Cenni storici su Vigone.
Il toponimo è l’esito contratto del sintagma VICUS GODONIS attestato già nel 1001.
VICUS è termine latino ‘villaggio’, GODO -ONIS è la forma latinizzata di un nome personale longobardo, ‘villaggio di Godo’ è il significato dell’espressione.
L’antica fortezza, di cui si ha notizia già in età carolingia, è probabilmente un’opera romana, destinata a luogo di sosta per i soldati diretti alle Gallie.
Nell’XI secolo il feudo fu attribuito dall’imperatore Ottone III al marchese Olderico Manfredi, il quale, a sua volta, lo cedette all’abbazia di San Giusto di Susa.
Nel 1212 passò al conte Tommaso di Savoia, al quale subentrarono, nel XIV secolo, i principi di Acaia, che vi esercitarono la propria giurisdizione sino al 1412, anno in cui ritornò al ramo principale di casa Savoia.
Nei secoli successivi, subì diverse incursioni da parte delle truppe francesi, che distrussero le torri, la chiesa di Santa Maria e gran parte dell’abitato.
Si dovette attendere la Rivoluzione francese, affinché le idee di libertà e le riforme civili si diffondessero anche in Piemonte.
Nel 1630 vi fu una terribile pestilenza che decimò la popolazione.
Nel corso dell’Ottocento, al suo governo si alternarono nobili famiglie locali, come i Della Valle, i Bessone, i conti Arnaldi di Balme e Albertengo di Monasterolo, i Selve e Asti di San Martino, che si distinsero per l’impegno civile e le numerose donazioni per abbellire le chiese e gli edifici della comunità vigonese.
Tra i monumenti più significativi del patrimonio storico-architettonico, figurano: la chiesa di Santa Maria del Borgo, costruita dai benedettini nel corso del Duecento e sostituita nel XIX secolo da una nuova costruzione dalle dimensioni e dai volumi spropositati rispetto alla realtà vigonese e alle sue caratteristiche architettoniche; la chiesa di Santa Caterina, risalente al XV secolo, in stile tardogotico; la chiesa barocca di San Bernardino e quella del Gesù del XVII secolo.