Alto

Piemonte - Cuneo (CN)

Superficie: 7.58 km² Codice ISTAT: 5
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Descrizione

Alto in sintesi.
Piccola comunità di montagna, di antiche origini medievali, con un’economia basata prevalentemente su attività agro-pastorali.
Gli altesi, che presentano un indice di vecchiaia tra i più alti della regione, sono quasi tutti concentrati nel capoluogo comunale; il resto della popolazione vive in case sparse.
Il territorio ha un profilo geometrico irregolare, con differenze di altitudine molto accentuate: si raggiungono i 1.
538 metri di quota.
L’abitato, che mostra segni di espansione edilizia, è immerso in una suggestiva cornice paesaggistica; il suo andamento plano-altimetrico è vario.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Alto.
Si estende nella parte sud-orientale della provincia, a confine con quelle liguri di Imperia e Savona, sul versante sinistro della valle del rio Pennavaire, alle pendici sud-orientali di un rilievo culminante nel monte Dubasso, nell’alto Monregalese, tra i comuni di Ormea, Caprauna, Aquila di Arroscia (IM) e Nasino (SV).
A 14 km dalla strada statale n.
582 del colle di San Bernardo, può essere raggiunta anche con l’autostrada A10 Ponte San Luigi-Genova, dall’uscita di Albenga, distante 19 km.
La stazione ferroviaria di riferimento, lungo la linea Genova-Ventimiglia, si trova a 23 km.
L’aeroporto per i voli nazionali e internazionali è a 100 km; quello di Milano/Malpensa, che mette a disposizione linee intercontinentali dirette, dista 261 km.
Il porto è a 58 km.
Inserita nell’ambito territoriale della Comunità montana “Alta Val Tanaro, Valli Mongia e Cevetta”, gravita soprattutto su Albenga (SV) e su Mondovì per il lavoro, il commercio, i servizi e le esigenze di ordine burocratico-amministrativo che non possono essere soddisfatte sul posto.

Storia

Cenni storici su Alto.
Il toponimo, rispetto al quale manca qualsiasi documentazione di epoca medievale, si riferisce chiaramente all’ubicazione del borgo, si trova in posizione elevata.
Le sue vicende storiche sono un tutt’uno con quelle di Caprauna, perché in passato i due comuni costituivano un unico feudo.
Inserita, nell’XI secolo, nel marchesato di Savona e attribuita a Bonifacio del Vasto, fu poi assegnata al nobile casato dei Del Carretto, i quali, nella prima metà del Trecento, la cedettero ai Cepollini.
Successivamente tornò ai marchesi di Savona, che ottennero la conferma dell’investitura fino al XVI secolo.
Nella prima metà del Settecento venne annessa allo stato sabaudo, a seguito del trattato di Vienna.
Luogo di passaggio di vari eserciti, nel corso del XVIII secolo, durante l’invasione napoleonica, entrò a far parte dell’impero francese.
La storia successiva alla restaurazione dei Savoia sul regno di Sardegna non si discosta da quella del resto della penisola, contrassegnata dalla preparazione e dalla creazione dello stato unitario, dalle guerre per l’indipendenza e dai due tragici conflitti mondiali, congiunti dall’avvento del fascismo.
Sotto il profilo storico-architettonico interessanti sono: la chiesa parrocchiale; il castello dei conti Cepollini, della prima metà del Trecento, dalla cui loggia, risalente al XV secolo, si può ammirare uno stupendo panorama, che spazia sulle alture a ridosso del mar Ligure; la confraternita di San Bartolomeo e il santuario della Madonna del Lago, si trova sulla strada per Caprauna.

Economia

Struttura economica di Alto.
Come altri comuni del circondario, anche questo non vanta una rete di uffici e servizi articolata: infatti, se si escludono i consueti uffici municipali e postali, non ve ne sono altri degni di nota.
Sul posto manca la stazione dei carabinieri, per cui le funzioni di autorità di pubblica sicurezza sono, all’occorrenza, esercitate dal sindaco.
Va però segnalata la presenza della Pro Loco.
Le caratteristiche orografiche dell’area hanno condizionato lo sviluppo dell’economia: esclusa la possibilità di praticare l’agricoltura su vasta scala, il settore primario è presente unicamente con la coltivazione di ortaggi e con l’allevamento di pochi capi di bovini e avicoli.
Data l’esiguità numerica della popolazione, costituita per lo più da anziani, il suo sviluppo industriale è stato limitato a qualche piccolissima impresa edile.
Modesta è anche la presenza del terziario: non sono forniti servizi più qualificati, come quello bancario, ma la rete distributiva è sufficiente al soddisfacimento delle esigenze primarie della comunità.
Per il sociale, lo sport e il tempo libero mancano strutture di una certa rilevanza.
Mancano scuole di ogni ordine e grado; non si può usufruire di una biblioteca per l’arricchimento culturale.
Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione ma non di soggiorno.
L’assenza di una farmacia rende necessario rivolgersi altrove anche per i servizi sanitari di base.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Alto.
Ospedale ad Albenga (SV)Farmacia a Cisano sul Neva (SV)Usl n.
16 di MondovìCarabinieri a OrmeaGuardia di finanza a GaressioVigili del fuoco ad Albenga (SV)Pretura di Mondovì sez.
CevaTribunale a MondovìCorte d'Appello a TorinoUfficio Imposte Dirette a MondovìUfficio del Registro a MondovìConservatoria dei Registri Immobiliari a MondovìStazione ferroviaria ad Albenga (SV)Aeroporto a Genova/Sestri e a Milano/MalpensaPorto a Savona

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Alto.
L’aria salubre, le bellezze dell’ambiente naturale, la tranquillità del luogo e la genuinità dei suoi prodotti costituiscono valide risorse, il cui sfruttamento potrebbe portare a un incremento della presenza turistica nella zona.
Tra le manifestazioni periodiche, che richiamano visitatori dai dintorni, meritano di essere citate: la festa della Madonna del Lago, con processione per le strade del borgo e partecipazione di confraternite provenienti dalla Liguria, il 4 luglio; la sagra della patata, con esposizione di prodotti enogastronomici, ugualmente a luglio; il raduno interregionale dei partigiani e il “carnevalalto”, ad agosto; la sagra della castagna e del tartufo, con degustazione di piatti tipici a base di tartufo nero e caldarroste, a ottobre.
Il Patrono, San Michele, si festeggia il 29 settembre.

Dati Statistici

  • Superficie 7.58 km²
  • Codice ISTAT 5

Informazioni Utili

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