Cenni storici su Candia Canavese.
La sua denominazione è attestata, dal 1110, con le forme “Candia” e “Candida”, che suggeriscono un accostamento al personale latino CANDIDA, ben documentato in Italia settentrionale, dalle zone orientali fino al Novarese.
Di sicure origini romane, nel Medioevo il suo territorio appartenne al monastero di Santo Stefano di Ivrea e, dal 1223, alla chiesa di Ivrea.
Quarant’anni più tardi ebbe luogo la lotta contro i “berrovieri”, servi della gleba ribellatisi ai propri signori, e la loro delinquenza.
Al fine di combattere i rivoltosi, venne smobilitata interamente e oltre cento cittadini dovettero giurare fedeltà al signore feudatario.
Come molti altri centri della zona, anche subì le conseguenze delle dure lotte tra guelfi e ghibellini, come pure quelle che nacquero tra i marchesi del Monferrato e i nobili del luogo.
Successivamente, oltre alle guerre intestine tra i Valperga e i San Martino, venne messa a dura prova dalle battaglie tra francesi e spagnoli e poi tra principisti e madamisti.
Oltre alle numerose tracce di architettura civile medievale, degna di nota è la parrocchiale di San Michele Arcangelo, eretta in età tardo-romana e dedicata al Santo patrono dei longobardi.
Ricostruita più volte nel corso dei secoli, porta ancora oggi tracce dell’antico stile romanico, specialmente nella parte inferiore del campanile.
Al suo interno spiccano un prezioso altare barocco e un’icona settecentesca raffigurante San Michele, oltre a una tela del pittore Andrea Ponchia da Montanaro.
Altra struttura religiosa è la chiesa priorato di Santo Stefano del Monte, interessante esempio di architettura romanica del Canavese.
Citata già intorno al 1170, è stata restaurata nel 1970.
Imponente è il castello, residenza signorile restaurata più volte nei secoli.