Cenni storici su Ripe.
Sorta nel Medioevo come borgo fortificato, in un territorio abitato anticamente dagli umbri, dai piceni, dai galli senoni e, in seguito, dai romani, conseguì nel Duecento l’autonomia comunale.
Entrò in seguito a far parte del vicariato di Mondavio e fu poi feudo dei Malatesta, dei Piccolomini e dei Della Rovere; inclusa infine fra i possedimenti dello Stato Pontificio, conservò sempre una certa autonomia, come attestano gli statuti comunali redatti nel 1474.
Superate le rovinose carestie seicentesche e il flagello del passaggio delle truppe austriache sui territori papali nei primi anni del Settecento, fu affidata dai francesi, durante il periodo napoleonico, alla municipalità di Senigallia.
Il toponimo, di antica origine latina, si connette alla voce RIPA, ‘riva, pendio ripido’.
Anche se parzialmente ricostruita, l’antica cinta muraria che racchiude l’abiatato è ancora in grado di evocare suggestive atmosfere medievali e così pure, all’interno del centro storico, la torre civica e il castello merlato, attuale sede del municipio, ornato da bifore e archi.
La dimora signorile di maggior interesse artistico è la villa settecentesca dei conti Castracani-Antelminelli-Augusti, decorata all’interno da affreschi in stile pompeiano e abbellita da una galleria di collegamento in stile Luigi XV.