Provincia di Ancona

Marche - Sigla: AN

49 Comuni Codice: 042 Regione: 11

Descrizione

Territorio. Estesa nel cuore della regione, è la pi๠piccola tra le province marchigiane e presenta una morfologia prevalentemente collinare, con una minima percentuale di territorio a carattere montuoso. La sua economia, incentrata in passato sull’agricoltura e sull’allevamento di bestiame, è fondata attualmente sul settore secondario e sul movimento turistico, che, a partire dalla metà del XX secolo, si è sviluppato soprattutto nelle zone costiere, dando impulso al commercio e ai servizi. La crescita del turismo balneare ha favorito inoltre un pronunciato spostamento verso il litorale della popolazione provinciale, suddivisa in 49 comuni e con un indice di vecchiaia superiore alla media. Pur presentando un assetto geomorfologico nel complesso piuttosto omogeneo, la circoscrizione anconetana è caratterizzata dalla compresenza di ambienti naturali assai difformi: delimitata dalla costa adriatica da un lato e dai primi rilievi appenninici dall’altro, l’ampia fascia collinare che occupa la parte centrale della provincia è segnata da strette valli fluviali dal corso parallelo, scandita dalle rigorose geometrie di vigneti e oliveti e punteggiata di graziosi borghi medievali; la costa, formata in prevalenza da lunghe e strette spiagge sabbiose, in lento declivio verso il mare, s’innalza all’estremità meridionale della provincia nel promontorio del Conero, che rappresenta una delle principali attrattive paesaggistiche dell’intera regione; di notevole interesse, inoltre, è l’habitat della zona appenninica e dell’alta valle del fiume Esino -fra le ripide pareti rocciose dei monti Revellone, Frasassi, Valmontagnana e Murano si celano le splendide architetture delle grotte di Frasassi e della gola della Rossa-. La vegetazione predominante è costituita dalla macchia mediterranea (leccio, alloro, bosso, fillirea, ginestra, corbezzolo e terebinto); numerosi, tra gli animali, sono i rapaci (poiana, astore, falco pecchiaiolo, lodolaio, sparviero, aquila reale e gufo reale) e i piccoli mammiferi, come lo scoiattolo, la lepre e molte altre specie di piccola taglia. Sullo sfondo azzurro dello stemma provinciale, concesso con Regio Decreto, campeggia un braccio destro che impugna un ramoscello di corbezzolo con due bacche d’oro. Comunicazioni. La parte orientale della circoscrizione è interessata dal cosiddetto “corridoio adriatico”, che si articola nell’autostrada Bologna-Taranto (A14), nella strada statale n. 16 Adriatica e nella linea ferroviaria di rilievo nazionale Bologna-Bari -queste importanti arterie di collegamento tra il nord e il sud della penisola procedono parallele e contigue alla costa, ad eccezione del tratto in cui aggirano il promontorio del Conero-. Numerose strade statali servono le zone pi๠interne della provincia, favorendo la mobilità verso il capoluogo provinciale, i centri produttivi pi๠importanti e la costa: tra queste spiccano la strada statale n. 76 della Val d’Esino, la n. 360 Arceviense, la n. 361 Septempedana e la n. 362 Jesina. Due sono inoltre le linee ferroviarie secondarie che interessano il territorio provinciale, la Fabriano-Pergola e la Fabriano-Civitanova Marche. Lo scalo marittimo principale è rappresentato dal porto commerciale, turistico e militare di Ancona, cui si aggiungono quelli turistici di Senigallia e Numana nonché quello industriale di Falconara Marittima; quest’ultima ospita anche l’aeroscalo regionale (Ancona/Falconara Marittima). Storia. Abitata fin dalle epoche pi๠remote da popolazioni umbre e picene nonché dai galli senoni (a partire dal IV secolo a. C.), la provincia fu sottomessa dai romani dopo la decisiva sconfitta che questi ultimi inflissero agli eserciti congiunti di umbri, etruschi, galli senoni e sanniti nella battaglia di Sentino (295 a. C.). Alla caduta dell’impero romano subଠle incursioni