Rivalta di Torino

Piemonte - Torino (TO)

Superficie: 25.25 km² Codice ISTAT: 214
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Descrizione

Rivalta di Torino in sintesi.
Cittadina di pianura, di antiche origini medievali, ha un'economia basata sulle attività industriali e sul terziario.
I rivaltesi, con un indice di vecchiaia inferiore alla media, vivono per la maggior parte nel capoluogo comunale; il resto della popolazione si distribuisce tra alcune località e aggregati urbani minori, oltre a case sparse.
Il territorio presenta un profilo geometrico ondulato, con variazioni altimetriche non molto accentuate.
L'abitato è interessato da una forte espansione edilizia.
Sullo sfondo azzurro dello stemma comunale, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, sono raffigurate tre montagne d'oro.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Rivalta di Torino.
È si trova nella parte centro-meridionale della provincia, alle pendici sud-orientali dell'anfiteatro di Rivoli, nella bassa valle del Sangone, attraversata dall'omonimo torrente.
È raggiungibile dalla strada statale n.
25 di Moncenisio, che dista 5 km dall'abitato, e dall'autostrada A32 Torino-Bardonecchia, cui si accede dal casello di Rivoli, a 6 km.
La stazione ferroviaria di riferimento, sulla linea Torino-Modane, è a 8 km.
L'aeroporto di riferimento dista 25 km; per le linee intercontinentali dirette ci si rivolge all'aerostazione di Milano/Malpensa, a 137 km.
Il porto dista 140 km.
Inserita in circuiti turistici e commerciali, gravita su Torino e Rivoli per le strutture burocratico-amministrative non presenti sul posto.

Storia

Cenni storici su Rivalta di Torino.
Il toponimo è attestato nel 1096 come Ripa Alta, seguito da Ripalta nel 1139, ripreso dal dialetto locale “ripauta” nel 1195; è del 1064 la forma italiana Rivalta.
Il suo significato è di facile interpretazione ed è determinato dalla sua posizione sulla ‘riva alta' del torrente.
Nel corso dell'XI secolo, il vescovo di Torino, con l'appoggio dell'imperatore, cercò di riempire il vuoto di potere che si era venuto a creare nell'area torinese a svantaggio dei conti di Savoia.
Favorito dalla debolezza dell'impero, Amedeo III di Savoia riuscì tuttavia ad affermare i propri diritti ereditari.
Dopo la pace di Costanza del 1183, che sanciva l'autonomia dei comuni dall'impero, si accentuò la politica antisabauda di Federico I di Svevia.
Il mutato indirizzo politico favorì l'impossessamento del feudo da parte del vescovo Milone nel 1186.
In questo contesto si situa la distruzione del Comune e del suo castello da parte di Enrico IV, figlio di Federico Barbarossa.
Un secolo più tardi il territorio diviene possesso dei Savoia, che lo infeudarono a diverse famiglie piemontesi, tra cui gli Orsini, i quali governarono per vari secoli, mettendo fine alla potenza temporale vescovile.
Tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento fu devastata dall'esercito francese sceso in Italia per combattere il duca di Savoia.
Nel ricco patrimonio storico-architettonico figurano: la torre-porta di difesa, edificio risalente al XIV secolo, a base quadrata con apertura ad arco, che rappresenta il simbolo del paese; il castello, appartenuto agli Orsini, più volte rimaneggiato nel corso dei secoli, completamente ristrutturato nel XIX secolo dal conte Cesare Della Chiesa, che nell'Ottocento ha ospitato lo statista Massimo d'Azeglio; la parrocchiale dei Santi Pietro e Andrea, edificata intorno alla metà del XV secolo, che ha lo stesso titolo che aveva la chiesa, poi interamente demolita, dell'abbazia cistercense.
Nella piazza di Santa Croce è si trova la piccola chiesa della Confraternita di Santa Croce, opera di Giovanni Antonio Sevalle, costruita nel Settecento in stile barocco.
Su una piccola altura, nei pressi di Rivoli, è si trova la chiesa di San Vittore, risalente all'XI secolo.
Ricca di affreschi, ha subito nel corso dei secoli diversi rifacimenti e sovrapposizioni che ne hanno intaccato l'originaria struttura.
Nel secondo dopoguerra tutta la zona fu interessata da grandi rivolgimenti strutturali, demografici e sociali che la trasformarono in un enorme agglomerato industriale.
Nel corso del XX secolo lo sviluppo del mercato automobilistico indusse la FIAT a procedere all'ampliamento degli impianti e alla costruzione di nuovi stabilimenti.

Economia

Struttura economica di Rivalta di Torino.
È sede di Pro Loco e di vigili del fuoco.
L'agricoltura si basa sulla produzione di cereali, ortaggi, frumento, uva, altra frutta e foraggi; è praticato anche l'allevamento di bovini, suini, caprini, equini e avicoli.
L'industria opera in svariati comparti: alimentare, tessile, metallurgico, edile, delle confezioni, delle raffinerie di petrolio, meccanico, oltre a della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli.
Il terziario si compone di una buona rete commerciale oltre che dell'insieme dei servizi.
Vi è una casa di riposo.
Le strutture scolastiche garantiscono la frequenza delle classi dell'obbligo, mentre quelle culturali sono rappresentate dalla biblioteca civica Tetti Francesi.
Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione e di soggiorno.
Il servizio sanitario è rappresentato dalla farmacia.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Rivalta di Torino.
Ospedale a OrbassanoUsl n.
5 di CollegnoCarabinieri a OrbassanoGuardia di finanza a TorinoPretura a TorinoTribunale a TorinoCorte d'Appello a TorinoUfficio Imposte Dirette a RivoliUfficio del Registro a RivoliConservatoria dei Registri Immobiliari a Torino IIStazione ferroviaria ad AlpignanoAeroporto a Torino/Caselle e a Milano/MalpensaPorto a Savona

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Rivalta di Torino.
Offre la possibilità a quanti vi si rechino di trascorrere rilassanti soggiorni con escursioni attraverso la collina morenica di Rivoli e il Parco fluviale del Sangone.
Eventi ricorrenti sono: il carnevale; la fiera di primavera, a marzo; la rassegna Luci nel Parco con proiezione di film, musica e cabaret dal vivo, a giugno e la prima domenica di luglio; Incontri nel borgo, la Sagra del tomino, il mercatino delle pulci e la festa della Madonna della Mercede, a settembre; la festa di San Isidoro, a ottobre, e a dicembre, infine, i festeggiamenti per il Natale con il Presepe vivente e concerti.
Il Patrono, San Vittore, si festeggia il secondo lunedì di maggio.
È gemellata, dal 1985, con Vif (Francia).

Dati Statistici

  • Superficie 25.25 km²
  • Codice ISTAT 214

Informazioni Utili

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