Cenni storici su Usseaux.
Il toponimo è documentato come Uxellus fin dal 1064 e, secondo alcuni studiosi, trarrebbe origine dal celtico “Uxellos”, che significa ‘alto’, con evidente riferimento agli ‘abitanti dell’alto della valle’ e quindi alla collocazione dell’insediamento.
Giulio Cesare, nel De Bello gallico, definì questo villaggio come “l’ultima roccaforte della provincia cisalpina”.
Donata dalla contessa Adelaide all’abbazia di Santa Maria di Pinerolo nell’XI secolo, venne infeudata ai signori d’Albon di Vienne e in seguito ai nobili de la Tour-du-Pin.
Nel XIV secolo diede vita, insieme ad altri comuni della zona, a un’organizzazione cantonale detta “Republique des Escartons”, restando comunque sotto il controllo del Delfinato fino al XVIII secolo, quando entrò a far parte dello stato sabaudo.
L’affermarsi dei Savoia causò la totale scomparsa del culto valdese, che si era diffuso nell’alta val Chisone sin dal XIII secolo.
Fu teatro della famosa e importante battaglia del 1747, che sul colle dell’Assietta vide le truppe austro-piemontesi definitivamente vittoriose su quelle francesi.
Ha dato i natali a illustri personaggi, quali Elia Saurel, pastore protestante a Utrecht, e Pierre Bourcet, governatore del Delfinato, oltre a persona di fiducia di Luigi XV.
Non sono molte le testimonianze artistiche conservate.
Tra i monumenti più importanti figurano: la parrocchiale di San Pietro Apostolo, edificata tra Sei e Settecento, con al suo interno un pregevole altare ligneo del XVII secolo; la chiesa dell’Annunziata, che conserva una pietra battesimale del XVI secolo; la chiesa di San Bartolomeo, si trova a Balboutet e ricostruita in forme neoclassiche, e la cappella di Santa Maria Maddalena, fatta costruire da Vittorio Amedeo II a Laux per simboleggiare l’affermazione del culto cattolico su quello valdese.