Cenni storici su Poggio San Marcello.
Fu frequentata fin da epoca molto antica da popolazioni umbre e picene.
Nel XIII secolo d.
C.
, periodo in cui si sviluppò il primo nucleo dell’attuale abitato, fu inserita nel sistema difensivo dei castelli jesini: fu la potente Jesi, infatti, a volere la costruzione del castello locale.
Di fede ghibellina, entrò a far parte in seguito della marca anconitana, pur lottando strenuamente contro lo strapotere di Ancona al fianco della repubblica di Venezia e dei maggiori centri della provincia (Numana, Osimo, Jesi e Senigallia).
Passata verso il 1350 nella sfera d’influenza del Papato, dovette far fronte nel secolo seguente alle mire espansionistiche di Francesco Sforza.
Nel XVIII secolo fu dapprima saccheggiata dalle truppe imperiali austriache di passaggio sui territori della Chiesa, poi invasa dai francesi.
Il toponimo è formato dal nome Comune “poggio”, nel senso generico di ‘colle, collina’, e da un agionimo.
L’abitato è racchiuso entro mura castellane dotate di imponenti bastioni e di un’antica porta, ricostruita nel 1503 da Domenico di Bellinzona.
Gli edifici religiosi di maggior valore artistico e architettonico sono rappresentati dal seicentesco santuario della Madonna del Soccorso e dalla chiesa settecentesca di San Nicolò; quest’ultima, progettata da Mattia Capponi e Nicola Maiolatesi, è abbellita da un affresco trecentesco, da una cripta gotica dello stesso secolo e da una pregevole tela di Antonio Sarti.