Cenni storici su Osimo.
Sorse nel 157 a.
C.
come colonia romana, in un territorio precedentemente abitato dagli umbri e dai piceni, e divenne in seguito municipio con il nome di AUXIMUM.
Fu teatro delle guerre civili, cui prese parte al fianco di Giulio Cesare, e fu occupata dai longobardi dopo la guerra greco-gotica (535-553 d.
C.
).
Nei secoli seguenti fu dapprima annessa ai domini bizantini e poi ceduta da Carlo Magno alla Chiesa.
Il periodo più fiorente fu quello comunale, nel quale rafforzò i suoi confini e promulgò, prima in tutta la regione, gli statuti (1221-1222), diventando Comune podestarile.
Alleatasi con la ghibellina Jesi, prese parte nel XIV secolo alle lotte contro Ancona e passò di mano in mano, tornando infine alla Chiesa per interessamento del cardinale Albornoz.
Nel corso del Settecento fu devastata dalle truppe imperiali austriache, autorizzate al passaggio sui territori ecclesiastici, e in seguito occupata dai francesi.
Il 10 novembre del 1975 vi fu firmato il Trattato di Osimo, volto a definire i confini tra l’Italia e la Iugoslavia, con la suddivisione del Territorio libero di Trieste.
Del periodo romano resta l’imponente cinta muraria, insieme ad alcune statue in marmo; il territorio comunale ha in aggiunta restituito necropoli risalenti all’era neolitica e al periodo gallico.
Gli edifici religiosi di maggiore interesse architettonico sono: il duomo di San Leopardo, eretto nell’VIII secolo e più volte rimaneggiato, il cui interno, a croce egizia, è a tre navate; la chiesa di San Nicolò, costruita nel XII secolo con pianta ellittica, con un pregevole portale gotico e affreschi trecenteschi; il duecentesco santuario romanico di San Giuseppe da Copertino, a tre navate, cui fu aggiunta la cupola nel XVII secolo, con affreschi, tele e marmi policromi di grande valore.
L’edilizia civile annovera invece il palazzo comunale, realizzato nel corso del Seicento in stile barocco, il collegio Campana, progettato dall’architetto Andrea Vici, il piccolo teatro La Fenice (1892), a tre ordini di palchi e con soffitto affrescato dal Pomarancio, oltre a alcuni palazzi signorili sette-ottocenteschi.