Cenni storici su Fie allo Sciliar.
Fino al 1971 si è chiamata solo Fiè.
La base del toponimo, di antica origine prelatina, sarebbe *fel-, probabilmente da accostare all’etrusco Felsina.
L’ipotesi di una sua derivazione dal latino NO-VELLES sarebbe, invece, del tutto infondata.
È attestato nell’anno 888 come “Fellis”, nel 982 “in loco Vellis”, nel 1050-65 “in Velles”, nel 1037 “in Vellis”, nel XII secolo “Velles”, nel 1203 “Veles”.
La forma italiana riproduce quella gardenese Fiè.
Che l’insediamento originario risalga all’epoca antica e addirittura alla preistoria è testimoniato da alcune monete romane e da numerosi reperti archeologici della zona, risalenti all’età del bronzo e del ferro: da essi si deduce che vi sono state case sia retiche che romane.
Le attestazioni documentate certe a proposito della fondazione dell’insediamento attuale sono molto esigue: risulta solo che nell’anno 888 Arnolfo, re carolingio, donò taluni diritti di proprietà a Engilger, vassallo del conte Jezo.
La donazione riguardava terreni nella località denominata Fellis, “in quelle parti della Baviera situate nelle Alpi ai confini con l’Italia”.
Altre date certe sono: il 7 giugno 1027, quando il vescovo di Bressanone divenne signore di Fiè, essendo stato nominato conte del Norital dall’imperatore Corrado II; il 1213, quando il conte Alberto III di Tirolo, balivo del vescovo di Bressanone, investì dei diritti doganali su Bolzano Reimbert II, signore di Fiè; il 1280, quando i signori di Fiè divennero ministeriali di Mainardo II di Gorizia-Tirolo, che quell’anno ottenne l’investitura sulle giurisdizioni della zona, tra cui quella di Fiè.
Il più potente e importante signore di Fiè fu Leonhard il Vecchio (1458-1530), che fu anche il maggiore antagonista dei contadini nella loro rivolta del 1525.
Dopo la metà del Cinquecento la famiglia non ebbe più un ruolo rilevante nella storia della zona; il casato si estinse di fatto nel 1804.
Del patrimonio architettonico trasmessoci dai secoli passati fanno parte: la cappella di S.
Michele, in stile romanico; la cinquecentesca chiesa di Santa Maria Assunta, in stile tardo gotico, al cui interno si conservano un altare a portelle del 1488, attribuibile a Narciso da Bolzano, numerose opere barocche e notevoli sculture lignee.
Poco lontano dall’abitato si trovano: la chiesa di Santa Margherita, edificata nel Quattrocento, e la parrocchiale di S.
Pietro, del XII e XIII secolo, accanto alla quale si erge una meravigliosa torre campanaria con abside semicircolare.