Cenni storici su Gais.
Il toponimo, che deriverebbe dalla radice indogermanica “Gisse”, ovvero ‘territorio alluvionale’, compare per la prima volta in un documento del 933 nella forma “loco Gazes”; successivamente è documentato come Geizes nel 995, tra il 1050 e il 1065 come Gaisses, nel 1127 come Gaitz, nel 1315 come Gays.
Probabilmente deriva dal personale tedesco Geitz.
La forma italiana riproduce quella tedesca.
Sul territorio comunale, popolato fin da epoche remote, come attestano i ritrovamenti sui colli Gaisinger Pipe e Kehlburg, si stanziarono nell’alto medioevo i baiuvari, lasciando nei toponimi delle località di Villa Ottone-Uttenheim e Montassilone-Tesselberg tracce evidenti del loro passaggio; infatti questi risalirebbero a due nomi propri, Uota e Tassilone della casata degli Agilolfingi.
L’imperatore Enrico II, nel 1014, l’infeudò ai vescovi di Bamberg; in un secondo tempo pervenne ai signori di Taufers.
Il gioiello architettonico del luogo è senza dubbio la parrocchiale di S.
Giovanni Evangelista (fine XII secolo) in stile romanico, a tre navate, con abside semicircolare del periodo tardo-gotico, accanto alla quale si erge una torre campanaria costruita nel 1906; ma non vanno dimenticate: la Cappella del Cimitero (XVI secolo), Castel Casanova (XIII secolo), Residenza “Pflegerhaus”(XVIII secolo), residenza Stock (XIII-XVII secolo), la parrocchiale di Santa Margherita (XVIII secolo), la cappella della Visitazione, realizzata nel 1601, accanto alla quale si innalza un campanile del XIII secolo.