San Marcello

Marche - Ancona (AN)

Superficie: 25.52 km² Codice ISTAT: 41
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Descrizione

San Marcello in sintesi.
Comune collinare, sorto nel Medioevo in un territorio popolato sin dalla più remota antichità; è sorretto principalmente dall’agricoltura e da alcune imprese industriali di piccole e medie dimensioni.
Più della metà dei sammarcellesi, il cui indice di vecchiaia è di poco superiore alla media, risiede nel capoluogo comunale mentre il resto della comunità si divide tra numerose case sparse sui fondi e pochi aggregati urbani elementari.
L’abitato, in parte cinto da mura castellane, è raccolto su un’altura isolata.
Il territorio comunale presenta un andamento altimetrico molto regolare: è composto da una successione di basse colline, tappezzate di colture viticole e di seminativi; rare macchie di arbusti (biancospino, corniolo, prugnolo e ciliegio canino) offrono riparo a scoiattoli, volpi callide e istrici.

Localizzazione

Collocazione e territorio di San Marcello.
si trova nel subappennino marchigiano, tra le basse valli dei fiumi Misa ed Esino, appare leggermente decentrata rispetto alle grandi reti di traffico: si trova infatti a 12 chilometri sia dalla strada statale n.
76 della Val d’Esino sia dalla n.
360 Arceviense, che percorrono entrambe trasversalmente la provincia collegando la costa adriatica con l’Appennino marchigiano; lo scalo ferroviario di riferimento sulla linea Orte-Falconara Marittima è posto a 8 chilometri mentre i caselli di Senigallia, per il nord, e di Ancona Nord, per il sud, dell’autostrada Bologna-Taranto (A14) si trovano rispettivamente a 17 e 18 chilometri.
L’aeroscalo regionale e l’aeroporto intercontinentale di Roma/Fiumicino distano 20 e 306 chilometri mentre il porto commerciale, turistico e militare è posto a 33 chilometri.
Gravita sulle strutture burocratico-amministrative di Ancona e Jesi, che rappresentano anche insostituibili punti di riferimento per il commercio e per i servizi.

Storia

Cenni storici su San Marcello.
Le origini dell’attuale abitato risalgono al 1234, quando una colonia di jesini si stabilì nel territorio comunale, abitato in epoca preromana da umbri e piceni, fondandovi un castello –in vero già in precedenza alcuni monaci benedettini, trasferitisi dall’abbazia di Moie sul versante sinistro del fiume Esino, vi avevano costruito una chiesa e un monastero–.
Il borgo, distrutto e ricostruito fra Tre e Quattrocento durante le lotte tra guelfi e ghibellini, rimase a lungo tra i territori fedeli a Jesi, appoggiando quest’ultima nei numerosi scontri con la potente Ancona, fino al raggiungimento dell’autonomia comunale, ottenuta nel 1597.
Passò nel Seicento attraverso le numerose carestie che afflissero l’Anconetano e subì nel Settecento le angherie dei soldati austriaci, autorizzati dal papa al passaggio sui territori della Chiesa; alla fine dello stesso secolo fu occupata dai francesi.
Documentato nelle RATIONES DECIMARUM delle Marche (1290-1292), il toponimo deriva dal nome del Patrono.
Le mura castellane, ancora in buono stato di conservazione, sono dotate di massicci torrioni cilindrici e quadrangolari.
La cinquecentesca chiesa di Santa Maria del Rosario conserva una pregevole tela di Antonio Sarti e un dipinto di Andrea da Jesi mentre la chiesa di San Giuseppe, dalle facciate disuguali, è sovrastata da un campanile di fattura singolare.
Altri edifici di interesse architettonico sono la torre civica, il teatro comunale e il rinascimentale palazzo Marcelli.

Economia

Struttura economica di San Marcello.
La comunità dei sammarcellesi è tuttora legata a un’economia di tipo tradizionale, anche se da qualche tempo il settore primario fa registrare una sensibile contrazione a vantaggio delle attività industriali: alla coltivazione di cereali, uva, barbabietole e foraggi, che impegna ancora circa un quinto della forza-lavoro locale, si affiancano alcune imprese industriali, attive principalmente nei comparti tessile, meccanico, della gomma e della plastica.
Il terziario è fermo a uno stadio embrionale di sviluppo: la rete di distribuzione è limitata ai generi di prima necessità mentre nell’ambito dei servizi privati si registra la presenza del credito.
Soddisfacente è la dotazione di strutture e servizi di pubblica utilità: sede degli ordinari uffici municipali e postali, il Comune ospita scuole per l’istruzione primaria e secondaria di primo grado e una biblioteca, curata dai padri passionisti; l’assistenza socio-sanitaria è garantita da un punto di prelievo, dalla guardia medica e dalla farmacia; l’apparato ricettivo offre possibilità di ristorazione ma non di soggiorno.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di San Marcello.
Ospedale a JesiUsl n.
5 di JesiCarabinieri a Morro d'AlbaGuardia di finanza a JesiVigili del fuoco a JesiPretura di Ancona sez.
JesiTribunale ad AnconaCorte d'Appello ad AnconaUfficio Imposte Dirette a JesiUfficio del Registro a JesiConservatoria dei Registri Immobiliari ad AnconaStazione ferroviaria a JesiAeroporto ad Ancona/Falconara Marittima e a Roma/FiumicinoPorto ad Ancona

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di San Marcello.
Le sue principali attrattive turistiche sono rappresentate dalla dolcezza del clima, rinfrescato dalle brezze marine, dalla bellezza del paesaggio naturale e dal fascino antico del borgo medievale.
Una particolare attenzione è rivolta al recupero delle tradizioni più remote: in questo spirito si svolgono il “Palio sammarcellese” (ultima domenica di luglio), caratteristica sfida tra contrade che si conclude con una corsa di somari, e la “Festa del sammarcellese lontano”, che si svolge ad agosto in onore degli emigrati e culmina con un grande pranzo, allestito per le vie del centro storico.
La sagra della salsiccia cotta alla brace vivacizza i festeggiamenti del Lunedì dell’Angelo, richiamando visitatori da ogni parte della regione.
La festa del Patrono San Marcello si celebra il 16 gennaio.

Dati Statistici

  • Superficie 25.52 km²
  • Codice ISTAT 41

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