di goti, bizantini, longobardi e franchi. Nel IX secolo d. C. fu creata la marca di Ancona, territorio dipendente nominalmente dall’imperatore ma di fatto soggetto al governo di Roma e amministrato da potenti famiglie, come quelle dei Malatesta e degli Sforza. Da parte dei territori compresi nella marca anconitana molte furono le rivendicazioni contro lo strapotere della città , apertamente appoggiate dalla repubblica di Venezia. In seguito alla peste del 1348, che ridusse di almeno un terzo la popolazione marchigiana, la provincia entrò nella sfera d’influenza del Papato, pagando allo Stato Pontificio simboliche tasse come segno di obbedienza. Occupata nel Quattrocento da Francesco Sforza, la marca di Ancona tornò alla Chiesa allorché costui fu sconfitto dalle forze alleate di Roma, Milano e Napoli (1447). Un altro polo politico si era nel frattempo costituito all’interno della circoscrizione, in seguito alla stipulazione da parte del conte Trasmondo, signore di Morro Panicale (attuale Castelbellino), di un atto di sottomissione al libero comune di Jesi (1194): ebbe origine in questo modo il primo nucleo di quel vasto dominio, formato da tutte le comunità comprese nella diocesi jesina, che, fra alterne vicende, durerà fino al 1808, con l’annessione delle Marche al Regno Italico di Napoleone. Stremata dalle numerose carestie che nel corso del Seicento colpirono l’intera regione (1621, 1622, 1644, 1665, 1679, 1686 e 1697), la provincia subଠle rovinose conseguenze del passaggio dell’esercito imperiale austriaco, diretto a Napoli dopo aver inflitto una pesante sconfitta alle forze papali (1707). Al termine dell’occupazione francese, della breve parentesi napoleonica e della successiva restaurazione pontificia, la provincia fu annessa al regno d’Italia (1860). Struttura socio-economica. Sostenuta in passato dalla coltivazione intensiva di cereali, vite e olivo nonché, nelle aree pi๠interne, dalla silvicoltura e dall’allevamento di bovini, ovini e suini, l’economia provinciale ha conosciuto un vivace processo d’industrializzazione nel trentennio successivo al 1950; questa significativa svolta, però, non ha portato all’affermazione della grande industria né a un’eccezionale crescita delle aree urbane. La produzione industriale pi๠caratteristica è quella della fisarmonica, che ha in Castelfidardo il suo polo storico e che rappresenta una parte cospicua dell’intera produzione italiana; ad essa si affianca l’industria cartaria fabrianese, che conserva tuttora un ruolo di grande prestigio nel panorama nazionale. Non mancano inoltre attività artigianali di lunga tradizione (coltivazione del gelso, produzione di tabacco, laterizi e tessuti, lavorazione del legno e oreficeria). Il turismo balneare costituisce invece il punto di forza del terziario: sviluppatosi con ritmo esponenziale dal secondo dopoguerra in poi, ha interessato soprattutto la zona litoranea senigalliese e il tratto di costa sottostante il promontorio del Conero, che ospita oggi mete turistiche assai rinomate, come Sirolo -quest’ultima figura nel novero delle stazioni balneari pi๠prestigiose dell’intera penisola per qualità e modernità delle strutture ricettive, bellezza e integrità della natura circostante nonché tutela dell’ambiente marino-. Di recente l’interesse dei flussi turistici si è rivolto anche verso le zone montane della circoscrizione, scoprendo le molteplici attrattive naturalistiche dei comuni di Arcevia, Fabriano, Sassoferrato e Genga. Un caso a sé è infine rappresentato da Loreto, meta di un consistente turismo religioso, che tuttavia, essendo per lo pi๠a carattere giornaliero, fornisce un apporto economico piuttosto modesto, favorendo soprattutto le piccole attività commerciali. Oltre ad Ancona, indispensabile punto di riferimento per i rapporti con la pubblica amministrazione, costituiscono poli di gravitazione Jesi, Fabriano, Senigallia e Fano (PS).

