Cenni storici su Bollengo.
Il toponimo sembra trarre origine dalla voce gallica o ligure “Bola”, ‘palude', tutt'oggi presente con lo stesso significato nel dialetto piemontese.
Le attestazioni più antiche, risalenti al 1001, “Bolenco”, “Bolinco” e “Bolenc”, suggeriscono l'ipotesi della presenza del suffisso ligure latinizzato in -INCUS utilizzato per formare nomi di abitanti.
Sorta probabilmente in età romana, nel Medioevo si trovò a subire l'influenza di Vercelli e di Ivrea che fece sentire il proprio peso anche sulla struttura urbanistica del suo insediamento.
In effetti, in epoca medievale il suo assetto subì delle profonde trasformazioni.
Nel X secolo comprendeva, oltre al territorio che porta l'attuale denominazione, anche i nuclei di Paerno e Pessano.
Agli inizi del 1200 la città di Ivrea, per contenere le politica espansionistica di Vercelli, comandò la costruzione di un castello franco che doveva essere abitato dagli uomini dei preesistenti villaggi.
Quando, nel 1250, il castello e il ricetto vennero terminati, gli uomini dell'antica Bollengo, nonostante i privilegi concessi, non vollero spostarsi; acconsentirono, invece, a cambiare dimora gli uomini di Paerno e Pessano, i cui insediamenti prima si spopolarono e poi scomparvero del tutto.
Degli antichi, e ora scomparsi, insediamenti di Paerno e Pessano rimangono solo poche tracce: la torre campanaria, parte della chiesa di San Martino e la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, chiusa al culto nel 1887.
Tra le vestigia di maggiore interesse si segnala la parrocchiale di Sant'Eusebio, ricostruita più volte nel corso dei secoli e dedicata, in passato, alla Beata Vergine delle Grazie.
A tre navate, conserva alcune tracce del preesistente tempio su cui venne eretta, quali la sacrestia e le acquasantiere.