Cenni storici su Barone Canavese.
La sua denominazione è attestata, dal 1100 al 1387, con le forme di “Barronum” e “Baronum”, il cui etimo è da ricercare nella voce prelatina “Barros”, ‘sterpeto’.
L’attuale toponimo è, dunque, ricostruzione paretimologica, accostata al personale Barone.
Sorta in periodo medievale, è citata, per la prima volta, in documenti che risalgono alla fine del XII secolo.
Negli anni successivi venne ceduta, in qualità di feudo, ai conti di Valperga, una delle più importanti e più ricche famiglie dell’area canavesana.
I loro domini, infatti, erano estesi anche a comuni circondanti quali Vische, Andrate, Settimo Torinese e Brosso; nella seconda metà del Duecento un esponente dei conti di Valperga venne anche designato vescovo di Ivrea.
Poche sono le vestigia monumentali che testimoniano il suo passato.
Tra queste è senz’altro degno di nota il castello, posto su una collina, eretto nel corso del Settecento sul sito di una precedente costruzione medievale.
Progettato, probabilmente, dall’architetto Costanzo Michela di Agliè, è in stile barocco, con una facciata in cotto e una scala interna ellittica.
Non meno interessante è la parrocchiale di Santa Maria Assunta, costruita tra il 1729 e il 1743 e anch’essa progettata dal Michela.
La sua struttura venne leggermente modificata nel XIX secolo, per via di alcuni interventi di ristrutturazione.
Ha una facciata in cotto e, all’interno, una ricca balaustrata.