Provincia di Bolzano - Bozen

Trentino-Alto Adige - Sigla: BZ

116 Comuni Codice: 021 Regione: 04

Descrizione

Territorio. Corrisponde all'attuale Alto Adige, che in ladino e tedesco è il Sà¼dtirol, e comprende 116 comuni di cui solo cinque a maggioranza demografica italiana e otto ladina mentre i rimanenti sono a maggioranza demografica tedesca. Confina a sud con la provincia di Trento, a sud-est con la provincia veneta di Belluno, a nord e a nord-est con l'Austria, a ovest con la Svizzera e verso sud-ovest con la provincia lombarda di Sondrio. Decisamente montuoso, è totalmente compreso nella regione Alpina, con le Dolomiti che sorgono imponenti nella zona a cavallo fra Alto Adige-Sà¼dtirol, Trentino e Veneto. I due pi๠importanti corsi d'acqua sono l'Adige-Etsch (che è il secondo fiume d'Italia per lunghezza) e l'Isarco-Eisack, che si incontrano nella periferia meridionale di Bolzano-Bozen dopo aver attraversato le omonime valli. Altri fiumi di dimensioni rilevanti sono: il Passiro-Passaier, il Rio Valsura-Valschauerbach, il Talvera-Talfer e il torrente Aurino-Ahr. I laghi sono incastonati in scenari naturalistici spettacolari. I principali sono quelli di Braies-Pragser Wildsee, di Gioveretto-Zufrittsee, di Caldaro-Kalterer See, di Monticolo-Montiggler See e di Dobbiaco-Toblacher See. Numerosi sono i parchi naturali: dello Sciliar-Naturpark Schlern, Gruppo di Tessa-Texelgruppe, Puez/Odle-Naturpark Puez/Geisler, di Fanes/Sennes/Braies-Naturpark Fanes/Sennes/Prags, Monte Corno-Naturpark Trudner Horn, delle Dolomiti di Sesto-Naturpark Sextener Dolomiten, delle Vedrette di Ries-Naturpark Rieserferner, delle Alpi Sarentine-Sarntaler Alpen Naturpark e quello nazionale dello Stelvio-Stilfs Nationalpark. Nello stemma provinciale, argenteo, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, figura l'aquila rossa del Tirolo con i caratteristici sostegni d'oro sulle ali. L'insegna deriva dall'arma della prima dinastia dei conti di Tirolo, che comparve sul territorio intorno al 1150. Comunicazioni. La pi๠importante direttrice di traffico è l'autostrada A22 Brennero-Modena, che costeggia Bolzano-Bozen collegandola verso nord al Passo del Brennero-Brennerpass, appunto; verso sud giunge prima a Trento e poi, attraversando parte del Veneto, in Emilia-Romagna. Non manca un'efficace rete viaria costituita da strade statali e provinciali, molte delle quali attraversano i luoghi pi๠suggestivi dell'Alto Adige-Sà¼dtirol. Le pi๠importanti sono: la statale n. 12 dell'Abetone e del Brennero, che affianca l'autostrada A22 sia verso nord che verso sud, proseguendo poi per Pisa, in Toscana; la n. 38 dello Stelvio, che da Bolzano-Bozen si dirige verso nord-ovest e giunge al passo da cui prende il nome; la n. 44 Passo di Giovo, che collega Merano-Meran e Vipiteno-Sterzing attraversando la Val Passiria-Passeiertal; la n. 49 della Pusteria, che collega Bressanone-Brixen all'Austria attraversando la Val Pusteria-Pustertal; la n. 241 di Val d'Ega e Passo di Costa Lunga, che collega Bolzano-Bozen alla n. 48 delle Dolomiti; la n. 242 di Val Gardena e Passo Sella, che attraversa la Val Gardena-Grà¶dner Tal; e infine la n. 508 della Val Sarentina e del Passo di Vizze, che da Bolzano-Bozen si dirige verso nord attraversando la Val Sarentina-Sarntal e la Val di Pennes-Penser Tal, snodandosi parallela al torrente Talvera-Talfer e raggiungendo poi Vipiteno-Sterzing e l'Austria. La rete ferroviaria interna al territorio provinciale è costituita dalla Verona-Brennero, che unisce Bolzano-Bozen al passo del Brennero-Brennerpass, verso nord, nonché a Trento e Verona (in Veneto), verso sud; dalla Bolzano-Merano, che collega il capoluogo provinciale con Merano-Meran; dalla Fortezza-Prato alla Drava, che si diparte dalla Verona-Brennero per raggiungere l'Austria verso est. Sul territorio non sono presenti aeroporti, fatta eccezione per quello di Bolzano/San Giacomo, che però non ha voli di linea; quelli di riferimento sono a Innsbruck (Austria), Milano/Linate (Lombardia), Verona/Villafranca e Venezia/Tessera (ambedue in Veneto), per i voli nazionali e internazionali, nonché a Milano-Malpensa, per i voli di linea intercontinentali. Le esigenze di trasporto marittimo sono soddisfatte dal sistema portuale del capoluogo regionale veneto. Sono inoltre numerose le funivie e seggiovie che collegano soprattutto le zone di interesse turistico. Storia. Numerosi ritrovamenti di microliti, appartenuti con ogni probabilità a pastori e cacciatori non necessariamente stanziali, dimostrano la frequentazione umana di questi luoghi sin dall'età della pietra. Nei pressi del rifugio di Similaun è stato rinvenuto un corpo mummificato risalente al neolitico inferiore. Fra l'età del bronzo e l'età del ferro aumentarono significativamente gli insediamenti stabili legati alla pastorizia e all'agricoltura, come testimonia il gran numero di castellieri ancora oggi rintracciabili in molti centri storici. àˆ intorno al castelliere che si svilupparono i primi insediamenti stanziali, anche se non si è tuttora sicuri di chi effettivamente li