Cenni storici su Malles Venosta.
La circoscrizione comunale così com’è oggi è stata costituita nel 1927, quando all’attuale capoluogo furono aggregate le altre località, fino ad allora comuni autonomi.
Il toponimo deriva dal prelatino *mal- ‘monte’, molto diffuso.
La forma italiana è la stessa che si trova nei documenti antichi: “Malles” nel 1094.
Delle località aggregate la più antica potrebbe essere Tarces-Tartsch, dove sono state rinvenute tracce preistoriche.
Luogo di passaggio già dall’epoca romana, ha rappresentato il centro amministrativo e giudiziario dell’alta Val Venosta fin dal medioevo.
A Mazia-Matsch fu grande protagonista della storia locale la famiglia Matsch, che lottò contro i vescovi di Coira e gli abati di Marienberg, divenendo una delle più potenti del paese.
I Matsch, originari dell’Engadina, nel secolo XI costruirono un castello superiore e uno inferiore, che poi entrarono in lotta tra loro.
Nel 1499, con altri comuni della Valle, fu teatro della battaglia di Calva, vinta dagli svizzeri contro le truppe imperiali.
Nel 1906 l’attuale capoluogo fu collegato a Merano da una ferrovia a scartamento ridotto, ora non più in esercizio.
Monumento importante è la piccola chiesa di S.
Benedetto, tra le più antiche della provincia, che conserva affreschi del tempo di Carlo Magno.
Il campanile risale alla prima epoca romanica come quelli delle chiese di S.
Martino (rimaneggiata nel tardo gotico) e di S.
Giovanni (distrutta dai francesi nel 1797).
Gotico è, invece, l’aguzzo campanile della parrocchiale, incendiata due volte al tempo delle guerre con i Grigioni e poi, trecento anni più tardi, durante l’occupazione francese.
Fu ricostruita agli inizi dell’Ottocento.
Vicino alla chiesa si innalza Fröhlichsturm, la potente torre rotonda medievale del XII-XIII secolo.
Varie altre torri ed edifici nobiliari costituiscono il patrimonio architettonico civile del centro.
Sul colle di Tarces-Tartsch si erge la chiesa di S.
Vito.
Grande rilievo culturale ha l’abbazia benedettina di Monte Maria-Marianberg, vicina a Burgusio, che monaci svevi resero attivo centro di lingua tedesca in un’area retoromanica.
Nel 1499 fu risparmiata dagli incendi appiccati dagli svizzeri.