Cenni storici su Bronzolo.
Il toponimo ricorda il veneto Bronzola, anticamente Brunzola, che secondo qualche studioso deriva dall’antroponimo germanico Berinza: la romanizzazione sarebbe avvenuta mediante il suffisso -EOLUS.
Esso è attestato nell’anno 1181 come “Branzol”, nel 1237 “de Bronzilo”, nel 1237 “de Branzolo”, nel 1334 “de Branzolo”.
La forma italiana riproduce l’etimo.
Già nel XIII secolo era nota come porto sul fiume Àdige, di particolare importanza perché era quello più a nord.
Dal 1202, infatti, si ha menzione dell’importanza delle fiere di Bolzano, a cui portavano merci varie le zattere che scendevano l’Adige carche di: rame, sale, pellami e cuoio, pece, lana, panni e altro.
Una volta a valle, si vendevano sia le merci sia il legname delle zattere, col doppio guadagno della vendita e dell’eliminazione dell’onere del viaggio di ritorno per il mezzo di trasporto.
Nel 1859 il commercio fu praticamente stroncato dall’apertura della ferrovia del Brennero, con conseguenze negative per l’economia del Comune.
Tra le testimonianze storico-architettoniche, che costituiscono il suo patrimonio artistico, si annovera la vecchia parrocchiale, realizzata in stile gotico, al cui interno sono conservati pregevoli dipinti e altre opere d’arte; accanto a essa si erge una meravigliosa torre campanaria, edificata in stile romanico.
Nella piazza antistante la parrocchiale è in aggiunta possibile ammirare una stupenda nicchia, costruita nel XV secolo, al cui interno è esposta una statua in pietra raffigurante S.
Secondo, risalente al Quattrocento.