Cenni storici su Corinaldo.
Le sue origini risalgono al V secolo d.
C.
, quando un gruppo di fuggitivi della città romana di SUASA (l’odierna Castelleone di Suasa) si stabilì nell’attuale territorio comunale, nel tentativo di sottrarsi alle razzie dei goti.
Nel corso del Medioevo, dopo una breve dominazione da parte dei bizantini, passò ai Buscareto e successivamente da questi alla Chiesa.
Dopo strenue lotte per mantenere l’autonomia (IX-XIII secolo) fu distrutta dai saraceni e in seguito assediata e conquistata dai Montefeltro, dai Malatesta, dagli Sforza e dai Della Rovere; riuscì comunque a mantenere sempre la protezione pontificia, ottenendo da papa Leone X il titolo di città (1517).
Nel Seicento fu colpita dalle numerose carestie che impoverirono l’intera regione; alla fine del secolo successivo fu invasa dai francesi.
Il toponimo, già menzionato nel 1186, potrebbe derivare dal latino COLLIS IN ALTO; diverse ipotesi etimologiche, non suffragate da riscontri documentari, si riferiscono invece alle espressioni “colle (di) Rinaldo”, CURIA EGINHARDI e “corte d’Inaldo”.
Sono numerosi i monumenti d’epoca medievale: i torrioni, le porte urbiche, i baluardi e i camminamenti di ronda che insistono sulla cinta muraria tre-quattrocentesca, lunga 900 metri, ne fanno il più integro esempio di architettura difensiva marchigiana.
Fra i più pregevoli edifici sacri spiccano la barocca chiesa dell’Addolorata, che racchiude una cripta dedicata a Santa Maria Goretti, la chiesa del Suffragio e quella seicentesca di San Francesco, in cui si conservano alcune tele di Claudio Ridolfi, pittore manierista che operò a lungo sul posto.
Di notevole valore architettonico sono anche il palazzo comunale, costruito nel XVIII secolo, e un edificio signorile settecentesco, sede del museo civico e dell’archivio storico.