abitasse. Con la romanizzazione i castellieri vennero spesso ampliati e utilizzati come fortificazioni dalle truppe romane. La conquista di questi territori iniziò nel 15 a.C. con una spedizione che vide come protagonisti Druso e Tiberio, figliastri di Augusto. Successivamente, nel I secolo d.C., l'imperatore Claudio ordinò la costruzione di una strada, la VIA CLAUDIA AUGUSTA, appunto, che fece di quest'area uno snodo viario fondamentale. Caduto l'Impero Romano, durante l'alto medioevo l'intera zona fu teatro di scontri fra le varie popolazioni nordiche intenzionate a stabilirsi in Italia, soprattutto goti, longobardi, baiuvari e franchi, almeno fin quando, nel 788, tutto il Tirolo non venne a far parte dell'Impero di Carlo Magno. Nel 1207 i vescovi di Bressanone e Trento furono investiti del potere temporale, a seguito della donazione di terre da parte di Corrado II il Salico. Con questa donazione il territorio, occupato perlopi๠da baiuvari, venne diviso fra i due principati, a cui fecero ufficialmente capo almeno fino al 1803 (anno della definitiva secolarizzazione del potere politico). In questo lungo arco di tempo, però, furono diversi i casati (pi๠potente fra tutti quello dei conti del Tirolo) che si alternarono nell'esercizio del potere, considerando anche una breve annessione alla Repubblica di Venezia, nel XV secolo. Sul finire del Quattrocento il Tirolo si ampliò notevolmente, sia verso la parte germanica, sia verso quella italiana. Regnava, allora, Massimiliano I (1490-1519). Fu in quel periodo che si combatté la Guerra dell'Engadina, conclusasi con la Battaglia della Calva (1499), che però vide i tirolesi sonoramente sconfitti. Nel 1519 il nipote di Massimiliano, Carlo V, fu incoronato re. Due anni dopo, lui e il fratello Ferdinando I si spartirono i territori e nel 1522, col Trattato di Bruxelles, il Tirolo fu annesso a quelli austriaci di Ferdinando I. Nel 1525 ci fu la Rivolta contadina e nel 1564 la terza spartizione dei territori da parte degli Asburgici, in virt๠della quale il Tirolo divenne autonomo. Estinti gli Asburgici del Tirolo nel 1665, ottenne la loro eredità l'imperatore Leopoldo I, che con la Prammatica Sanzione del 1670 assicurò l'indivisibilità dei territori austriaci. Per l'autonomia del Tirolo fu un duro colpo. Con il regno di Maria Teresa (1740-1790) si aprଠun'epoca densa di mutamenti, che doveva poi portare, attraverso la Rivoluzione francese e gli sconvolgimenti dell'epoca napoleonica, alla caduta del cosiddetto ancien régime in Europa. I principati ecclesiastici dell'impero romano-germanico, tra cui quello di Trento, e la stessa compagine imperiale non sopravvissero a quegli eventi. Particolarmente importante fu per il Sudtirolo la guerra dell'Austria contro la Francia (1796-1797). Fu durante l'occupazione napoleonica del 1796 che venne coniata la definizione “Alto Adige”. In seguito all'abolizione dei principati vescovili (Trattato di Lunéville del 1803), il territorio entrò definitivamente nell'Impero Asburgico, in cui rimase fino alla fine della prima guerra mondiale, fatta salva la parentesi del dominio franco-bavarese, nei primissimi anni dell'Ottocento. Il Congresso di Vienna, infatti, nel 1815 sanciva definitivamente il rientro del Tirolo e degli ex principati vescovili di Trento e Bressanone nei possedimenti asburgici. I moti risorgimentali in Tirolo ebbero svolgimento analogo a quello dei moti di tutt'Europa e col 1848 iniziò il declino inarrestabile dell'Impero austriaco: nel 1859, sconfitto dai franco-piemontesi, perse la Lombardia; nel 1866, sconfitto dalla Prussia, perse il Veneto; nel mentre, nel 1861, era stato costretto a emanare una nuova costituzione dell'Austria; cogliendo l'occasione, anche il Tirolo aveva ricevuto un nuovo statuto. Dal 1867, sotto l'incalzare degli eventi, iniziò ad adottare una serie di interventi, tra cui l'introduzione del suffragio universale maschile per l'elezione del Consiglio dell'Impero (1907) e la riforma elettorale per la dieta regionale del Tirolo. Si era arrivati, cosà¬, al 1914, quando però scoppiò la prima guerra mondiale. Subito, all'inizio del 1915, l'Italia richiese la cessione di Trento e Trieste; l'Austria offrଠil Tirolo meridionale fino a Lavis (comune confinante con Trento, immediatamente a nord della città ). Ad aprile, l'Italia richiese il Trentino coi confini del 1811, dunque fino all'Asclerbach; l'Austria dichiarò inaccettabile la richiesta. Nel frattempo, il 26 aprile, a Londra la coalizione antimperiale prometteva all'Italia tutto il Sudtirolo fino al Brennero. Il 15 maggio l'Austria reagଠcon una propria nuova proposta, offrendo il territorio fino a Salorno-Salurn (rifiutandosi, quindi, di cedere sia Bolzano-Bozen che quasi tutta l'attuale sua provincia) ma era troppo tardi e l'Italia lo ritenne troppo poco. Cosଠotto giorno dopo, il 23 maggio 1915, dichiarava guerra all'Austria. Uscita vincitrice dalla guerra, col trattato di Saint Germain (10 dicembre 1919) l'Italia ricevette il Tirolo meridionale fino al Passo del Brennero-Brennerpass. Il fascismo adottò, qualche anno dopo, una