Cenni storici su Ostra Vetere.
Sorta sulle rovine dell’insediamento di OSTRA, fondato dai galli senoni in epoca successiva al IV secolo a.
C.
, conquistato in seguito dai romani e raso al suolo durante le invasioni barbariche, divenne libero Comune nel Duecento, osteggiando la politica della Chiesa con l’appoggio della ghibellina Jesi.
Le sue vicende storiche sono strettamente legate al vicino Comune di Ostra, insieme al quale passò sotto l’egida di Ancona e conobbe varie signorie, fino all’occupazione da parte di Cesare Borgia, nei primi anni del Cinquecento, e alla successiva annessione ai territori pontifici.
Come avvenne per gran parte dell’anconetano, subì nel corso del Settecento, al termine di un secolo contraddistinto da rovinose carestie, i soprusi delle truppe austriache di passaggio sui territori della Chiesa oltre a l’invasione francese.
Anticamente denominata Montenovo, ha assunto il nome attuale nel 1882, traendolo da quello dell’antica città romana, e aggiungendovi l’attributo VETERE, ‘vecchia’, per distinguerlo da quello del Comune di Montalboddo, che aveva già ottenuto di chiamarsi Ostra.
Le più interessanti testimonianze artistiche del suo passato sono rappresentate da monumenti sacri e profani che ben si armonizzano con la singolare struttura urbanistica dell’abitato, compreso all’interno dell’antica cinta muraria tre-quattrocentesca e dominato dalla bella guglia neogotica della chiesa di Santa Maria della Piazza.
Edifici religiosi di pregio sono la chiesa di San Severo, cui si accede varcando uno splendido portale romanico, quella di Santa Croce, che si fregia di affreschi quattro-cinquecenteschi, e la chiesa del Crocifisso, affrescata dal Lombardello –vi sono esposte due formelle in terracotta policroma d’arte popolare faentina del XV secolo–.