Cenni storici su Belvedere Ostrense.
Fondata, come Ostra e Ostra Vetere, da abitanti della città romana di OSTRA, sorse su precedenti insediamenti edificati dai piceni prima e dai galli senoni poi.
Dopo il crollo dell’impero romano, subì le invasioni di goti, bizantini, longobardi e franchi.
Nel Medioevo passò dall’egida di Senigallia a quella di Jesi, a tratti interrotta dall’intermittente signoria dei Buscareto.
Compresa tra i possedimenti della marca di Ancona, territorio dipendente nominalmente dall’imperatore ma di fatto soggetto al governo di Roma e amministrato da potenti famiglie, come i Malatesta e gli Sforza, partecipò alle rivendicazioni contro lo strapotere della città, appoggiando la politica antianconetana della repubblica di Venezia.
Nel corso del Settecento fu saccheggiata dapprima dalle truppe austriache di passaggio sui territori dello Stato Pontificio e in seguito dall’esercito francese.
Il toponimo, di chiaro significato, ha assunto la specificazione, legata alle sue origini, nel 1863.
L’abitato, circondato da mura rinascimentali ornate da graziose loggette e da torri poligonali, racchiude interessanti edifici religiosi, quali l’antica chiesa di San Pietro –ricostruita nel Quattrocento, a una sola navata e con quattro cappelle laterali–, il santuario della Madonna del Sole, a pianta ottagonale, e la quattrocentesca chiesa di Santa Maria della Misericordia che, rimaneggiata con elementi neoclassici, espone splendidi affreschi del XV secolo oltre a varie tele di pregio.