Provincia di Biella

Piemonte - Sigla: BI

84 Comuni Codice: 096 Regione: 01

Descrizione

Territorio. Rispetto al Piemonte la provincia si colloca nell’area nord-occidentale della regione. La sua morfologia appare, ad un primo sguardo, caratterizzata da una forte contrapposizione tra montagna e pianura. Ma, ad una analisi appena pi๠approfondita, emergono cinque grandi quadri ambientali e, al loro interno, assai pi๠numerosi ambienti riconoscibili. La sua economia, per tradizione, di tipo prevalentemente industriale, si dedica in particolare alla produzione di manufatti. La popolazione si concentra nell’area centro-occidentale del territorio e registra un indice di natalità costantemente al di sotto della media nazionale; quello di mortalità rimane stazionario e comunque al di sopra della media regionale e nazionale. Al momento della costituzione, avvenuta nell’anno 1996, la provincia contava 83 comuni, che oggi, in seguito all’unificazione dei comuni di Pistolesa e Mosso Santa Maria nell’unica municipalità di Mosso, ne comprende 82. I suoi confini sono delimitati: a sud-ovest dalla provincia di Torino, a nord-est da quella di Vercelli, mentre a nord-ovest dalla regione Val d’Aosta. La cornice montana racchiude a nord-ovest il territorio provinciale, con i rilievi del monte Bo (2.500 m), la punta dei Tre Vescovi, il colle della Vecchia e, proseguendo, i monti Mars (2.600 m), Camino, Mucrone (importante stazione sciistica) e Mombarone. Chiude l’arco montano la cima del monte Barone (2.044 m) a nord-est. Il sistema vallivo biellese, che si caratterizza per l’alto livello insediativo, si articola a ventaglio intorno al capoluogo e, pi๠ad oriente, lungo l’asse pedemontano. Le valli principali sono: la Valle Elvo, la Valle Oropa, la Valle Cervo, la Valle Strona e infine, al limite settentrionale, la Valle Sessera. Quest’ultima presenta la pi๠ampia estensione di aree naturali e semi-naturali di tutta la provincia, con particolari caratterizzazioni vegetazionali per l’estensione del bosco e le varietà botaniche e faunistiche. Compresa, in parte, nella Riserva Naturale “Oasi Zegna”, presenta nei suoi ambiti: l’abete rosso, faggi e betulle; ginepri, rododendri e genzianelle; e, tra le specie faunistiche: il cervo, il camoscio, l’ermellino e l’aquila reale nonché rare specie insettivore. Le colline si distribuiscono ad anfiteatro intorno a Biella in maniera discontinua, facendo da “trait-d’union” tra le aree montane e quelle insediative pedemontane. Di particolare rilevanza naturalistica sono le “Rive Rosse” di Curino: anch’esse emergono nello scenario territoriale per le singolari caratteristiche geomorfologiche e vegetazionali. L’ambiente collinare biellese è completato dalla Serra, formazione morenica, che nelle sue propaggini pi๠meridionali dà vita ad un paesaggio fortemente caratterizzato dalla presenza del lago di Viverone, di notevole interesse archeologico. I principali corsi fluviali del Cervo (affluente della Sesia) e dell’Elvo (affluente del Po) attraversano le pianure a sud della provincia e, sempre nella parte meridionale, una vasta area pianeggiante è occupata dalla Barragia, area non insediativa di grande valore naturalistico. Le risaie, infine, concludono la varietà paesaggistica del biellese. Nello stemma provinciale, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, si rappresenta, in campo azzurro, un orso “al naturale”; l’animale, raffigurato nell’atto di camminare, con le quattro zampe posate, è sormontato da una fascia d’argento, a sua volta sovrastata da una stella d’oro a cinque raggi. Il tutto è “incappato” da un fasciato composto di quattordici pezzi smaltati d’oro e d’azzurro. Comunicazioni. Incastonata nell’area nord-occidentale del Piemonte, possiede una fitta rete viaria che, a ragnatela, si svolge intorno ai principali nuclei abitativi di fondovalle. Lo sviluppo conurbativo, sostanzialmente disordinato, difatti, consumando quote eccessive di suolo, ha seriamente compromesso la possibilità di potenziare la rete viaria esistente, creando oltre tutto, una diffusa condizione di disagio ambientale: inquinamento acustico e dell’aria, impermeabilizzazione del suolo, insicurezza della circolazione veicolare. I principali percorsi automobilistici, come la strada provinciale n. 300 del Passo di Gavia, da Biella a Cossato, in particolare, e, in misura diversa, la strada statale n. 142 Biellese, Biella-Cossato (strada dei laghi), risentono di queste inadempienze. Altre arterie fanno da corollario alle linee principali, svolgendo una importante funzione di servizio oltre che turistica, per la possibilità che offrono di ammirare le bellezze paesaggistiche. La strada statale n. 232 Panoramica Zegna, progettata e finanziata da Ermenegildo Zegna negli anni Trenta, attraversa interamente l’Oasi e contemporaneamente mantiene un collegamento tra Trivero e Antrate nel Canavese. Mentre a sud la strada statale n. 143 Vercellese costeggia il lago di Viverone e la strada statale n. 232, ricongiungendosi alla strada statale n. 338 di Mongrando, Biella-Mongrando, stabilisce un percorso viario che conduce fino alla Serra. L’autostrada A4 Torino-Milano-Trieste, la A26 Voltri-Gravellona Toce, la A4/5 Ivrea-Santhià e la A5 Torino-Ivrea-Aosta non toccano la provincia ma sono ugualmente raggiungibili attraverso i vari snodi viari. Per ciò che riguarda la comunicazione su rotaie, questa