Cenni storici su Chiaravalle.
La sua storia è strettamente legata a quella dell’abbazia di Santa Maria di Castagnola, fondata nel 616 d.
C.
da un gruppo di monaci benedettini e voluta, secondo la tradizione, dalla regina longobarda Teodolinda.
La comunità fondatrice rimase nella zona fino ai primi anni del XII secolo, contribuendo a migliorare l’aspetto e la vivibilità dell’intero territorio comunale.
Nel 1172, in seguito alla decadenza dell’abbazia, devastata dalle incursioni saracene, l’ordine francese dei monaci cistercensi costruì un nuovo edificio sacro, seguendo i canoni dell’architettura gotica e assegnandogli lo stesso nome del monastero francese di Clairvaux; il primo nucleo del borgo sorse appunto intorno al monumento religioso e da esso prese il nome, che compare già nel 1237 nelle fonti documentarie.
Il legame fra l’abbazia e la comunità si rafforzò ulteriormente intorno al Settecento, quando i monaci avviarono un’importante attività di lavorazione del tabacco, già da tempo coltivato nella zona.
La crescita del tessuto urbano si è notevolmente incrementata solo in epoca recente: nel XX secolo, infatti, la Manifattura Tabacchi, proponendo concrete possibilità lavorative, ne ha consentito lo sviluppo in chiave moderna.
Di notevole interesse storico e architettonico, l’abbazia cistercense è la prima espressione dell’architettura gotica in Italia: l’interno, a croce latina e a tre navate, è scandito da dodici pilastri su cui poggiano archi a sesto acuto e volte a crociera, elementi caratteristici dell’architettura francese del XIII secolo; la sua semplice facciata è impreziosita da un rosone bianco a dodici colonnine mentre il portico mostra cinque ampie arcate.