politica estremamente discriminatrice nei confronti della popolazione di lingua tedesca, che venne sottoposta a una forzata “italianizzazione”. In seguito, buona parte di quel gruppo etnico fu praticamente costretta a emigrare in Germania e dopo l'8 settembre fu il Terzo Reich a governare l'attuale Alto Adige-Sà¼dtirol, per 600 giorni. Dopo la seconda guerra mondiale la questione dell'Alto Adige-Sà¼dtirol venne posta nel vertice di Parigi del 1946 e portò alla firma del Patto Degasperi-Gruber, con cui si sancଠl'autonomia della provincia di Bolzano-Alto Adige e il rispetto del bilinguismo locale (in realtà trilinguismo, tenendo conto anche del ladino). La mancata applicazione del Patto, insieme a un generale malcontento nei confronti del governo italiano, portò negli anni Sessanta del Novecento a un'ondata di violenza che ebbe termine solo nel 1972, quando la popolazione ottenne grandi concessioni (contenute nel cosiddetto “Pacchetto”) in merito all'autonomia economica, amministrativa e legislativa. Una volta attuate quelle norme nel corso del ventennio successivo, finalmente, nel 1992, la chiusura della lunga vertenza fu sancita con il rilascio della prevista cosiddetta “quietanza liberatoria” da parte dell'Austria. Struttura socio-economica. La composizione etnica della popolazione vede una prevalenza di cittadini di lingua tedesca (circa due terzi del totale), mentre quelli di lingua italiana sono meno di un terzo e la restante percentuale appartiene alla comunità ladina. La densità demografica è fra le pi๠basse d'Italia; la popolazione è concentrata prevalentemente nei fondovalle, dove maggiore è lo sviluppo economico legato a industria e commercio. L'agricoltura ha avuto un ruolo fondamentale nell'economia della provincia anche successivamente al dopoguerra ed è tuttora strettamente legata alla cultura popolare, soprattutto nei centri minori; negli ultimi decenni, però, il settore è passato in secondo piano rispetto a industria, turismo e commercio, e la maggioranza degli agricoltori non sopravvivrebbe se non avesse una seconda fonte di reddito. La proprietà contadina media dell'Alto Adige-Sà¼dtirol è, comunque, piuttosto vasta, grazie alla cosiddetta regola del “maso chiuso”, secondo cui la proprietà terriera di una famiglia passa in eredità al primogenito senza possibilità di suddivisione. Le zone coltivate però sono complessivamente poco estese poiché la gran parte del territorio è occupata da boschi o rilievi montuosi. Si è quindi puntato soprattutto sulla qualità e sulla produzione di alimenti tipici come il vino e la frutta. Un'altra attività tradizionale che tuttora occupa una propria inattaccabile nicchia è l'artigianato, vanto della cultura sud-tirolese, che in alcuni casi è riuscito a imporsi anche nella larga produzione. Grazie alla posizione strategica e di confine, il Tirolo meridionale ha sempre rappresentato un importante snodo per il transito di merci, e il commercio ha quindi rivestito un ruolo molto importante nell'economia locale sin dal medioevo. Le zone industriali pi๠sviluppate si trovano prevalentemente nei centri maggiori e nel capoluogo provinciale, mentre negli altri comuni si registra una maggiore presenza di piccole aziende, spesso legate ai comparti edile, del legno e alimentare. Il tasso di disoccupazione è bassissimo. Lo sviluppo maggiore è stato senz'altro quello del turismo, che può contare su un'efficientissima organizzazione e soprattutto sul forte richiamo rappresentato del territorio, che ben si presta, tra l'altro, agli sport invernali. Grazie alla floridezza dell'economia il fenomeno dell'emigrazione è stato di entità decisamente inferiore rispetto a molte altre zone montane. Dal 1997 l'Alto Adige-Sà¼dtirol è dotato anche di università , con sede a Bolzano / Bozen.

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE I comuni, suddivisi fra sette Comunità comprensoriali e il comprensorio a sé costituito dalla sola città di Bolzano-Bozen, sono piuttosto omogenei quanto a storia, cultura e territorio. Il trilinguismo, inoltre, non contraddistingue particolarmente alcune valli rispetto alle altre, soprattutto visto che la stragrande maggioranza della popolazione di lingua italiana vive a Bolzano-Bozen. Un discorso a parte invece va fatto per la poco numerosa popolazione di lingua ladina, concentrata prevalentemente in Val Gardena e nella Val Badia. Questa comunità si è molto ridotta nei secoli e si è quindi raggruppata in una zona ben definita in cui cultura, lingua e identità possono essere meglio salvaguardate. La suddivisione del territorio provinciale è stata fatta quindi tenendo conto soprattutto della distribuzione demografica e individuando di conseguenza i pi๠importanti poli di gravitazione su cui convergono le valli pi๠estese. àˆ qui, infatti, che è possibile trovare il maggior numero di servizi, strutture e zone industriali, in virt๠anche della maggiore concentrazione di popolazione. Questo criterio resta valido anche per l'individuazione dell'ambito sub-provinciale “Valli Ladine”, quello, cioè, che comprende Val