Cenni storici su Bruino.
La sua denominazione è attestata, dall’anno 1285, con la forma “Bruinus” che, secondo gli studiosi, potrebbe derivare tanto dalla voce settentrionale “Bruera”, nota in Piemonte col valore di ‘scoperto’, quanto da quella di “Brua”, che, nella parlata dialettale, indica ‘sponda, margine estremo’.
Il ricorso a quest’ultimo termine, di probabile origine celtica, sarebbe giustificato dalla posizione dell’insediamento.
Le sue origini risalgono all’epoca medievale.
Primi riferimenti storici inerenti il suo insediamento si hanno a partire dal 1011, anno in cui il vescovo Landolfo concesse all’abbazia di San Solutore di Torino alcune rendite della corte locale.
A quella stessa abbazia faceva capo un monastero che venne fondato negli anni successivi sul suo territorio.
Nel corso del XIII secolo fu ceduta, in qualità di feudo, a Tommaso I di Savoia, su decisione dell’imperatore Federico II.
Si susseguirono diverse famiglie nobiliari, a testimonianza della sua importanza strategica ed economica, fino a giungere a Giovanni di Malines, fiammingo di antica origine, il cui possesso di Bruino si protrasse per diverso tempo.
È nota, sin dal Medioevo, per i suoi canali, detti “bealere”, che provvedono all’irrigazione delle colture.
La gestione del sistema di canali costituì spesso motivo di contenziosi e liti fra i comuni e, talvolta, anche di guerre.
Tra gli emblemi monumentali di maggior pregio figura la cascina Lora, al cui interno si trova una piccola cappella, si trova sul luogo dove era stato ubicato il monastero.
Il suo nome sembra derivare dal celebre motto, adottato dai suoi monaci, ora et labora.
Appartenne, fino al XVIII secolo, all’abbazia dei Santi Pietro e Andrea della Novalesa.
Importanti anche la chiesa parrocchiale di San Martino vescovo, edificata nel XVI secolo; il castello dei conti Malines e la cappella della Rivarossa.