Provincia di Asti

Piemonte - Sigla: AT

121 Comuni Codice: 005 Regione: 01

Descrizione

Territorio. Articolato in 120 comuni, si trova nella parte centro-meridionale della regione, tra le province di Cuneo, Torino e Alessandria, confinando, per brevissimo tratto, anche con la Liguria (provincia di Savona), a sud. àˆ, per lo pià¹, collinare; le uniche aree pianeggianti sono rappresentate dal fondovalle del Tanaro e dall’altopiano di Villanova. Completano il quadro geografico la sezione occidentale del Basso Monferrato, parte dell’Alto Monferrato e un lembo delle Langhe, nell’estremo settore meridionale. Dal punto di vista geologico il territorio è caratterizzato in prevalenza da rocce sedimentarie di ambiente deposizionale marino e subordinatamente da terreni di origine continentale, di età compresa tra l’Eocene-Cretaceo e il Quaternario. Diviso quasi a metà dal fiume Tanaro, è attraversato da altri fiumi minori quali: Borbore, Versa, Tiglione, Belbo e Bormida di Millesimo. àˆ, inoltre, tutelato da parchi e riserve naturali, come la Riserva Naturale Speciale di Valle Andona e Valle Botto, il Parco Naturale di Rocchetta Tanaro, la Riserva Naturale Speciale della Val Sarmassa. Dal 1979 è stata istituita la Comunità montana “Langa Astigiana”. Lo stemma provinciale, troncato, è stato concesso con Regio Decreto. Nella parte superiore, a sfondo rosso, spicca una croce d’argento; quella inferiore, pure argentata, rappresenta due pali, intorno a cui sono attorcigliati due tralci di vite, muniti ognuno di due grappoli -di uva bianca da un lato, di uva nera dall’altro-; sullo sfondo domina un paesaggio collinare. Comunicazioni. Il territorio provinciale è attraversato dall’autostrada A21 Torino-Brescia, è ben collegato ai tracciati dell’A26 Voltri-Gravellona Toce e dell’A4 Torino-Milano-Trieste ed è servito da una rete di strade statali quali: la n. 456 del Turchino, la n. 231 di Santa Vittoria, la n. 10 Padana Inferiore, che solca tutta la pianura dal Piemonte al Veneto, la n. 30 di Val Bormida, la n. 457 di Moncalvo, la n. 592 di Canelli, la n. 29 del Colle di Cadibona e la n. 590 della Val Cerrina. La rete ferroviaria ha in questa parte della regione alcune delle sue linee principali, come la Asti-Acqui Terme, la Asti-Mortara, la Asti-Chivasso e la Asti-Cavallermaggiore; altre linee che attraversano il territorio sono: la Torino-Novi Ligure, la Alessandria-Castagnole Lanze e la Alessandria-Savona. Il collegamento con la rete del traffico aereo è garantito dalle aerostazioni di Torino/Caselle e di Genova/Sestri, utilizzate per i voli nazionali e internazionali ma parte della popolazione si rivolge anche all’aeroporto di Savigliano (CN), località Levaldigi; per le linee intercontinentali dirette ci si serve dell’aerostazione di Milano/Malpensa. Per i collegamenti marittimi si fa capo a Genova e Savona, in Liguria. Storia. Primi insediamenti sul territorio provinciale si ebbero già in epoca neolitica, come testimoniano i ritrovamenti di tracce di costruzioni su palafitte e frammenti di oggetti. Intorno al 130 a.C. fu occupata dai romani, sotto la cui dominazione rimase per lungo tempo. Seguirono i barbari. Notizie pi๠dettagliate si hanno dalla seconda metà del VII secolo, periodo in cui cadde, senza opporre resistenza, sotto il controllo dei longobardi, che vi posero la sede di uno dei ducati in cui era diviso il loro regno. A questi succedettero i franchi, nonché conti e vescovi. Seguଠil periodo dell'indipendenza comunale, non indenne dalle lotte tra guelfi e ghibellini (dopo alterne vicende i primi, alleatisi con Roberto d'Angiò, ebbero la meglio). Da questo momento (1314) finଠl'era della libertà comunale e il territorio fu assoggettato alla signoria angioina che durò fino al 1339, anno in cui arrivarono i Monferrato. Struttura socio-economica. La sua identità economica e culturale si fonda sulla coltura e cultura della vite (importate fin dal V secolo a.C. dai greci). Vanto indiscusso dell'enogastronomia locale sono i raffinati: Asti Spumante, Cortese dell'Alto Monferrato, Malvasia di Casorzo d'Asti, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Brachetto d'Acqui, Barbera d'Asti, Barbera del Monferrato, Freisa d'Asti, Grignolino d'Asti, Dolcetto d'Asti e Ruché. Diffuse sono anche altre coltivazioni nonché l'allevamento. Il settore secondario è caratterizzato in prevalenza da aziende impegnate nella produzione e commercializzazione dei prodotti agricoli ma non mancano sviluppi relativi sia all'industria pesante che ai comparti tessile, delle confezioni e del legno. Sono pienamente investiti nel processo di espansione e rinnovamento anche il terziario e l'artigianato. La provincia vanta, inoltre, una rinomata tradizione di prodotti genuini e specialità gastronomiche -tra cui un capitolo a parte meriterebbe il tartufo bianco-, associata a una originale offerta turistica.