Gardena-Grà¶dner Tal e Val Badia-Gadertal: non si è trattato, infatti, di un criterio linguistico o etnografico ma di una visione di insieme di questa porzione di territorio, omogenea soprattutto sotto l'aspetto demografico e territoriale. Si sono individuati, quindi, quattro ambiti sub-provinciali: Val d'Adige e Valle dell'Isarco, che comprende 67 comuni e ha come principale polo di gravitazione il capoluogo provinciale, seguito da Bressanone-Brixen, Merano-Meran, Vipiteno-Sterzing, Chiusa-Klausen ed Egna-Neumarkt, mentre i comuni che si trovano nella parte pi๠meridionale sono attratti anche da Trento, Mezzolombardo (TN) e Cavalese (TN); Valli Ladine, che comprende 8 comuni che gravitano su Chiusa-Klausen, Bressanone-Brixen, Bolzano-Bozen e Brunico-Bruneck; Valpusteria, che comprende 23 comuni che gravitano su Brunico-Bruneck e San Candido-Innichen nonché sulla vicina Bressanone-Brixen e su Bolzano-Bozen; e infine Val Venosta, che comprende 18 comuni che gravitano su Silandro-Schlanders nonché su Merano-Meran e Bolzano-Bozen. Val d'Adige e Valle dell'Isarco: Aldino-Aldein, Andriano-Andrian, Anterivo-Altrei, Appiano sulla Strada del Vino-Eppan an Der Weinstrasse, Avelengo-Hafling, Barbiano-Barbian, Bolzano-Bozen, Brènnero-Brenner, Bressanone-Brixen, Bronzolo-Branzoll, Cà ines-Kuens, Caldaro sulla Strada del Vino-Kaltern an Der Weinstrasse, Campo di Trens-Freienfeld, Castelrotto-Kastelruth, Cèrmes-Tscherms, Chià¹sa-Klausen, Cornedo all'Isarco-Karneid, Cortà ccia sulla Strada del Vino-Kurtasch an Der Weinstrasse, Cortina sulla Strada del Vino-Kurtinig an Der Weinstrasse, Egna-Neumarkt, Fiè allo Sciliar-Và¶ls, Fortezza-Franzesfeste, Fà¹nes-Villnà¶àŸ, Gargazzone-Gargazon, Lagundo-Algund, Laion-Lajen, Là ives-Leifers, Lana-Lana, Laurengo-Laurein, Luson-Là¼sen, Magrè sulla Strada del Vino-Margreid an Der Weinstrasse, Marlengo-Marling, Meltina-Mà¶lten, Merano-Meran, Montagna-Montan, Moso in Passiria-Moos, Nà lles-Nals, Naz Scià ves-Natz Schabs, Nova Levante-Wlschnofen, Nova Ponente-Deutschnofen, Ora-Auer, Ponte Gardena-Waidbruck, Postal-Burgstall, Proves-Proveis, Racà¬nes-Ratschings, Renon-Ritten, Rifiano-Riffian, Salorno-Salurn, San Genèsio-Jenesien, San Leonardo in Passiria-Sankt Leonhard in Passeier, San Martino in Passiria-Sankt Martin in Passeier, Sarentino-Sarnthein, Scena-Schenna, Senale San Felice-Unsere Liebe Frau Im Walde Sankt Felix, Terlano-Terlan, Termeno sulla Strada del Vino-Tramin an Der Weinstrasse, Tésimo-Tisens, Tires-Tiers, Tirolo-Tirol, Tròdena-Truden, Và dena-Pfatten, Val di Vizze-Pfitsch, Varna-Vahrn, Velturno-Feldthurns, Verano-Và¶ran, Villandro-Villanders, Vipiteno-Sterzing. Valli Ladine: Badà¬a-Badia-Abtei, Corvara in Badà¬a-Corvara-Kurfar, La Valle-La Val-Wengen, Marebbe-Mareo-Enneberg, Ortisei-Urtijei-Sankt Ulrich in Grà¶den, San Martino in Badà¬a-San Martin de Tor-Sankt Martin in Thurn, Santa Cristina Valgardena-Santa Cristina Gherdà«ina-Sankt Christina in Grà¶den, Selva di Val Gardena-Sà«lva Gherdà«ina-Wolkenstein in Grà¶den. Valpusteria: Brà ies-Prags, Brunico-Bruneck, Campo Tà¹res-Sand in Taufers, Chiènes-Kiens, Dobbiaco-Toblach, Fà lzes-Pfalzen, Gà is-Gais, Monguelfo-Welsberg, Perca-Percha, Predoi-Prettau, Rasun Anterselva-Rasen Antholz, Rio di Pusterà¬a-Mà¼hlbach, Rodengo-Rodeneck, San Candido-Innichen, San Lorenzo di Sebato-Sankt Lorenzen, Selva dei Molini-Mà¼halwald, Sesto-Sexten, Terento-Terenten, Valdà ora-Olang, Valle Aurina-Ahrntal, Valle di Casà¬es-Gsies, Vandòies-Vintl, Villabassa-Niederdorf. Val Venosta: Castelbello/Cià rdes-Kastelbell/Tschars, Curon Venosta-Graon, Glorenza-Glurns, Là ces-Latsch, Lasa-Laas, Mà lles Venosta-Mals Im Vinschgau, Martello-Martell, Naturno-Naturns, Parcà¬nes-Partschins, Plà us-Plaus, Prato allo Stelvio-Prad am Stilfser, San Pancrazio-Sankt Pankraz, Senales-Schnals, Silandro-Schlanders, Sluderno-Schluderns, Stèlvio-Stilfs, Tubre-Taufers Im Mà¼nstertal, à™ltimo-Ulten. VAL D'ADIGE E VALLE DELL'ISARCO Territorio. L'ambito comprende la valle del fiume Isarco-Eisack, la Val Passiria-Passeiertal e la valle del fiume Adige-Etsch dal punto in cui, presso Merano-Meran, esce dalla Val Venosta-Vinschgau e si dirige a sud verso Bolzano-Bozen. Ne fanno parte anche le valli laterali che in queste si immettono. A nord invece arriva al Passo del Brennero-Brennerpass; a sud confina con la provincia di Trento. La valle del fiume Isarco-Eisack, che confluisce in quella dell'Adige a Bolzano-Bozen, comprende il Parco naturale Monte Corno-Naturpark Trudne Horn e il Parco naturale dello Sciliar-Naturpark Schlern. àˆ articolata in tre zone principali: l'Alta, la Media e la Bassa. L'Alta, quella pi๠a nord, parte dal Brennero-Brennerpass e arriva a Fortezza-Franzenfeste; qui nascono il torrente Talvera-Talfer e il Rio Vallaga-Flagger Bach. La Media, che da Fortezza-Franzenfeste arriva alla Val di Funes-Villnà¶sstal, è pi๠densamente popolata della prima, e comprende Bressanone-Brixen e Chiusa-Klausen. La Bassa, anch'essa pi๠popolosa dell'Alta, segue l'ultimo tratto del fiume Isarco-Eisack. Quella che comunemente si intende per Val d'Adige-Etsch