Cenni storici su Monte Roberto.
Una necropoli rinvenuta nel territorio comunale attesta l’antichità del primo insediamento, edificato intorno al VI secolo a.
C.
dai piceni; l’attuale abitato si sviluppò invece in età medievale intorno a un castello, fatto costruire, secondo la tradizione, dal duca di Puglia Roberto I il Guiscardo.
Da subito fedele a Jesi, seguì le sorti degli altri castelli jesini: coinvolta nelle frequenti lotte contro la guelfa Ancona, fu inserita dal cardinale Albornoz nei possedimenti dello Stato Pontificio nel primo cinquantennio del XIV secolo e tra il 1433 e il 1447 subì l’invasione di Francesco Sforza.
Nel 1517 venne saccheggiata dalle truppe del duca Francesco Maria I della Rovere, incaricato dal papa della riconquista della marca di Ancona.
Impoverita dalle numerose carestie seicentesche, fu soggetta nel corso del Settecento alle razzie dell’esercito austriaco di passaggio sui territori della Chiesa; alla fine dello stesso secolo fu occupata dai francesi.
Il toponimo è un composto del sostantivo “monte” e del nome di persona Roberto.
Ancora intatta, la cinta muraria tre-quattrocentesca dell’antico castello, importante esempio di architettura normanna, è munita di quattro imponenti torrioni.
L’edificio religioso di maggiore interesse è costituito dalla parrocchiale di San Silvestro, ricostruita nel Settecento da Mattia Capponi sull’originaria struttura quattrocentesca: tra le numerose opere d’arte che custodisce figurano alcune tele di Antonio Sarti e di Stefano Casabona, un crocifisso ligneo cinque-seicentesco, di probabile scuola donatelliana, e due coretti in legno dello scultore Angelo Scoccianti.