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE àˆ possibile ripartire la circoscrizione astigiana in tre ambiti, individuati mediante un esame non solo geomorfologico ma anche pi๠specificamente economico: il Basso Monferrato, a nord, gravitante su Torino per abitudini e tradizioni; l'Alto Monferrato, al centro; la Langa astigiana, a sud. Basso Monferrato: Albugnano, Aramengo, Berzano di San Pietro, Buttiglièra d'Asti, Calliano, Camerano Casasco, Caprà¬glio, Casorzo, Castagnole Monferrato, Castell'Alfero, Castellero, Castelnuovo Don Bosco, Cerreto d'Asti, Chiusano d'Asti, Cinà glio, Cocconato, Colcavagno, Corsione, Cortandone, Cortanze, Cortazzone, Cossombrato, Cà¹nico, Dusino San Michele, Frinco, Grana, Grazzano Badòglio, Maretto, Monale, Moncalvo, Moncucco Torinese, Montafà¬a, Montechiaro d'Asti, Montemagno, Montà¬glio, Moransengo, Passerano Marmorito, Penango, Piea, Pino d'Asti, Piovà Massà ia, Portacomaro, Refrancore, Roatto, Robella, San Pà olo Solbrito, Scandeluzza, Scurzolengo, Sèttime, Sòglio, Tonco, Tonengo, Viale, Viarigi, Villa San Secondo. Alto Monferrato: Agliano Terme, Antignano, Asti, Azzano d'Asti, Baldichieri d'Asti, Belvèglio, Bruno, Calamandrana, Calosso, Canelli, Cantarana, Castagnole delle Lanze, Castelletto Molina, Castello di Annone, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Cellarengo, Celle Enomondo, Cerro Tà naro, Cisterna d'Asti, Coazzolo, Cortiglione, Costigliole d'Asti, Ferrere, Fontanile, Incisa Scapaccino, àŒsola d'Asti, Maranzana, Moasca, Mombaruzzo, Mombercelli, Mongardino, Montaldo Scarampi, Montegrosso d'Asti, Nizza Monferrato, Quaranti, Revigliasco d'Asti, Rocca d'Arazzo, Rocchetta Tà naro, San Damiano d'Asti, San Martino Alfieri, San Marzano Oliveto, Tigliole, Và glio Serra, Valfenera, Vigliano d'Asti, Villafranca d'Asti, Villanova d'Asti, Và¬nchio. Langa astigiana: Bà¹bbio, Cassinasco, Castèl Boglione, Castèl Rocchero, Cèssole, Loazzolo, Mombaldone, Monastero Bòrmida, Montabone, Olmo Gentile, Roccaverano, Rocchetta Palafea, San Giòrgio Scarampi, Serole, Sessame, Vèsime. BASSO MONFERRATO Territorio. Si estende nel lembo settentrionale della provincia, a confine con quelle di Torino e di Alessandria. Si caratterizza per il dolce paesaggio collinare, in cui si distinguono: le colline dei fiumi, quelle alte, quelle dei boschi, quelle delle due valli, la Val Rilate e la Valle Versa e, infine, quelle degli altopiani. Il territorio comprende la Riserva Naturale Speciale Valle Andona e Val Botto. I pendii delle colline, un tempo coltivati prevalentemente a vigneto, sono ora coperti di boschi. Comunicazioni. Le principali direttrici del traffico sono le strade statali n. 458 di Casalborgone, n. 457 di Moncalvo e n. 590 della Val Cerrina. La qualità dei collegamenti, già di buon livello, è migliorata dalla presenza delle autostrade A21 Torino-Brescia, A4 Torino-Milano-Trieste e A26 Voltri-Gravellona Toce, nonché delle linee ferroviarie Chivasso-Asti, Trofarello-Chieri, Torino-Novi Ligure e Asti-Mortara. Storia. I primi abitanti della zona furono i liguri, seguiti dai romani e quindi, dopo le invasioni barbariche, dai longobardi, cui subentrarono i franchi. Nell'XI secolo i conti di Torino, promossi marchesi, estesero la loro autorità militare su gran parte del territorio; nel 1224, Castelnuovo Don Bosco, insieme ad altri comuni circostanti, passò in feudo ai marchesi di Monferrato. Nel 1420, proprio a Castelnuovo, avvennero le trattative di