Cenni storici su Chiusa.
Ha assunto l’attuale circoscrizione nel 1929, quando con essa furono unificate Gudon, Lazfons e Verdignes, fino ad allora comuni a sé stanti.
Il toponimo, derivante dal latino CLAUSA, CLUSA, ‘chiusa’, è attestato nell’anno 1027 come “Clausa”, nel 1166 e 1172 “de Cluse”, nel 1230 “Clusa sub Sabione”.
La forma italiana riproduce l’etimo.
L’origine più remota dell’insediamento risale all’età del bronzo.
Corrisponde all’antica Sabiona, che nel 570 era sede vescovile, dipendente prima dal patriarcato di Aquilea e poi, dal 798, da Salisburgo.
Nel X secolo la sede vescovile fu spostata a Bressanone, restando qui solo la residenza estiva del vescovo.
Dopo la rinascita dell’anno mille riacquistò importanza come luogo di passaggio e quindi stazione doganale del principato vescovile.
Nel 1271 la zona fu assegnata a Mainardo II, che da allora in poi si dedicò alla realizzazione della grande contea principesca del Tirolo.
Nel 1308 ottenne il titolo di città e dal 1350 al 1550 visse il suo periodo più florido grazie allo sfruttamento delle miniere di argento, piombo e rame della valle del Tinne.
Fu in quel periodo che assunse la conformazione attuale.
Dal 1797 al 1809 fu più volte distrutta e occupata dai francesi e dai loro alleati bavaresi; contro gli invasori fu organizzata la resistenza capeggiata da Andreas Hofer che, catturato, fu fucilato a Mantova nel 1810.
Con l’apertura della ferrovia del Brennero, nel 1867, iniziò un altro periodo florido.
Del suo patrimonio architettonico fanno parte: la settecentesca cappella della Madonna di Loreto, analoga a quella di Loreto (AN), nelle Marche; la chiesa di S.
Felice di Cantalice, annessa al convento dei Cappuccini edificato alla fine del Seicento; la parrocchiale di Sant’Andrea, costruita nel XV secolo, in stile tardo-gotico; la chiesa dei Dodici Apostoli, del XV secolo; la cappelletta di S.
Sebastiano, del XIII secolo; la Torre del Capitano-Burg Branzoll, eretta nel Duecento; il monastero di Sabiona-Kloster Säben, fortezza vescovile del XIII secolo.