Santa Maria Nuova

Marche - Ancona (AN)

Superficie: 18.04 km² Codice ISTAT: 43
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Descrizione

Santa Maria Nuova in sintesi.
Centro collinare, sorto nel Medioevo in una zona popolata fin da epoca remota; la sua principale fonte di reddito è costituita dall’industria.
La maggior parte dei santamarianovesi, con un indice di vecchiaia di poco superiore alla media, vive concentrata nel capoluogo comunale, cinto da mura castellane cinquecentesche, munite di tre torrioni a base quadrangolare irregolare; il resto della comunità si distribuisce invece nella località di Monti e in alcune case sparse sui fondi.
L’abitato è raggruppato sul crinale di un contrafforte collinare, da cui domina l’ampio abitato di Jesi.
Tutt’intorno si estendono colli dalle lievi pendenze, che si prestano alle pratiche agricole e degradano dolcemente verso la fertile pianura alluvionale del fiume Esino.
La fauna è quella tipica degli habitat fluviali, in cui intrecciano il loro volo coleotteri e libellule e dimorano palmipedi e trampolieri.
Lo stemma comunale, concesso con Regio Decreto, raffigura una croce rossa in campo d’argento; nel “capo”, azzurro, figurano tre api d’oro.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Santa Maria Nuova.
Ubicata nel subappennino marchigiano, tra la bassa valle del fiume Esino e il medio corso del fiume Musone, si trova a soli 2 chilometri dalla strada statale n.
362 Jesina; 9 chilometri la separano dallo scalo ferroviario di riferimento sulla linea Orte-Falconara Marittima mentre il casello di Ancona Nord e quello di Ancona Sud dell’autostrada Bologna-Taranto (A14) sono posti rispettivamente a 20 e 23 chilometri di distanza.
I collegamenti aerei e marittimi sono assicurati dall’aeroscalo regionale, dall’aeroporto intercontinentale di Roma/Fiumicino e dal porto commerciale, turistico e militare, posti nell’ordine a 18, 347 e 26 chilometri.
Ricade nella sfera d’attrazione di Ancona e Jesi sia per i rapporti con le istituzioni sia per i consumi.

Storia

Cenni storici su Santa Maria Nuova.
È sorta in età medievale nel sito di insediamenti di epoca preromana, dovuti probabilmente a umbri e piceni.
Colonizzata dai romani dopo la vittoriosa battaglia di Sentino (295 a.
C.
), fu contesa nel Medioevo tra Jesi e Ancona; la prima distrusse la rocca nel 1201, costringendo la popolazione a sottomettersi alla sua autorità e a rinunciare a qualsiasi aspirazione di autonomia.
Dopo vari tentativi di inserirsi nei conflitti che opposero Jesi a Osimo e Ancona, al fine di liberarsi dal giogo jesino, la comunità venne decimata da una gravissima pestilenza scoppiata nel XV secolo, al punto che Jesi fu costretta a ripopolare la zona insediandovi un gruppo di emigrati lombardi.
Il toponimo deriva da un agionimo, con l’aggiunta della specificazione.
Tra i ritrovamenti archeologici di maggiore interesse figurano un piccolo idolo in terracotta di epoca preromana e alcuni reperti in bronzo e rame, decorati con fregi di probabile origine umbra e picena.
Altri scavi hanno portato in aggiunta alla luce un certo numero di oggetti di età romana, tra cui vasi, anfore, collane, monete e un monumento funerario a forma di torre.
Tra gli edifici religiosi spiccano la chiesa di San Giuseppe (1762), contraddistinta da linee estremamente pure, ricche decorazioni in stucco, altari barocchi e dipinti di pregio, e la parrocchiale di Sant’Antonio da Padova –progettato nel 1793 dall’architetto Mattia Capponi, l’edificio custodisce un altare basilicale decorato con ceramiche policrome, un organo settecentesco e due dipinti di pregio, l’uno di Filippo Bellini (1598) e l’altro dell’Aquilini (1658)–.
Il palazzo comunale, dalle forme rinascimentali, risale all’Ottocento ed è affiancato da palazzo Frontini, del secolo precedente, con un portale settecentesco in pietra arenaria e soffitti a volta affrescati.

Economia

Struttura economica di Santa Maria Nuova.
Benché in fase di contrazione, le attività rurali, basate sull’allevamento bovino e sulla coltivazione di cereali e foraggi, costituiscono ancora una discreta fonte di reddito.
Il vero fulcro dell’economia santamarianovese è però costituito dall’industria, che assorbe più della metà della forza-lavoro locale nei comparti dei prodotti alimentari, dell’abbigliamento, delle calzature, del legno e della lavorazione dei metalli oltre a in alcuni stabilimenti meccanici ed elettronici.
La rete distributiva è discretamente sviluppata e il ventaglio dei servizi privati annovera sportelli bancari oltre a agenzie assicurative e di consulenza informatica.
Il Comune, sede degli ordinari uffici municipali e postali e di una stazione dei carabinieri, possiede le scuole dell’obbligo, la farmacia e un ambulatorio comunale ma difetta di strutture preposte alla conservazione e alla divulgazione della cultura, quali musei o biblioteche; l’apparato ricettivo offre possibilità di ristorazione ma non di soggiorno.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Santa Maria Nuova.
Ospedale a JesiUsl n.
5 di JesiGuardia di finanza a JesiVigili del fuoco a JesiPretura di Ancona sez.
JesiTribunale ad AnconaCorte d'Appello ad AnconaUfficio Imposte Dirette a JesiUfficio del Registro a JesiConservatoria dei Registri Immobiliari ad AnconaStazione ferroviaria a Jesi Aeroporto ad Ancona/Falconara Marittima e a Roma/FiumicinoPorto ad Ancona

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Santa Maria Nuova.
La mitezza del clima e la bella posizione panoramica ne fanno una stazione climatica ancora poco valorizzata.
Di un certo richiamo sono le manifestazioni che si succedono nel corso dell’anno, fra cui spiccano il trofeo “Città di Santa Maria Nuova”, consistente in gare di corsa su pattini, e la sagra settembrina della quaglia.
Il Patrono Sant’Antonio si festeggia il 13 giugno.

Dati Statistici

  • Superficie 18.04 km²
  • Codice ISTAT 43

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