pace tra i marchesi di Monferrato e i Savoia. Con la pace di Cateau Cambrésis del 1559, la Spagna subentrò alla Francia nel dominio in Italia; Castelnuovo giurò fedeltà al duca di Savoia, al quale passò definitivamente quando la capitale del ducato venne trasferita da Chambéry a Torino. Struttura socio-economica. Nell'economia locale l'agricoltura conserva un ruolo importante. Tra le coltivazioni spicca quella della vite, che consente una ricca produzione di vini Doc e Docg. Si pratica anche l'allevamento. Il settore industriale, seppur di modeste dimensioni, consta di aziende operanti nei comparti alimentare, tessile, del legno, della gomma e della plastica, dei mobili, metallurgico, meccanico ed edile. Nel terziario, il turismo è in forte crescita: oltre alle bellezze naturali, esercita una forte attrazione l'enogastronomia, arricchita dai prodotti del sottobosco (soprattutto funghi, noci, castagne e tartufi) e dalle erbe aromatiche. ALTO MONFERRATO Territorio. Si estende a sud del Basso Monferrato e a nord della Langa astigiana, tra la provincia di Alessandria (a est) e quelle di Torino e Cuneo (a ovest). La denominazione di “alto” è dovuta ai rilievi piuttosto pronunciati che lo caratterizzano. Comunicazioni. Il capoluogo provinciale si pone come crocevia di importanti assi viari: oltre alle direttrici principali, passano di qui anche le strade statali: n. 10 Padana Inferiore, n. 29 del Colle di Cadibona, n. 458 di Casalborgone, n. 231 di Santa Vittoria e n. 456 del Turchino. Completano il quadro delle infrastrutture di comunicazione le linee ferroviarie Alessandria-Savona, Alessandria-Castagnole Lanze, Asti-Acqui Terme e Asti-Cavallermaggiore. Storia. Anche qui i primi abitanti furono i liguri (intorno al 2800 a.C.). Il capoluogo Asti, già importante insediamento ligure, divenne colonia nell'89 a.C. e municipium, punto di riscossione dei tributi, nel 49 a.C. Con l'affermarsi del feudalesimo la zona fu divisa in confusi frammenti di potere: una parte sotto l'autorità di duchi e marchesi; l'altra sotto quella di principi della chiesa, vescovi-conti. Alla fine del X secolo si costituଠil marchesato del Monferrato, che poi passò ai Savoia, dopo alterne vicende, nel 1714, con i trattati di Utrecht e di Rastadt. Con l'occupazione francese il territorio divenne Dipartimento del Tanaro (1798) e dal Congresso di Vienna (1815) fu unito definitivamente al Regno di Sardegna e poi d'Italia. Struttura socio-economica. Le produzioni, soprattutto vinicole, fanno del Monferrato una sub-regione di grande rilievo, specialmente nel panorama italiano delle denominazioni d'origine. I vini Barbera, Dolcetto, Cortese, Grignolino, Freisa, Malvasia, Moscato e Brachetto sono i suoi fiori all'occhiello. Questa terra vanta anche una gastronomia ricca e forte di gusti e di sapori, degna di confrontarsi con quella francese. Accanto alle tradizionali attività agro-pastorali si è sviluppata una piccola industria impegnata sia nella lavorazione e conservazione di prodotti agricoli, sia nei comparti tessile, manifatturiero, edile, del legno e dei mobili. Grazie alle numerose testimonianze architettoniche presenti sul territorio nonché alle bellezze paesaggistiche e all'offerta enogastronomica, si registra una buona presenza turistica. LANGA ASTIGIANA Territorio. Si estende nella parte meridionale della provincia e costituisce un vero e proprio presidio della qualità enogastronomica. Il paesaggio, che risente dell'influenza