Cenni storici su Bricherasio.
Il toponimo è documentato dalle forme “Bricarasius”, “Breychairaxius”, “Bricairaxius”, “Bricarax”, “Bricairas”, “Bricarascus” e “Bricairascus”, tutte collegate a “Briccaracis”, ablativo plurale in -acum del nome virile “Briccarius”, connesso alla voce piemontese “Bric”, ‘altura, poggio’.
Fu fondata anticamente, da popolazioni liguri, in una posizione leggermente diversa da quella attuale.
Le sue prime notizie storiche provengono da un documento del 1159.
Nell’XI divenne feudo degli Anscari che costruirono un castello.
Divenuta Comune tra il XII e il XIII secolo, nel 1300 iniziarono i lavori inerenti al suo spostamento verso il nuovo sito.
Sotto i Savoia-Acaia, venne edificato un nuovo castello presso l’imbocco della val Pellice.
Per convincere gli abitanti a trasferirsi verso il nuovo insediamento il principe Filippo emanò nuove franchigie e concesse loro più ampie libertà.
Il motivo dello spostamento non era solamente di carattere politico, ma anche economico, perché le principali vie commerciali erano allora poste lungo la val Pellice.
Nel corso del XIV secolo fu coinvolta nelle lotte tra i marchesi del Monferrato, i principi Savoia-Acaia, i marchesi di Saluzzo e gli Angiò di Asti.
Divenuta centro delle lotte cattoliche contro i valdesi, ospitò un gruppo di inquisitori che cercarono di spegnere il secolare credo degli eredi di Valdo.
Nel 1360 venne infeudata ai Cacherano.
Nel XV secolo vi fu un interessante sviluppo economico: sorsero cartiere e lanifici e l’attività dei mercanti ebbe nuovo impulso.
Successivamente venne attanagliata da nuove guerre, da pestilenze e, nel 1525, anche da un terribile terremoto.
In seguito al trattato di Cateau-Cambrésis (1559) tutta la regione ritornò nella mani dei Savoia, i quali decisero di dover affrontare nuovamente la questione valdese.
Due anni più tardi, dopo una dura guerra religiosa, venne stipulata la convenzione di Cavour, un trattato di tolleranza di quel culto.
Nel 1580, salito al trono Carlo Emanuele I intraprese un’abile politica di espansione e presto entrò in guerra contro Enrico IV di Navarra re di Francia.
Ciò comportò l’invasione da parte del duca de Lesdiguières, l’occupazione del paese e l’obbligo per la popolazione di giurare fedeltà al sovrano francese.
Raggiunta una tregua nel 1593, i Savoia ripresero le armi contro la Francia, ma invano.
Restituita al duca Vittorio Emanuele I nel XVII secolo, fu nuovamente protagonista delle lotte contro i valdesi e degli scontri con la vicina Francia.
Nel 1747 il conte Giovan Battista Cacherano di Bricherasio vinse la celebre battaglia dell’Assietta, a capo del reggimento di valdesi.
In periodo risorgimentale un grande contributo venne dato dal generale Brignone.
Il patrimonio storico-architettonico annovera la parrocchiale di Santa Maria Assunta e il monumento al generale Filippo Brignone, opera dello scultore novarese Giuseppe Dini.