Cenni storici su Laces.
Il toponimo è attestato nell’anno 1185 come Lacis, nel 1209 Laez, nel 1280 e nel 1290 Laz.
Potrebbe derivare dal fitonimo tedesco Latsch(e), con valore semantico di ‘pino mugo’, dal latino LAQUEUS, ‘laccio’.
La forma italiana, che è un plurale, si trova già in antiche fonti d’archivio.
La sua importanza era notevole già nel XIII secolo, quando era frequentato luogo di transito tra le varie valli e verso l’Austria; intorno alla località Morter, del resto, ruota buona parte della storia dell’intera Val Martello.
Anche qui, il 22 maggio 1499, gli svizzeri seminarono distruzione e morte durante la battaglia di Calva, combattuta contro le truppe imperiali.
Del suo patrimonio storico-architettonico fanno parte: la parrocchiale di Santa Maria, con torre campanaria in stile romanico; la chiesa dell’Ospedale, edificata nel 1334; la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, del XVI secolo, con navate poligonali che sorreggono volte in stile gotico; la piccola chiesa di S.
Nicolò, oggi sconsacrata, con poderoso campanile romanico; la parrocchiale di Sant’Anna, eretta nel XVI secolo; Villa Mühlrain, costruita nel Cinquecento, con esterni in stile barocco.
A Tarres/Tarsch è possibile ammirare la chiesa di S.
Carpoforo, con campanile in stile romanico-longobardo, anteriore al 1214.
Altri edifici degni di menzione sono: la parrocchiale di S.
Vigilio, del 1080; i ruderi del Castello Montani di Sopra-Schloss Obermontani, a Morter, costruito nel 1228 dal conte Alberto di Tirolo, al cui interno fu rinvenuto il manoscritto dei Canti dei Nibelunghi, ora custodito a Berlino (nella cappella del castello si trovano dipinti murali del XV secolo); quel che resta della duecentesca fortezza gotica Castello Montani di Sotto-Schloss Untermontani.