ligure, è tra i pi๠suggestivi dell'astigiano: terrazze sostenute da muretti a secco, borgate di pietra, torri e castelli diroccati. àˆ attraversata dalla Bormida di Millesimo, uno dei tre bacini imbriferi che prendono il nome dal fiume Bormida. Parte delle foreste sono costituite da boschi cedui misti; a completare il quadro sono il sottobosco (ricco di tartufo), dominato da varie qualità di felci, e le distese prative, colorate da parecchie specie di fiori, fra cui le orchidee selvatiche, molto diffuse. Comunicazioni. I collegamenti sono garantiti dalla viabilità ordinaria e in particolare dalle strade statali n. 592 del Colle di Cadibona, n. 456 del Tuchino e n. 30 di Val Bormida. La rete ferroviaria è costituita dalle linee Asti-Acqui Terme, Torino-Novi Ligure e Alessandria-Castagnole Lanze. Storia. Nonostante le molteplici ipotesi circa l'origine del nome -qualcuno sostiene che “langa” potrebbe derivare da “landa”, come ‘luogo disabitato, selvaggio'; qualcun altro afferma che deriva da “lingua”, vista la conformazione delle balze collinari pi๠o meno alte; altri ritengono che proviene dal tedesco “lange”, cioè ‘longitudine'- è dimostrato che di langa si parlava già nell'antica Roma. Il territorio fece parte del comitato di Acqui; passò poi agli Aleramici, ai Del Carretto, a Manfredo IV di Saluzzo. Nel 1337 gli Scarampi diventarono i padroni della marca di Cortemilia, che comprendeva anche Roccaverano. Solo nel 1771 subentrarono i Savoia. Struttura socio-economica. L'agricoltura è basata sulla produzione di cereali, foraggi, ortaggi, frumento e frutta, soprattutto uva da vino. Tutto il settore primario, benché non rappresenti una grossa fonte di reddito per la comunità , costituisce l'elemento identificativo della zona: dalle vigne da cui si ricavano Moscato e Brachetto fino a quelle da cui si ricavano Barbera e Dolcetto si raggiungono livelli qualitativi eccezionali; il formaggio Robiola di Roccaverano Dop, a denominazione di origine protetta dal 1996, è una sintesi dei profumi delle erbe e dei fiori della Langa astigiana; non c'è cascina in cui non si allevi il maiale, da cui si produce una serie golosa di salumi e insaccati; gli ortaggi (come il cardo gobbo e il peperone quadrato), coltivati soprattutto a livello familiare, coprono la gamma delle verdure classiche utilizzate per il minestrone e per la bagna cà uda invernale. Numerosi sono i piccoli laboratori artigianali (a Bubbio, Vesime e Cassinasco) per la produzione di dolci che utilizzano due dei prodotti pi๠classici del territorio: le nocciole e le castagne. Per quanto concerne il settore industriale, esso è ancora di dimensioni alquanto modeste; si registrano comunque piccole imprese a carattere artigianale. Il turismo occupa un posto di primo piano tra le attività economiche dell'area.

Comuni della Provincia

121 comuni
Agliano Terme
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Asti
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San Giòrgio Scarampi
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Villanova d'Asti
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Vìnchio
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Informazioni

  • Nome completo Asti
  • Sigla AT
  • Codice ISTAT 005
  • Regione Piemonte
  • Numero comuni 121

Date Storiche

Statistiche Comuni

  • Popolazione media 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m

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