Cenni storici su Caines.
Il toponimo è di antica origine prelatina e attesta antiche concordanze tra Alto Adige e Trentino: si può confrontare, infatti, con Cagnò (TN), derivato di un “Cainavum”; come pure si può confrontare con “Caenaunes”, nome di uno dei popoli attestati, pare, nel “Trophaeum Alpium”.
È documentato nell’anno 720 come Cainina, nel 931 Cheines, nel 1291 Chains, nel XIV secolo Caihas, Kaims, Kayns, nel 1447 Kuens.
La forma tedesca originaria era Kains; Küens è forma dialettale; quella italiana riproduce le forme rilevabili dai documenti.
La sua storia coincide in buona parte con quella della vicinissima Merano-Meran, di cui ha rappresentato da sempre quasi una porta verso la Val Passiria.
Si sa che già nell’ottavo secolo vi fece costruire una chiesa il vescovo di Freising, S.
Corbiniano.
La chiesa attuale è molto posteriore a quella altomedievale e risale all’epoca in cui la colonizzazione baiuvara era ormai ben consolidata, mentre permanevano le tensioni sia tra gli Asburgo e il principe vescovo, sia tra le varie forze esterne interessate all’egemonia sulla zona, tanto da occidente quanto da oriente.
La data si deduce da quella (1415) riportata dal pittore Wenclaus, insieme con la sua firma, su un nastro decorativo che fa parte degli affreschi della cappella mortuaria.
Il coro della chiesa è gotico.
In posizione dominante sul ripido pendio, l’edificio è circondato da vari masi e da qualche villetta moderna.