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE In virt๠della struttura semplice e regolare che la caratterizza, la circoscrizione anconetana si presta ad essere suddivisa in due grandi ambiti territoriali dai caratteri geomorfologici e antropici ben definiti: da un lato la fascia costiera, corridoio naturale per le comunicazioni oltreché terreno fertile per un’economia di tipo essenzialmente turistico e commerciale, dall’altro l’entroterra collinare e montuoso, che raramente raggiunge quote particolarmente elevate, mantenendosi perlopi๠al di sotto dei 500 metri -l’area pi๠propriamente montana della circoscrizione, infatti, è occupata per la maggior parte della sua estensione da una zona depressa detta sinclinale camertina-. Fascia costiera: Ancona, Falconara Marittima, Montemarciano, Numana, Senigallia, Sirolo. Entroterra collinare e montuoso: Agugliano, Arcevia, Barbara, Belvedere Ostrense, Camerano, Camerata Picena, Castelbellino, Castel Colonna, Castelfidardo, Castellone di Suasa, Castelplanio, Cerreto d’Esi, Chiaravalle, Corinaldo, Cupramontana, Fabriano, Filottrano, Genga, Jesi, Loreto, Maiolati Spontini, Mergo, Monsano, Monte carotto, Monterado, Monte Roberto, Monte San Vito, Morro d’Alba, Offagna, Osimo, Ostra, Ostra Vetere, Poggio San Marcello, Polverigi, Ripe, Rosora, San Marcello, San Paolo di Jesi, Santa Maria Nuova, Sassoferrato, Serra de’ Conti, Serra San Quirico, Staffolo. FASCIA COSTIERA Territorio. Il tratto di costa compreso nella circoscrizione anconetana presenta due tipi morfologici principali: il primo, e il pi๠diffuso, si estende dal confine settentrionale della provincia fino ad Ancona ed è caratterizzato da arenili bassi, in gran parte sabbiosi, che si fanno ghiaiosi in prossimità delle foci fluviali; il secondo tipo interessa invece la zona litoranea tra Ancona e Numana ed è rappresentato da coste alte di natura calcarea, corrispondenti alle falde del promontorio del Conero, e da spiagge marnoso-arenacee, a settentrione e a meridione di questa vetta. Inserita nel Parco naturale regionale Monte Conero, la fascia costiera meridionale della provincia conserva una flora molto ricca e interessante: una lussureggiante macchia mediterranea, con prevalenza di leccio -il Conero ospita le leccete pi๠estese della costa adriatica a nord del Gargano-, corbezzolo, laurotino, carpino nero, acero e roverella, ricopre soprattutto i versanti del promontorio esposti a nord mentre su quelli meridionali al leccio si affiancano il lentisco, il caprifoglio mediterraneo, l’alaterno e l’orniello; sulle pendici rivolte verso l’entroterra, inoltre, si estende una densa foresta di pini d’Aleppo, frutto di un’imponente opera di rimboschimento effettuata negli anni Trenta del XX secolo. Meno vario e interessante è l’habitat che caratterizza le coste basse, profondamente alterate dal processo di urbanizzazione; qui sopravvivono solo poche piante specializzate, adatte all’ambiente della duna, tra cui spiccano l’ammofila, il papavero delle sabbie, la soldanella marina, il finocchio litorale spinoso, il piumino, la calcatreppola marittima e la pastinaca spinosa. La fauna dell’ambiente costiero, ormai estremamente rarefatta, annovera tuttavia numerose specie ittiche, particolarmente varie lungo la riviera del Conero: tra i pesci il grongo, la spigola, il dentice e l’orata; tra i molluschi il polpo, il moscardino, la seppia, il mitilo, il dattero di mare, l’ostrica, la vongola e il cannolicchio. La fauna terrestre si compone esclusivamente di alcuni piccoli mammiferi molto comuni mentre l’avifauna si presenta pi๠ricca, contando uccelli stanziali e di passo, quali l’airone rosso, l’airone cinerino, la garzetta, il cavaliere d’Italia, la folaga, il porciglione, la gallinella d’acqua, il falco pellegrino, la rondine montana e il gabbiano. Comunicazioni. Il litorale anconitano è percorso da un fascio di arterie di collegamento longitudinale, composto dalla strada statale n. 16 Adriatica, che serve le stazioni balneari del litorale adriatico da Termoli (CB), nel Molise, a Ravenna, in Emilia-Romagna, nonché dall’autostrada Bologna-Taranto (A14) e dalla linea ferroviaria Bologna-Bari. Sulla statale n. 16 s’innestano, in corrispondenza di Senigallia e Falconara Marittima, due arterie trasversali dai tracciati paralleli, la statale n. 360 Arceviense e la n. 76 della Val d’Esino, che percorrono i fondivalle dei fiumi Misa ed Esino puntando verso l’Appennino marchigiano. Da Falconara Marittima, sede dell’aeroscalo regionale (Ancona/Falconara Marittima) e di un porto a carattere industriale, si diparte inoltre la linea ferroviaria Orte-Falconara Marittima, che si snoda anch’essa lungo l’asse vallivo dell’Esino. Per quanto riguarda i traffici marittimi, oltre all’importante scalo marittimo