Cenni storici su Chiomonte.
Secondo alcuni studiosi, il toponimo ha un’etimologia facilmente interpretabile riferendosi all’attestazione del 1263 che riporta CAPUT MONTIS.
Nel 1149 la stessa espressione è al plurale: “Caput moncium”.
Altre denominazioni con forma sincopata sono “Camundis” del 739, citata da Abbone in merito alla fondazione dell’abbazia di Novalesa, “De Caumontio” del 1065, “Caumons” del 1143, “De Caumancio” del 1088, “De Chalmonte” del 1165, “In territorio Chomouncji” del 1167, “Hospitalis Camoncii” del 1229 e “Villa Camuncii” del 1255.
La forma italiana scaturisce dalla lingua volgare.
La sua origine preistorica è confermata dal rinvenimento, nella zona, di reperti archeologici, risalenti all’epoca del neolitico.
Nel Medioevo, fu parte dei possedimenti dell’abbazia di Novalesa e dei Cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme.
In seguito alla morte di Tommaso I di Savoia, nel 1233, la giurisdizione dell’antico feudo passò nelle mani dei Delfini di Vienne; successivamente nel 1349 fu governata dalla Francia.
Agli inizi del XVIII secolo, invece, ritornò a essere un possedimento della famiglia sabauda.
Del suo patrimonio storico-architettonico fanno parte: una pregevole fontana in pietra del 1544; il palazzo Beraud edificato nel Settecento; la chiesa di Santa Caterina, in stile romanico, risalente al 1200; la parrocchiale dell’Assunta, edificata tra il XII e XIII secolo, accanto alla quale si erge una notevole torre campanaria del 1482; il palazzo Levis, del XVII secolo, e Casa Ronsil, costruita nel XVII secolo.
Degna di nota per il suo valore artistico è la cappella di Sant’Andrea, poco distante dal centro abitato, al cui interno è possibile ammirare pregevoli dipinti del XV secolo.