostre e concerti che si svolgono nel suggestivo scenario del castello di Malgrà, il cui parco è meta di piacevoli escursioni naturalistiche.
Abbastanza frequentata per lavoro, grazie alle sue attività produttive che consentono un buon assorbimento di manodopera, richiama molti visitatori dai dintorni anche per manifestazioni tradizionali: la mostra cinofila regionale, a marzo; la fiera di San Giacomo, il 30 agosto; la fiera di San Michele, a settembre; la fiera di Natale, a dicembre.
Il Patrono, San Giacomo, si festeggia il 25 luglio.

Dati Statistici

  • Superficie 32.32 km²
  • Codice ISTAT 217

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