Tal propriamente detta inizia nei pressi di Merano-Meran e prosegue anche oltre il confine meridionale della provincia, seguendo il corso del fiume; capoluogo ne è il Bolzano-Bozen. I laghi pi๠estesi sono il Caldaro-Kalterer See e il Monticolo-Montiggler See. Nei pressi di Merano-Meran nell'Adige-Etsch si versa il fiume Passirio-Passaier, che nasce nei pressi del Passo di Giovo-Jaufenpass e scende attraverso l'omonima Val Passiria-Passeiertal, che di fatto congiunge Merano-Meran al confine austriaco. Il territorio della Valle, che ha come capoluogo Moso-Moos e comprende parte del Parco naturale del Gruppo di Tessa-Naturpark Texelgruppe, è prettamente alpino, con ampie zone boscose e vallate che si alternano a imponenti rilievi. La fauna e la flora sono molto variegate. In questo ambito sub-provinciale i comuni che si trovano pi๠a nord hanno come principali poli di gravitazione Bressanone-Brixen, Merano-Meran, Vipiteno-Sterzing, Chiusa-Klausen, mentre pi๠a sud è ovviamente il capoluogo provinciale a svolgere questa funzione, insieme con Egna-Neumarkt. I comuni che si trovano nella parte pi๠meridionale, a confine con il Trentino, sono attratti anche da Mezzolombardo (TN), da Cavalese (TN) e dalla stessa Trento. Comunicazioni. L'Isarco-Eisack accompagna la pi๠importante arteria stradale di questo ambito e cioè l'autostrada A22 Brennero-Modena che, provenendo dal Trentino, prima costeggia l'Adige-Etsch e poi, da Bolzano-Bozen, segue il suo corso fino al Brennero-Brennerpass e quindi al confine con l'Austria. àˆ affiancata per tutta la sua lunghezza dalla strada statale n. 12 dell'Abetone e del Brennero. Sul lato occidentale, da Bolzano-Bozen inizia la strada statale n. 38 dello Stelvio che, prima di valicare il Passo dello Stelvio-Stilfsser Joch, passa per Merano-Meran, da dove parte la n. 44 del Passo di Giovo, che porta a Vipiteno-Sterzing. Al Trentino, invece, Merano-Meran è collegata dalla n. 238 delle Palade, che si immette sulla n. 42 del Tonale e della Mendola, da cui Bolzano-Bozen è collegata a Bergamo, in Lombardia. Sul lato nord, da Bolzano si diparte per Vipiteno-Sterzing la n. 508 della Val Sarentina e del Passo di Vizze, che attraversa diagonalmente il quadrilatero descritto con Bolzano-Bozen dalla stessa Vipiteno-Sterzing, a nord, nonché da Merano-Meran e Bressanone-Brixen a ovest ed est. Sempre da Bolzano-Bozen ma sul lato sud parte la n. 241 di Val D'Ega e Passo di Costa Lunga, che raggiunge il Trentino verso est. La presenza del capoluogo provinciale garantisce inoltre i trasporti su rotaia con le linee che collegano Bolzano-Bozen a Merano-Meran (a occidente), alla linea Fortezza-Prato alla Drava (a oriente), al Brennero-Brennerpass (a nord) e a Trento (a sud). Gli aeroporti di riferimento sono: a Milano/Malpensa, per le linee intercontinentali dirette, nonché a Innsbruck (Austria), a Verona/Villafranca e a Venezia/Tessera. Il sistema portuale è quello del capoluogo regionale veneto. Molte località turistiche sono collegate ai rilievi vicini grazie a funivie e impianti di risalita. Storia. Grazie alla posizione strategica rispetto ai principali fiume della regione nonché alle favorevoli condizioni territoriali e climatiche, la zona è stata popolata sin dalla preistoria e in epoca romana fu un importantissimo crocevia per i traffici commerciali. Durante il medioevo buona parte del territorio ebbe come referente politico e religioso il principe vescovo di Trento, mentre le principali etnie sul territorio erano quelle baiuvare, longobarde e alemanne. Le successive vicende della Valle furono quelle dell'intero Alto Adige-Sà¼dtirol, dall'annessione al regno austriaco fino al primo conflitto mondiale, dal fascismo al Patto Degasperi-Gruber del 1946 e fino ai nostri giorni. Struttura socio-economica. Per molti secoli, sin dal medioevo, agricoltura, allevamento e artigianato, insieme al commercio, sono stati le principali fonti di reddito per la popolazione, che poteva sfruttare ampiamente un territorio caratterizzato da una bassissima densità demografica. Poi è andata sempre pi๠sviluppandosi l'industria, che ha sostituito in buona parte il settore primario e, in misura minore, l'artigianato. Vista la presenza del capoluogo provinciale e dei principali poli di gravitazione, qui l'industria e il settore terziario, turismo compreso, sono sviluppati maggiormente rispetto al resto della regione. La zona è molto frequentata sia nella stagione invernale che in quella estiva, mettendo a disposizione un territorio adatto a qualsiasi tipo di turismo, da quello legato allo sport ai percorsi enogastronomici. VALLI LADINE Territorio. La Val Gardena-Grodnertal è delimitata a ovest dal corso del fiume Isarco-Eisack, a nord dalla Valle di Funes-Villnosstal e dal massiccio delle Odle-Geisler Gruppe, a sud-est dal territorio provinciale di Trento, dal Gruppo Sella-Sellagruppe e dai passi Sella-Sellajoch e Gardena-Grà¶dner Joch, a sud-ovest dal gruppo dello Sciliar-Schlern. Segue quindi il corso del Rio Gardena-Grà¶dnerbach, in direzione sud-est nord-ovest, dal Passo di Sella-Sellajoch (confine con la provincia di Trento e con quella veneta di Belluno) fino al punto in cui si immette nell'Isarco-Eisack, a Ponte Gardena-Waidbruck, circa a metà strada fra Bolzano-Bozen e Bressanone-Brixen. A sud si trova il Parco naturale dello Sciliar-Naturpark Schlern. Il territorio della Valle può essere suddiviso in due zone principali: quella caratterizzata da ampie pianure, delimitate da pendii boscosi e maggiormente popolata, e la zona dello sbocco nell'Isarco-Eisack del Rio Gardena-Grà¶dnerbach, in cui la valle si restringe fino a divenire sempre pi๠angusta e chiudersi in una gola, al di là della quale c'è l'abito di Val d'Adige e Valle dell'Isarco; qui la densità demografica è decisamente minore. La Val Badia-Gadertal si sviluppa in direzione nord-sud e divide le Dolomiti, nella loro parte settentrionale, fra occidentali e orientali; è delimitata a nord dalla Val Pusteria-Pustertal, in cui sbocca presso Brunico-Bruneck, e a sud dal Gruppo di Sella-Sellagruppe, dal Passo Gardena-Grà¶dner Joch, che la mette in comunicazione con l'omonima Valle, e dal confine con le province di Trento e Belluno (in Veneto). Pi๠a ovest, parallelamente, scorre il fiume Isarco-Eisack. La Valle segue il torrente Gadera-Gaderbach, da cui il toponimo tedesco, che nasce nei rilievi a sud e si immette nel fiume Rienza-Rienz proprio presso Brunico-Bruneck. A est si trova il vasto Parco naturale di Fanes/Sennes/Braies-Naturpark Fanes/Sennes/Prags, a ovest il Parco Naturale Puez/Odle-Naturpark Puez/Geisler. Il territorio comprende tratti in cui le praterie e le distese erbose sono pi๠vaste, come nei pressi di Marebbe-Mareo-Enneberg, e altri in cui i rilievi prevalgono, come nell'ultimo tratto prima di confluire in Val Pusteria-Pustertal. I comuni gravitano prevalentemente su poli esterni a questo ambito sub-provinciale: Chiusa-Klausen, Bressanone-Brixen, Bolzano-Bozen e Brunico-Bruneck; all'interno dell'ambito esercitano una certa attrazione: Badà¬a-Badia-Abtei, Marebbe-Mareo-Enneberg, Ortisei-Urtijei-Sankt Ulrich in Grà¶den. Comunicazioni. Parallela al fiume Isarco-Eisack si snoda l'autostrada A22 Brennero-Modena, che è accessibile dai caselli di Chiusa Val Gardena-Klausen Grà¶den e Bressanone-Brixen. La strada statale n. 242 di Val Gardena e Passo Sella attraversa la Val Gardena-Grodnertal, offrendo tra l'altro una splendida vista sul paesaggio. Si diparte dalla strada statale n. 48 delle Dolomiti in Trentino e subito dopo attraversa il Passo di Sella-Sellajoch, per poi scendere per il Sasso Lungo-Langkofel e percorrere la Valle seguendo il corso del Rio Gardena-Grà¶dnerbach. Nei pressi del rifugio Rasciesa-Raschà¶tz Hutte si biforca in due diramazioni che scorrono parallele fino all'Isarco-Eisack, la n. 242 che continua fino a Ponte Gardena-Waidbruck e la n 242 diramazione che sale a nord verso il casello autostradale. La n. 243 del Passo Gardena invece collega la n. 242 alla Val Badia-Gadertal. A nord di questa si trova la strada statale n. 49 della Pusteria, che congiunge Bressanone-Brixen all'Austria, mentre all'interno della Val Badia-Gadertal si snoda la n. 244 di Val Badia che segue il torrente Gadera-Gaderbach da Brunico-Bruneck, a nord, fino alla strada statale n. 48 delle Dolomiti, a sud. Le linee ferroviarie di riferimento sono quelle che interessano il capoluogo provinciale, collegandolo con Merano-Meran, il passo del Brennero-Brennerpass, Trento e Verona (in Veneto), nonché la linea Fortezza-Prato alla Drava che collega la Brennero-Modena all'Austria attraversando la Val Pusteria-Pustertal. Gli aeroporti sono a Innsbruck (Austria), a Verona/Villafranca e a Venezia/Tessera nonché a Milano-Malpensa per le linee intercontinentali. Per quanto riguarda il trasporto marittimo si fa riferimento al sistema portuale del capoluogo regionale veneto. Vi sono diverse funivie e seggiovie. Storia. Le Valli Ladine sono popolate, o perlomeno frequentate, sin dalla preistoria, come dimostrano i numerosi reperti risalenti al 7000 e al 6000 a.C. Punto cruciale della loro storia fu la conquista da parte dei romani, decisiva anche per la nascita della lingua ladina, per alcuni aspetti simile al castigliano, al catalano e al provenzale e frutto della sovrapposizione del latino alla cultura e lingua retica. In seguito, con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, iniziò un'intensa germanizzazione del territorio, che aveva preso piede, per altro, già nell'ultimo secolo dell'Impero. Il primo documento che cita la Val Gardena-Grodnertal, il cui toponimo deriverebbe dal preromano Gredine, risale al 999, quando il conte Otto von Andechs consegnò al vescovo Gotschalk di Freising un territorio boschivo denominato “Forestum ad Gredine”. Già nel 788, però, da Carlo Magno la Valle, con il ducato baiuvaro, era stata inglobata nel regno germanico e assegnata alla contea di Norigau. Quest'ultima, poi, nel 1027 fu affidata ai vescovi di Bressanone, che ne delegarono la gestione politico-amministrativa e giurisdizionale a diversi conti e da ultimo a quelli del Tirolo. Fu poi l'ultima contessa del