Cenni storici su Cortina sulla Strada del Vino.
Il Comune come ente territoriale a sé stante è stato ripristinato nel 1952, dopo essere stato soppresso nel 1928.
Della sua prima istituzione si sa solo che è posteriore al 1817, data in cui risultava ancora frazione (“regola”, come si diceva) di Salorno-Salurn.
Fino al 1971 si è chiamata Cortina all’Adige.
L’origine del toponimo, parallelo a quello della vicina Cortaccia sulla Strada del Vino, è probabilmente la stessa di quello di Cortina d’Ampezzo (BL): dal latino medievale “curtis”, forse nel senso generico di ‘recinto’.
È attestato nell’anno 1276 come “Cortinegum”, nel 1288 “Cortinie”, nel 1311 “Curtinie”.
Mancano tracce risalenti alla preistoria o al periodo romano: il territorio all’epoca era evidentemente disabitato perché reso inospitale da paludi, malaria e aria maleodorante per le piante in putrefazione.
I primi colonizzatori ci sono stati, quindi, nel medioevo.
Originariamente l’insediamento era formato da dodici masi, con vaste proprietà comuni indivise.
Nel 1648 il “giudizio” di Salorno-Salurn fu concesso in feudo ai conti Zenobio di Venezia, che l’amministrarono fino al 1826 (con interruzione negli anni 1806-1809, duranti i quali ci fu l’occupazione bavarese, e 1810-1813, quando rientrò nel Regno d’Italia istituito da Napoleone, mediante aggregazione al “giudizio” di Egna-Neumarkt).
Per secoli i suoi abitanti hanno dovuto convivere con le paludi circostanti e le loro esalazioni mefitiche: si pensa che il fondovalle fosse attraversato da pontili in travi di legno o anche con dighe in muratura.
La zona fu bonificata solo nel 1818-1824 e nel 1851-1854 per la costruzione della ferrovia.
Nel 1879 si affrontò il problema della regolazione definitiva del fiume Àdige ma nel 1882 ci fu una rovinosa rottura degli argini.
I lavori conseguenti finirono nel 1893.
La chiesa del paese fu eretta tra il 1462 e il 1501.
Il busto di S.
Martino, datato 1474, è scolpito nella chiave di volta di uno dei costoloni gotici.
Il campanile è posteriore (successivo alla prima metà del XVII secolo).
È una rarità il tabernacolo gotico per il Santissimo, in marmo bianco.