Cenni storici su Ostra.
Sorse nel Medioevo sui resti di un’antica città, fondata a sua volta, nel sito di insediamenti gallici, da un gruppo di sopravvissuti alla distruzione della città romana di OSTRA.
Fu al centro di continue contese: libero Comune, appoggiò la causa ghibellina alleandosi con Jesi ma nel 1380 passò sotto l’influenza di Ancona.
Assoggettata in seguito dai Malatesta, fu donata da questi a Carlo Paganelli e, nel 1420, conquistata da Braccio da Montone.
Fu quindi oggetto delle mire espansionistiche di Cesare Borgia, che sottomise al proprio dominio ampi territori delle Marche nel primi anni del Cinquecento; passò poi alla Chiesa, che la innalzò al rango di città nel 1790.
Denominata Montalboddo fino al 1881, deve il nome alla città romana che sorgeva nelle sue vicinanze.
L’abitato è tuttora raccolto all’interno della cinta muraria, costruita tra il XIV e il XV secolo; conserva in aggiunta la coeva torre civica merlata, il palazzo municipale, adorno di un elegante porticato, e il settecentesco palazzo Luzzi.
Gli edifici religiosi di maggior pregio sono rappresentati dal santuario della Madonna della Rosa (XVIII secolo), al cui interno sono conservati numerosi ex-voto, oltre a dalle chiese dei Cappuccini e di San Filippo, che espongono opere pittoriche di Claudio Ridolfi; di notevole interesse sono in aggiunta il santuario del Crocifisso, cui si accede attraverso un portale di scuola senese del 1333, e la trecentesca chiesa di San Francesco; quest’ultima, che conserva le tracce della pianta originale, racchiude una cappella barocca intitolata a San Gaudenzio e affrescata da Filippo Bellini, una tela del Ramazzini e un dipinto dedicato a San Macario, di scuola marchigiana quattrocentesca.