Tirolo, Margaretha Maultasch, a donare le sue terre agli Asburgo nel 1363. Nel 1779 ci fu il primo catasto. Con la prima guerra mondiale la Val Gardena ebbe la sua ferrovia, poi dismessa nel 1960 per scarsa redditività . Anche la Val Badia-Gadertal durante il medioevo fu affidata al principe vescovo di Bressanone-Brixen, cui fu sottratta solo con la secolarizzazione del potere, nei primi anni del XIX secolo, quando venne annessa definitivamente all'Impero austriaco. Sin dal Seicento entrambe le valli furono oggetto di una massiccia campagna di germanizzazione dei ladini e degli italiani, con l'intento di sradicare la cultura locale. Simili attentati si sono ripetuti pi๠volte durante i secoli, fino alle vessazioni fasciste nei confronti delle minoranze etniche quando, in conseguenza del primo conflitto mondiale, le Valli erano entrate nel Regno d'Italia. La situazione è radicalmente cambiata solo con il cosiddetto “Pacchetto” (provvedimenti attuativi del nuovo Statuto di autonomia dell'Alto Adige-Sà¼dtirol) varato nel 1972. Struttura socio-economica. La composizione etnica è molto differente da quella del resto dell'Alto Adige-Sà¼dtirol: in maggioranza assoluta sono i ladini, con percentuali che sfiorano picchi del 90%, seguiti, nell'ordine, da tedeschi e italiani. Fra le attività tradizionali, quella che si è meglio conservata e che ha saputo, se non vincere, almeno pareggiare la battaglia con industria e turismo, è l'artigianato. Nelle due Valli quest'attività si sviluppò soprattutto dall'esigenza dei contadini di costruire da sé i propri arnesi e tutto ciò che occorreva nella conduzione di un maso o di una malga. Ma, mentre l'agricoltura e l'allevamento hanno visto ridimensionare il proprio ruolo all'interno dell'economia locale, l'artigianato è riuscito a mantenere una propria salda produttività . L'attività economica in assoluto pi๠sviluppata e redditizia è, comunque, il turismo, che può contare su un territorio splendido e su un'efficiente organizzazione. Gli sport invernali qui trovano il territorio ideale, soprattutto per quanto riguarda lo sci alpino e lo snowboard. Accanto al turismo legato al puro svago c'è la possibilità di riscoprire la cultura e la tradizione ladina, grazie sia alle numerose manifestazioni culturali e folcloristiche, sia alle visite guidate presso malghe e masi in cui l'antica cultura contadina passa anche attraverso superbi percorsi eno-gastronomici. VALPUSTERIA Territorio. àˆ la maggiore delle valli orientali dell'arco alpino e si snoda per oltre 100 km dal cuore dell'Alto Adige-Sà¼dtirol fino all'Austria. Inizia immediatamente a nord-est di Bressanone-Brixen, a est del fiume Isarco-Eisack. Si dirige quindi verso est risalendo il corso del fiume Rienza-Rienz fino a Dobbiaco-Toblach, prima, e seguendo quello del fiume Drava-Drau fino a Lienz (in Austria), poi. Sono numerose e tutte piuttosto anguste le valli che vi confluiscono da nord o, sul versante opposto, dalle Dolomiti. Numerosi sono gli affluenti del Rienza-Rienz, in territorio italiano, e della Drava-Drau, in Austria. I laghi maggiori sono il Lago di Brà ies-Pragser Wildsee e il Lago di Dobbiaco-Toblacher See. Il Parco naturale delle Vedrette di Ries-Naturpark Rieserferner si trova a nord, in corrispondenza della Valle di Anterselva-Antholzer Tal, mentre a sud si trovano il Parco naturale Puez/Odle-Naturpark Puez/Geisler, il Parco naturale di Fanes/Sennes/Braies-Naturpark Fanes/Sennes/Prags e il Parco naturale Dolomiti di Sesto-Naturpark Sextener Dolomiten. La composizione etnica vede una netta prevalenza della popolazione di lingua tedesca rispetto a quelle di lingua italiana o ladina. Brunico-Bruneck e San Candido-Innichen nonché Bressanone-Brixen e Bolzano-Bozen sono i principali poli di gravitazione. Comunicazioni. Non è percorsa da autostrade ma ha facile accesso alla A22 Brennero-Modena dal casello di Bressanone-Brixen. La pi๠importante direttrice di traffico è la strada statale n. 49 della Pusteria, che immediatamente a nord di Bressanone-Brixen si diparte dall'importante strada statale n. 12 dell'Abetone e del Brennero per poi attraversare la valle e raggiungere il confine austriaco nei pressi di Prato alla Drava-Winnebach, località del comune di San Candido-Innichen. La strada statale n. 51 di Alemagna da Dobbiaco-Toblach scende attraverso la Val di Landro-Hà¶hensteintal fino in Veneto. Vi sono poi numerose strade statali minori che dalla n. 49 della Pusteria risalgono le diverse valli che confluiscono nella Pusteria. Il collegamento ferroviario con la rimanente parte della provincia si stabilisce poco pi๠a nord di Bressanone-Brixen, dove dalla linea Brennero-Modena ha origine la linea Fortezza-Prato alla Drava, che si snoda poi lungo tutta la valle fino all'Austria. L'aeroporto di Milano-Malpensa è il riferimento per i voli di linea intercontinentali mentre quelli di Innsbruck (Austria), Verona/Villafranca e Venezia/Tessera lo sono per gli altri. Tutto l'ambito gravita sul sistema portuale del capoluogo regionale veneto. Storia. Come mostrano i numerosi ritrovamenti