Cenni storici su Tubre.
Per il toponimo verrebbe spontaneo ipotizzare una derivazione da TUBER ‘tubero’, che però secondo il dizionario di toponomastica dell’Utet è da scartare; secondo tale tesi l’origine sarebbe, invece, prelatina, ricollegabile probabilmente al termine *tob- ‘burrone’ o al fitonimo TUBERES>TUBERNUS ‘pinastro’.
La forma italiana ricalca le antiche attestazioni: “monasterium Tuberis” dell’881, “in Tubris” del 1160, “mon.
Tuveris vel Tubris“ del 1163, “Tubris” del 1193 e 1301, “Tufers” del 1322.
La lingua che vi si parlava era quella ladina occidentale engadinese, almeno fino al secolo XIII e oltre.
Del resto nel medioevo era valle di passaggio appunto per la Svizzera, attraverso il Passo Umbrail-Wormser Joch, come testimoniano ancora vecchie case signorili, e la sua importanza era tale che lo stesso Carlo Magno vi aveva fondato un monastero: probabilmente quello di Monastero-Müstair, che oggi si trova immediatamente al di là del confine con la Confederazione Elvetica (ma secondo molti studiosi potrebbe anche trattarsi della chiesetta di S.
Giovanni).
Il 22 maggio 1499, trovatasi al centro della battaglia di Calva tra le truppe imperiali e gli svizzeri dei Grigioni, fu da questi incendiata insieme a molti paesi della valle.
Numerose e di pregio sono le testimonianze architettoniche del passato, come la parrocchiale di S.
Biagio, di antica origine gotica, ricostruita nel 1660-65, con il campanile del 1511 e un bell’altare ligneo del 1674.
Nella vicina chiesetta di S.
Martino, ricostruita nel 1493, si conservano affreschi gotici dell’epoca; affreschi gotici si trovano anche a S.
Nicolò.
Romanica, ma restaurata nel 1955, è la chiesa dell’ospizio dei gerosolimitani S.
Giovanni a Tubre, con un ricco portale e timpano affrescato.
Costruita nel XII secolo, successivamente fu ampliata e nel Duecento fu adattata a ospizio.
Il suo elemento di maggior pregio è rappresentato dagli affreschi del XIII secolo, tra i più antichi della regione.