commerciale, turistico e militare di Ancona, si segnala la presenza dei porti turistici di Senigallia e Numana. Storia. Tutta la zona fu popolata fin dalla pi๠remota antichità : Ancona fu infatti sede di insediamenti protostorici prima ancora di essere popolata dai piceni, che abitarono la regione dal II millennio a. C. all’avvento dei romani. In seguito alla nascita di alcuni porti di una certa importanza per il commercio con l’Oriente, i centri costieri videro avvicendarsi greci (Ancona, Numana e Sirolo), etruschi (Numana) e galli senoni (Senigallia), prima di essere conquistati dai romani nel corso del III secolo a. C. Quindi, dopo la caduta dell’impero romano, subirono le incursioni di goti e bizantini -Ancona e Senigallia furono inserite da questi ultimi nella Pentapoli marittima, che comprendeva anche le città episcopali di Rimini, in Emilia-Romagna, Fano (PS) e Pesaro-. Fu questo il periodo di maggior sviluppo per Ancona, che divenne capoluogo di un’estesa marca, dipendente nominalmente dall’imperatore ma di fatto soggetta al governo di Roma e retta dai guelfi Malatesta. Contro lo strapotere della città si scatenarono però, oltre a Senigallia, sede di un fiorentissimo porto, anche altre importanti città marchigiane di fede ghibellina (Numana, Osimo e Jesi), che appoggiarono la politica antianconetana della repubblica di Venezia. Nel XV secolo, con l’affermazione del potere della Santa Sede, ebbe inizio un lungo periodo di pace politica che, turbato solo da scorrerie piratesche e dalle numerose carestie seicentesche, si concluse negli ultimi anni del Settecento, con l’occupazione francese. Struttura socio-economica. L’economia è ancora piuttosto legata al commercio marittimo e alla pesca, che fra l’altro alimenta la poderosa industria di conservazione e lavorazione del pesce. L’agricoltura tradizionale, invece, specializzata nella coltivazione di cereali, uva da vino, ortaggi, barbabietole e foraggi, si è da tempo contratta a vantaggio dei settori secondario e terziario. La presenza di moderne strutture ricettive, attrezzati stabilimenti balneari e impianti sportivo-ricreativi di ogni genere lungo tutto il litorale determina un intenso movimento turistico, che a sua volta incentiva lo sviluppo del commercio e di servizi qualificati. Notevoli proventi derivano inoltre dal settore secondario, particolarmente vivace nei comparti dei prodotti alimentari, dell’abbigliamento, dei mobili, della gomma e della plastica, della lavorazione dei metalli, della meccanica, dell’elettronica, dei prodotti chimici e della raffinazione del petrolio. Ancona è per tutti i comuni del litorale il principale punto di riferimento per i rapporti con le istituzioni; per il commercio ci si rivolge anche a Senigallia. ENTROTERRA COLLINARE E MONTUOSO Territorio. L’ampia fascia collinare della provincia, costituita da piccoli rilievi argillosi e marnosi di formazione pliocenica, associati a volte a composizioni arenacee e sabbiose, si estende immediatamente a ridosso della stretta linea costiera. Il paesaggio dolcemente ondulato del subappennino è interrotto dalle pianure alluvionali che bordano i corsi fluviali e che, con andamento trasversale, attraversano la circoscrizione dalla zona appenninica al mare Adriatico. Anticamente ricoperto da folti boschi, di cui rimane traccia nella splendida selva di Castelfidardo (cerri, carpini bianchi e orientali, noccioli, roveri, agrifogli e farnie), il territorio è stato nei secoli massicciamente modificato dall’intervento dell’uomo, trasformandosi, nelle zone non occupate da centri abitati, in una successione ininterrotta di campi coltivati e piccole formazioni boschive. La zona pi๠propriamente montana della circoscrizione si riduce a una ristretta fascia di territorio, posta a ridosso del confine con l’Umbria. Una folta vegetazione boschiva, resa ancora pi๠fitta da un rimboschimento naturale, seguito al recente abbandono delle pratiche agricole e pastorali nonché al minore sfruttamento del legname come fonte d’energia, si estende sui fianchi dei rilievi appenninici: la roverella e il carpino nero -spesso associato all’orniello e all’acero d’Ungheria- predominano nella fascia altimetrica compresa tra gli 800 e i 900 metri, oltre la quale lasciano il posto ad estese faggete. Le gole calcaree della Rossa e di Frasassi, protette dai venti freddi, presentano invece una vegetazione di tipo diverso, nella quale spiccano il leccio, la fillirea, il corbezzolo, l’alloro e il laurotino nonché specie rupicole molto rare, favorite dal particolare microclima. Comunicazioni. La topografia dell’entroterra provinciale coincide essenzialmente con la sua idrografia: le due principali arterie viarie che lo attraversano -le strade statali n. 360 Arceviense e n. 76 della Val d’Esino- sfruttano