archeologici, fu abitata almeno dal neolitico e fu sempre molto trafficata sin dai tempi dell'Impero romano. Con la caduta di quest'ultimo, nella valle si stabilirono numerose popolazioni germaniche, fra cui gli ostrogoti di Teodirico prima e i baiuvari poi. La popolazione ladina venne quindi spinta in Val Badia-Gadertal e Val Gardena-Grodnertal. Il fenomeno si acuଠnel medioevo con la progressiva colonizzazione e messa a coltura di ampie porzioni della valle. Il principale referente politico era il principe vescovo di Bressanone. Successivamente, con il Congresso di Vienna, furono cancellati gli assetti venuti fuori dalle guerre napoleoniche e venne annessa all'Impero austriaco. Ha poi seguito le vicende storiche dell'intero Alto Adige-Sà¼dtirol. Struttura socio-economica. Attualmente il turismo in Val Pusteria-Pustertal è decisamente la risorsa primaria, che risulta la pi๠produttiva anche a confronto con i risultati conseguiti nello stesso comparto negli altri ambiti della Provincia. Lo sviluppo di industria e commercio, dal canto suo, ha definitivamente tolto ad agricoltura e allevamento il primato che nei secoli precedenti li aveva contraddistinti. VAL VENOSTA Territorio. Si estende dalla sorgente dell'Adige-Etsch fino a Merano-Meran, seguendo il corso del fiume. Dal Passo di Resia-Reschenpass si dirige verso sud superando Malles-Mals per poi piegare a est e, continuando a seguire il corso dell'Adige-Etsch, raggiungere la Valle che dal fiume prende il nome. A nord confina con l'Austria, a ovest con la Svizzera, a sud-ovest con la provincia lombarda di Sondrio e a sud con la provincia di Trento. I bacini lacustri pi๠importanti sono il lago di Resia-Reschen See e il lago di Muta-Haider See. A cavallo dei confini meridionali si trova il Parco nazionale dello Stelvio-Stilfs Nationalpark, che interessa, quindi, anche la provincia di Bolzano-Alto Adige, oltre quella di Trento e quella lombarda di Sondrio. A nord della Bassa Val Venosta, invece, si trova il Parco naturale Gruppo di Tessa-Naturpark Texelgruppe. La popolazione, prevalentemente del gruppo linguistico tedesco, gravita su Silandro-Schlanders nonché su Merano-Meran e Bolzano-Bozen. Comunicazioni. La direttrice di traffico fondamentale che attraversa la valle è formata da due strade statali: la n. 38 dello Stelvio, che parte da Merano per arrivare in Lombardia attraverso il Passo dello Stelvio-Stilfsser Joch, e la n. 40 del Passo Resia, che parte dalla stessa n. 38 per arrivare in Austria attraverso il Passo di Resia-Reschenpass. Di importanza minore è invece la n. 41 di Val Monastero, che dalla n. 40, presso Sluderno-Schluderns, si diparte per raggiungere dopo pochi chilometri la Svizzera. L'autostrada A22 Brennero-Modena è accessibile a Bolzano-Bozen. La ferrovia, invece, è accessibile a Merano-Meran, da dove si raggiunge il capoluogo provinciale e quindi il Passo del Brennero-Brennerpass fino all'Austria, verso nord, Trento, verso sud, e Brunico-Bruneck fino all'Austria, verso est. Gli aeroporti sono quelli di Innsbruck (Austria), Milano/Linate, Verona/Villafranca e Venezia/Tessera nonché, per i voli di linea intercontinentali, quello di Milano/Malpensa. Il trasporto marittimo è soddisfatto dal sistema portuale del capoluogo regionale veneto. Storia. Frequentata fin dalla preistoria, all'arrivo dei romani era popolata dai VENOSTES. Durante il medioevo fu occupata da popolazioni dell'Engadina e della Germania, mentre per la giurisdizione faceva riferimento rispettivamente al principe vescovo di Trento e al vescovo di Coira. Nella valle si svolse la celebre Battaglia di Calva, che pose fine alla Guerra dell'Engadina fra gli svizzeri confederati fedeli al vescovo di Coira e gli austriaci fedeli all'impero asburgico. Nei secoli successivi la Valle ha seguito le vicende storiche dell'intera provincia. Struttura socio-economica. Durante il medioevo e l'età moderna lo sviluppo di agricoltura e allevamento fu ostacolato da epidemie, saccheggi ed eventi bellici, questi ultimi dovuti alla posizione geografica che rendeva la Val Venosta terreno di scontro fra Svizzera e Austria. Nell'età contemporanea inizia, invece, un'epoca di sviluppo in ogni ambito e settore economico, a partire da quello primario fino ad arrivare al turismo, fortemente aiutato dalla bellezza delle cime alpine e dalla presenza del Parco nazionale dello Stelvio-Stilfs Nationalpark. Anche l'artigianato ha ricevuto una notevole spinta da questo diffuso sviluppo economico.

Comuni della Provincia

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Verano / Vöran
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Villabassa / Niederdorf
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Villandro / Villanders
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Informazioni

  • Nome completo Bolzano - Bozen
  • Sigla BZ
  • Codice ISTAT 021
  • Regione Trentino-Alto Adige
  • Numero comuni 116

Date Storiche

Statistiche Comuni

  • Popolazione media 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m

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