Cenni storici su Egna.
Corrisponde a “Endidae” dell’”Itinerarium Antonini”, probabilmente col significato di ‘fortezza’.
Il toponimo originario, prelatino, da Endia dà luogo a Eña.
È attestato come Enna nel 1030-1039 (ma forse già dal 1018), Enne nel 1133, Egna nel 1170.
È “burgum novum de Egna” nel 1189, nel 1260 è “novum forum”, germanizzato in Neuwenmarcht ‘mercato nuovo’.
Molto probabilmente la sua origine più remota risale all’epoca neolitica.
L’insediamento romano sorse intorno a una stazione militare, ENDIDAE MANSIO, nel territorio che durante il VI secolo fu occupato dai baiuvari, per poi passare ai franchi ed essere integrato nell’impero germanico.
Appartenne, quindi, ai signori Von Enn.
Il nuovo insediamento, quello attuale, nasce formalmente il 13 ottobre 1189, data dell’atto con cui il vescovo di Trento, Corrado II di Beseno, concesse “ius aedificandi” e privilegi fiscali agli abitanti del vecchio borgo distrutto da un incendio.
Tra il XVI e XVII secolo nella zona furono innalzate numerose residenze di potenti famiglie feudali.
La ricchezza locale si era costruita prevalentemente col commercio, fondato sui trasporti, con carri e fluviali, che però entrarono in crisi grave in conseguenza dell’apertura della ferrovia Bolzano-Verona, nel 1859.
Accanto alla chiesa di S.
Nicolò, costruita in stile gotico, si erge la torre campanaria, con bifore, trifore e alta cuspide.
Poco lontano dall’abitato si trovano i ruderi del Castello Candivo-Schloss Kaldiff, del XIII secolo, distrutto nel 1411, successivamente ripristinato ma poi mandato in rovina nel XVIII secolo.
Consolidato di recente, mette in mostra affreschi di varie epoche.