Cenni storici su Rivara.
Le attestazioni medievali riportano il termine Riparia fin dal 1223 e si riferiscono chiaramente alla ripa sulla quale è collocato l’insediamento.
È del 1259 la forma Rivara che corrisponde all’esito attuale sia in italiano che dialettale “rüéra”.
Feudo dei marchesi del Monferrato, che nel 1163 ne avevano avuto investitura dall’imperatore Federico, passò successivamente sotto il dominio dei conti Valperga, che agli inizi del Trecento, con il prevalere dei Savoia nel Canavese, avevano potuto estendere i propri possedimenti sulle terre del luogo.
Nel XIV secolo, durante gli scontri tra i conti Valperga e quelli di San Martino fu incendiata e distrutta quasi completamente così come il suo castello, che fu poi ricostruito.
Fu dotata di mura di difesa ancora oggi individuabili.
Del patrimonio storico-architettonico fa parte la fortezza di Castelvecchio, del XII secolo, che, pur conservando l’originaria struttura, è stata più volte trasformata nel corso dei secoli; è posta su un’altura, in posizione elevata rispetto al cosiddetto Castello Nuovo, edificio di epoca medievale, restaurato verso la fine dell’Ottocento dall’architetto Alfredo D’Andrade.
Dopo l’estinzione della casata Valperga, i castelli, da tempo considerati come un’unica struttura, divennero proprietà del demanio.
Gli edifici sono ora di proprietà di una cooperativa che promuove iniziative culturali incentrate soprattutto sull’arte d’avanguardia.
Ai piedi del castello, per ragioni di difesa, nacque il borgo medievale: esso ha subito nel corso dell’Ottocento sostanziali trasformazioni, riguardanti strade, piazze ed edifici.
Risale a tale periodo la costruzione della villa neoclassica, realizzata su commissione del banchiere Ogliani.
Tra gli edifici religiosi: la parrocchiale di San Giovanni Battista, risalente al Cinquecento, e la chiesa dell’Annunziata.