infatti i fondivalle dei fiumi Misa ed Esino, collegando l’una Sassoferrato e l’altra Fabriano con la costa; lungo il corso del fiume Esino si snoda anche la linea ferroviaria Fabriano-Civitanova Marche, da cui si stacca la Fabriano-Pergola, mentre due arterie di rilievo turistico, la n. 361 Septempedana e la n. 362 Jesina, percorrono per breve tratto la porzione sud-orientale della provincia. La zona è interessata inoltre marginalmente dall’autostrada Bologna-Taranto (A14), che aggira il promontorio del Conero addentrandosi leggermente tra le colline dell’entroterra anconitano. Storia. Preziosi reperti archeologici, rinvenuti soprattutto in prossimità delle valli fluviali, attestano l’antichità del popolamento dell’area collinare e montana della circoscrizione, abitata nella preistoria dagli umbri e, a partire dal X secolo a. C., dai piceni. Nei primi decenni del III secolo a. C. l’intero comprensorio fu assegnato a coloni romani. Tra il VI e l’VIII secolo d. C. si avvicendarono goti, longobardi, franchi e bizantini; questi ultimi inclusero Jesi nella Pentapoli montana, di cui facevano parte anche Cagli (PS), Fossombrone (PS), Urbino (PS) e Gubbio (PG), in Umbria. Nella prima metà dell’XI secolo si costituଠla marca di Ancona, che si estendeva dal fiume Po al Tronto e si ricongiungeva, attraverso l’Umbria, al Patrimonio di San Pietro, segnando il confine meridionale del Sacro Romano Impero con il normanno regno di Sicilia. All’inizio del Trecento Fabriano assunse un ruolo commerciale di primo piano, divenendo una delle rivali principali della ricca e potente Ancona, insieme ai comuni podestarili di Osimo e Jesi. L’opera politica e militare del cardinale Albornoz, che si protrasse per tutta la seconda metà del XIV secolo, riportò il territorio tra i possedimenti della Chiesa, che, salvo brevi parentesi, vi esercitò la sua giurisdizione fino all’invasione francese. Nel 1860 l’arrivo dell’esercito piemontese e la battaglia di Castelfidardo posero le premesse per l’annessione delle Marche al regno d’Italia. Struttura socio-economica. La vocazione agricola dell’entroterra collinare anconetano ha radici molto antiche ma il processo d’industrializzazione verificatosi nella seconda metà del Novecento ne ha ridimensionato l’importanza. La conformazione del territorio e la presenza di numerosi corsi d’acqua favoriscono tuttora la coltura della vite, dell’olivo, dei cereali, delle barbabietole e dei foraggi; sempre meno diffusi sono invece i prati adibiti al pascolo, concentrati in prevalenza nelle aree montane. Queste ultime presentano un’economia sensibilmente diversa da quella della bassa collina: pur non essendo caratterizzate da quote altimetriche particolarmente elevate, se non a ridosso dei rilievi dell’Appennino umbro, sono votate ad attività rurali di tipo tradizionale, quali la silvicoltura, l’allevamento di bestiame e un’agricoltura di sussistenza. Il turismo, particolarmente fiorente nei comuni montani di Arcevia, Fabriano e Genga, riveste nella fascia collinare della provincia un ruolo meno rilevante ed è perlopi๠legato al possesso di seconde case per vacanze. Su Fabriano e Jesi gravitano i flussi di consumo dell’intero comprensorio; Ancona rappresenta invece il punto di riferimento per i rapporti con la pubblica amministrazione.

Comuni della Provincia

49 comuni
Agugliano
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Ancona
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Arcèvia
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Bàrbara
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Belvedere Ostrense
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Camerata Picena
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Castelfidardo
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Castelplànio
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Ripe
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Rosora
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San Marcello
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Santa Maria Nuova
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Sassoferrato
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Senigàllia
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Serra de' Conti
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Serra San Quìrico
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Sirolo
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Stàffolo
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Informazioni

  • Nome completo Ancona
  • Sigla AN
  • Codice ISTAT 042
  • Regione Marche
  • Numero comuni 49

Date Storiche

Statistiche Comuni

  • Popolazione media 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m

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