Cenni storici su Rivalta di Torino.
Il toponimo è attestato nel 1096 come Ripa Alta, seguito da Ripalta nel 1139, ripreso dal dialetto locale “ripauta” nel 1195; è del 1064 la forma italiana Rivalta.
Il suo significato è di facile interpretazione ed è determinato dalla sua posizione sulla ‘riva alta' del torrente.
Nel corso dell'XI secolo, il vescovo di Torino, con l'appoggio dell'imperatore, cercò di riempire il vuoto di potere che si era venuto a creare nell'area torinese a svantaggio dei conti di Savoia.
Favorito dalla debolezza dell'impero, Amedeo III di Savoia riuscì tuttavia ad affermare i propri diritti ereditari.
Dopo la pace di Costanza del 1183, che sanciva l'autonomia dei comuni dall'impero, si accentuò la politica antisabauda di Federico I di Svevia.
Il mutato indirizzo politico favorì l'impossessamento del feudo da parte del vescovo Milone nel 1186.
In questo contesto si situa la distruzione del Comune e del suo castello da parte di Enrico IV, figlio di Federico Barbarossa.
Un secolo più tardi il territorio diviene possesso dei Savoia, che lo infeudarono a diverse famiglie piemontesi, tra cui gli Orsini, i quali governarono per vari secoli, mettendo fine alla potenza temporale vescovile.
Tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento fu devastata dall'esercito francese sceso in Italia per combattere il duca di Savoia.
Nel ricco patrimonio storico-architettonico figurano: la torre-porta di difesa, edificio risalente al XIV secolo, a base quadrata con apertura ad arco, che rappresenta il simbolo del paese; il castello, appartenuto agli Orsini, più volte rimaneggiato nel corso dei secoli, completamente ristrutturato nel XIX secolo dal conte Cesare Della Chiesa, che nell'Ottocento ha ospitato lo statista Massimo d'Azeglio; la parrocchiale dei Santi Pietro e Andrea, edificata intorno alla metà del XV secolo, che ha lo stesso titolo che aveva la chiesa, poi interamente demolita, dell'abbazia cistercense.
Nella piazza di Santa Croce è si trova la piccola chiesa della Confraternita di Santa Croce, opera di Giovanni Antonio Sevalle, costruita nel Settecento in stile barocco.
Su una piccola altura, nei pressi di Rivoli, è si trova la chiesa di San Vittore, risalente all'XI secolo.
Ricca di affreschi, ha subito nel corso dei secoli diversi rifacimenti e sovrapposizioni che ne hanno intaccato l'originaria struttura.
Nel secondo dopoguerra tutta la zona fu interessata da grandi rivolgimenti strutturali, demografici e sociali che la trasformarono in un enorme agglomerato industriale.
Nel corso del XX secolo lo sviluppo del mercato automobilistico indusse la FIAT a procedere all'ampliamento degli impianti e alla costruzione di nuovi stabilimenti.