Cenni storici su Castel Colonna.
Frequentata fin da epoca molto antica dai piceni, passò nel IV secolo a.
C.
sotto il dominio dei galli senoni, discesi in Italia dalla Champagne meridionale e dalla Borgogna settentrionale, e, dopo il crollo dell’impero romano, conobbe le invasioni di goti, bizantini, longobardi e franchi.
Nel Medioevo, divenuta borgo fortificato, fu per molto tempo possedimento dei Della Rovere, ricadendo alla sfera politica di Senigallia; in seguito, al pari del resto della regione, entrò a far parte dello Stato Pontificio.
Indebolita nel corso del Seicento da continue carestie, subì nei primi anni del secolo successivo le devastazioni portate dalle truppe imperiali dirette a Napoli e, tra Sette e Ottocento, l’invasione francese.
Dopo il Congresso di Vienna fu riannessa ai territori pontifici.
Chiamata anticamente Tomba di Senigallia, cambiò più volte nome, spinta dal susseguirsi degli eventi storici: fu detta in un primo momento Gastelanica, poi Vico Vittoria e Castel Vittoria, per assumere solo nel 1921 l’attuale denominazione in onore di Vittoria Colonna, nipote di papa Martino V e sposa di Carlo Malatesta, qui vissuta nella prima metà del Quattrocento.
Perfettamente conservato e scandito da strade strette, piccole piazze e vicoli suggestivi, il centro storico medievale serba pressoché inalterato l’aspetto originario: si mantengono ancora intatti l’antico camminamento di ronda, tuttora percorribile, e parte delle mura di cinta, curiosamente disposte a forma di nave.
La torre dell’Orologio che sovrasta l’abitato fa parte della struttura di un’antica porta, ricostruita nella sezione superiore secondo i canoni architettonici medievali.