Cenni storici su Barbania.
Il toponimo è attestato, dal 1184 al 1416, dall’unica forma di “Barbania”, derivante da “Barabaneta”, ‘querceti’.
A questo, collegato a sua volta al provenzale “Barben”, ‘quercia’, si applica il suffisso -ETA, plurale di -ETUM, utilizzato per formare collettivi di luoghi in cui gli alberi crescono copiosi.
Sorta in periodo medievale, nell’XI secolo venne ceduta come feudo a una signoria locale che estese il suo dominio anche su diversi paesi vicini.
Nel 1164 fu donata dall’imperatore Federico I al marchese del Monferrato e successivamente si trovò coinvolta nelle guerre tra i signori canavesani: i conti di Valperga e quelli di San Martino.
Alla metà dello stesso secolo risalgono notizie di una struttura aggregativa fortificata, detta Ospitium, i cui aspetti architettonici andarono persi con i ripetuti assedi cui venne sottoposto l’insediamento.
Del 1447 è la ricostruzione di un aggregato urbanistico fortificato con un nuovo assetto formale, tipico del Quattrocento.
Poco è rimasto delle testimonianze del suo passato, tra ciò che è ancora visibile figurano: la massiccia mole parallelepipeda del torrione, le cui fiancate portano ancora le tracce dell’originaria struttura che incorporava un ponte levatoio manovrato da bolzoni; la parrocchiale di San Giuliano Martire, eretta sin dal Tre-Quattrocento per gli abitanti del Castellum, ristrutturata nel Settecento e nel 1870; la cappella dell’Assunta, in stile barocco, sorta come parrocchiale per gli abitanti della campagna, in seguito nominata semplice cappella campestre e, nell’Ottocento, chiesa cimiteriale, e la cappella di San Sisto, appartenuta nel XIV all’ospizio del Gran Bernardo e poi alla famiglia dei Cavalieri di Malta.