Cenni storici su Meltina.
Il toponimo ha origine preromana: ne è un indizio anche il suffisso -ĭna.
Non sembra verosimile, invece, una ipotizzata derivazione dal latino MALĒTUM, da MALUS ‘melo’.
Nell’anno 923 è documentato “in loco Meltina”, nel 1182 Meltin, nel 1186 Melten, nel 1189 Meltin.
Gli scavi eseguiti nella zona hanno riportato alla luce tracce di un insediamento antichissimo, risalente alla preistoria.
Abitata dai celti, la zona divenne provincia romana dopo essere stata assoggettata, nell’anno 15 a.
C.
, da Druso, fratellastro dell’imperatore Augusto: da allora costituì per secoli la provincia Retia dell’Impero romano.
C’è chi ipotizza che Meltina corrisponda alla romana MALETUM, distrutta verso la fine del VI secolo.
Nel V secolo vide la diffusione del cristianesimo e nel VI fu meta della migrazione di popolazioni germaniche.
Menzionata nella “Storia dei Longobardi” di Paolo Diacono, a proposito della sconfitta delle fortezze dell’Etschtal da parte dei franchi nel 590, nel medioevo rivestì una certa importanza amministrativa.
Con la Baviera nel 788 da Carlo Magno fu annessa al regno franco-tedesco e per riacquistare la propria identità dovette attendere l’anno 1027, quando Corrado II restituì la contea di Bolzano, di cui Meltina faceva parte.
Nel XIII secolo visse un periodo di fervente vita religiosa che si protrasse nei secoli successivi.
Durante il breve dominio napoleonico sulla zona il rio Meltina segnava il confine tra la Baviera e l’Italia.
Nel 1809 prese parte all’opposizione ai francesi e alla Baviera, sotto la guida, sia pure indiretta, di Andreas Hofer.
Numerose sono le sue chiese antiche, come la parrocchiale di Santa Maria, del periodo romanico, che reca tracce delle varie ristrutturazioni subite (gotica, neogotica, imperiale) e conserva affreschi della scuola bolzanina del 1350-70.
Forse ancora più antica è la chiesa di Sant’Anna, che conserva un gruppo gotico della Pietà, in stucco dipinto, del 1400 circa.
Su un luogo di culto preistorico, invece, fu eretta la piccola chiesa di S.
Giorgio.
A Frassineto-Verschneid si trova la chiesa di S.
Biase, menzionata già nel XIII secolo e più volte restaurata; a Salonetto-Schlaneid quella di S.
Valentino, costruita in semplice stile barocco nella seconda metà del XVIII secolo, utilizzando in parte i materiali di una precedente chiesetta romanica rinnovata nel XV secolo, eretta un po’ più a monte in onore del santo vescovo Valentino.