Chiaravalle

Marche - Ancona (AN)

Superficie: 17.39 km² Codice ISTAT: 14
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Descrizione

Chiaravalle in sintesi.
Cittadina collinare, fondata nell’alto Medioevo; le sue principali fonti di reddito sono rappresentate dall’industria, dal commercio e soprattutto dal turismo ecologico e religioso.
I chiaravallesi, che presentano un elevato indice di vecchiaia, risiedono per la maggior parte nel capoluogo comunale; il resto della comunità si distribuisce invece in località Grancetta e in un certo numero di case sparse sui fondi.
L’abitato è lambito dall’ultimo tratto del fiume Esino e si distende sull’ampia e fertile pianura alluvionale posta a ridosso della foce fluviale.
Parte del territorio comunale costituisce l’habitat ideale per molte specie di uccelli acquatici: tra i canneti vivono infatti trampolieri e palmipedi, come gli aironi, le garzette, i cavalieri d’Italia, le anatre e le folaghe; altrove, sui poggi tappezzati di coltivi, sopravvivono sporadici residui di quella che un tempo era una grande selva di querce castagnare.
Sullo sfondo azzurro dello stemma comunale, concesso con Decreto del Capo del Governo, campeggia un fiume che scorre in una valle; sulle sue sponde è posto un albero di castagno mentre nel cielo splende un sole.
Nel “capo” è raffigurato uno scudo bordato di rosso, contenente sei bande azzurre e dorate alternate.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Chiaravalle.
si trova sulla riva sinistra del fiume Esino, in prossimità della sua foce, è servita da un sistema connettivo viario di grande efficacia: dispone infatti di un proprio scalo ferroviario sulla linea Orte-Falconara Marittima e dista 3 km dalla strada statale di grande comunicazione n.
76 della Val d’Esino, che collega la costa adriatica con l’Appennino marchigiano passando per Jesi e Fabriano; 4 km la separano in aggiunta dal casello di Ancona Nord dell’autostrada Bologna-Taranto (A14).
L’aeroscalo regionale è posto a soli 4 km mentre le distanze dell’aeroporto intercontinentale di Roma/Fiumicino e del porto commerciale, turistico e militare sono, nell’ordine, di 348 e 17 km.
Ancona costituisce il principale polo di gravitazione per i rapporti con le istituzioni e per i consumi.

Storia

Cenni storici su Chiaravalle.
La sua storia è strettamente legata a quella dell’abbazia di Santa Maria di Castagnola, fondata nel 616 d.
C.
da un gruppo di monaci benedettini e voluta, secondo la tradizione, dalla regina longobarda Teodolinda.
La comunità fondatrice rimase nella zona fino ai primi anni del XII secolo, contribuendo a migliorare l’aspetto e la vivibilità dell’intero territorio comunale.
Nel 1172, in seguito alla decadenza dell’abbazia, devastata dalle incursioni saracene, l’ordine francese dei monaci cistercensi costruì un nuovo edificio sacro, seguendo i canoni dell’architettura gotica e assegnandogli lo stesso nome del monastero francese di Clairvaux; il primo nucleo del borgo sorse appunto intorno al monumento religioso e da esso prese il nome, che compare già nel 1237 nelle fonti documentarie.
Il legame fra l’abbazia e la comunità si rafforzò ulteriormente intorno al Settecento, quando i monaci avviarono un’importante attività di lavorazione del tabacco, già da tempo coltivato nella zona.
La crescita del tessuto urbano si è notevolmente incrementata solo in epoca recente: nel XX secolo, infatti, la Manifattura Tabacchi, proponendo concrete possibilità lavorative, ne ha consentito lo sviluppo in chiave moderna.
Di notevole interesse storico e architettonico, l’abbazia cistercense è la prima espressione dell’architettura gotica in Italia: l’interno, a croce latina e a tre navate, è scandito da dodici pilastri su cui poggiano archi a sesto acuto e volte a crociera, elementi caratteristici dell’architettura francese del XIII secolo; la sua semplice facciata è impreziosita da un rosone bianco a dodici colonnine mentre il portico mostra cinque ampie arcate.

Economia

Struttura economica di Chiaravalle.
La sua natura di meta di pellegrinaggi religiosi alimenta le attività turistiche e il loro indotto, dando impulso all’apparato ricettivo oltre a a una fitta rete commerciale e al comparto dei servizi, che include sportelli bancari e agenzie assicurative, immobiliari e di consulenza informatica.
Al contributo economico delle attività rurali (agricoltura e allevamento bovino), interessate da un processo di contrazione ormai irreversibile, si è da tempo sostituito quello dell’industria, che poggia su varie imprese, perlopiù impegnate nella trasformazione dei prodotti agricoli, nella tradizionale lavorazione del tabacco, oggi attuata mediante sofisticate tecnologie, e nei comparti tessile, elettronico e metallurgico.
Fra le strutture e i servizi di pubblica utilità il Comune annovera gli ordinari uffici municipali e postali, una stazione dei carabinieri, le scuole dell’obbligo e un istituto professionale commerciale; due biblioteche, quella comunale e quella annessa all’abbazia (specializzata in teologia), assicurano la divulgazione e la conservazione della cultura all’interno della comunità mentre un presidio distrettuale, l’ospedale, un poliambulatorio, un consultorio familiare e la guardia medica garantiscono l’assistenza sanitaria.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Chiaravalle.
Usl n.
7 di AnconaGuardia di finanza a JesiVigili del fuoco a JesiPretura ad AnconaTribunale ad AnconaCorte d'Appello ad AnconaUfficio Imposte Dirette ad AnconaUfficio del Registro ad AnconaConservatoria dei Registri Immobiliari ad Ancona Aeroporto ad Ancona/Falconara Marittima e a Roma/FiumicinoPorto ad Ancona

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Chiaravalle.
È una meta turistica di grande fascino, che associa il richiamo religioso agli aspetti più tradizionali della cultura contadina e alle bellezze della natura circostante, creando una perfetta armonia di sacro e profano.
Appartiene all’ambito dell’antica cultura rurale una delle manifestazioni più note che vi si svolgono, la sagra delle fragole, che durante il mese di maggio porta nelle strade del centro storico l’odore e i colori del dolce frutto di primavera, richiamando frotte di visitatori dall’intera regione.
Nelle torride giornate estive costituisce in aggiunta il rifugio ideale per i turisti che si affollano sulla costa adriatica.
Il Patrono Sant’Antonio si festeggia il 17 gennaio.

Dati Statistici

  • Superficie 17.39 km²
  • Codice ISTAT 14

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