è garantita dalle linee ferroviarie Biella-Rovasenda-Novara e Biella-Santhià , che attraversano il territorio provinciale, nonché dalle linee Chivasso-Aosta-Prè Saint Didier, Santhià -Rovasenda-Romagnano Sesia-Arona e Vignale-Romagnano Sesia-Varallo Sesia, che lo lambiscono. I collegamenti aerei sono garantiti dagli aeroporti di Torino/Caselle e Milano/Malpensa; quelli marittimi dal porto di Genova. Storia. I primi abitanti del biellese furono, già in epoca preistorica, popolazioni liguri e celtiche provenienti dalla Gallia. Dedite alla caccia e alla pesca e successivamente alla pastorizia, si stanziarono vicino ai corsi d’acqua, soprattutto nelle regioni subalpine e collinose, come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici. Un altro gruppo di popolazioni liguri, i Vittimuli, sviluppò l’attività di sfruttamento dei giacimenti auriferi dell’Elvo, continuata in epoca romana. Durante l’espansione romana, infatti, l’attuale capoluogo di provincia era già un fiorente centro abitato, le cui origini, incerte ma sicuramente antichissime, sembrano risalire alla II età del ferro, mentre il documento scritto pi๠antico nel quale viene menzionata Biella è un diploma risalente al Sacro Romano Impero, con il quale gli imperatori nell’826 effettuano una donazione, da parte di Carlo il Grosso, della “Corte di Biella” (che comprendeva gli attuali comuni di Salussola, Biella e Sostegno) alla chiesa di Vercelli. Nel X secolo il territorio provinciale subisce le aggressioni delle popolazioni barbariche e per tale ragione la città di Biella viene cinta dalle prime mura di difesa. Nonostante ciò, nella stessa epoca, la città incominciava ad acquisire le caratteristiche di importante centro civile e luogo di mercato, favorito dall’intervento nel 1160 del vescovo di Vercelli Uguccione, il quale concesse, onde evitare la separazione della città dalla chiesa di Vercelli, alcuni privilegi che consentirono lo sviluppo della parte alta della città (Biella Piazzo). Il progresso economico si amplifica nel Seicento con l’espansione demografica e prosegue fino all’Ottocento interessando gran parte dell’attuale territorio provinciale. Il secolo XIV è caratterizzato da una lunghissima serie di guerre locali tra guelfi e ghibellini, cui si aggiungono i saccheggi e le devastazioni operate dai vercellesi per l’opposizione della popolazione biellese alla vendita, effettuata dal legato pontificio Gregorio di Montelungo, al comune di Vercelli di numerose terre della regione. Tra il 1303 e il 1304 si ha la prima crociata contro i Dolciniani, che interessa soprattutto la parte nord dell’attuale territorio provinciale. E al dominio dei vescovi succede un’alternanza tra la signoria viscontea e quella sabauda fino al 1379, anno in cui si attesta in maniera stabile il dominio di casa Savoia, che coinvolge quasi tutti i comuni del biellese con la nomina ufficiale, da parte di Carlo Emanuele I, della città di Biella a “capoluogo” di provincia fra le 12 presenti nella regione. Tra il 1494 ed il 1557 il territorio biellese è percorso dalle truppe francesi e spagnole subendo spaventosi saccheggi e devastazioni. Si aggiungono le epidemie della peste, che durante il XVI secolo gettano nella pi๠profonda miseria la popolazione superstite. Il secolo successivo fu, per i principali centri del biellese, teatro di scontri tristemente famosi, scatenati dalla stessa corte sabauda fra i fautori della supremazia francese e quelli della spagnola. Tra il 1700 e il 1797 Biella fu occupata dai francesi. Lo stesso periodo vede come protagonisti i moti di rivolta dei contadini, duramente repressi dalla casa reale sabauda. Pi๠tardi, nel 1859, durante la seconda guerra di indipendenza, il territorio fu occupato dalle truppe austriache e nello stesso anno Biella viene inserita nella provincia di Novara, perdendo la sua posizione di capoluogo. Nel 1927 entra a far parte della provincia di Vercelli e lo rimarrà fino al 1996, anno in cui si riappropria nuovamente del titolo. L’attuale territorio provinciale continuò ad essere teatro di scontri fino ai giorni nostri. Durante l’ultima guerra mondiale anche nelle colline del biellese si svolse intensa la lotta partigiana. Struttura socio-economica. La maggior parte dell’attività economica biellese è basata sull’industria tessile. L’origine di questa risalirebbe addirittura al 500 a.C. Alcuni rudimentali attrezzi di tessitura, rinvenuti nel Parco della Burcina, testimonierebbero la pratica di attività legate alla tessitura da parte delle popolazioni celtiche che occupavano questi territori. In epoca medievale sorsero a Biella i Collegi dei lanaioli e dei tessitori, che si estesero, con il tempo, a tutto il territorio della regione. L’attività manifatturiera acquisà¬, in questi luoghi, già prima dell’avvento delle macchine, caratteristiche imprenditoriali di tipo industriale. Nel XVIII secolo il biellese contava 75 lanifici che all’inizio del secolo successivo, con l’utilizzo delle macchine, arrivarono a 225. Oggi, l’industria laniera registra una crescita dovuta soprattutto all’incremento delle esportazioni. Tale incremento riguarda non solo l’esportazione del settore laniero dei filati in lana, per cui la provincia vanta il primato, ma si riferisce anche ad altri tipi di filati. Anche il settore meccano-tessile, in seguito all’aumento delle esportazioni, negli ultimi anni mostra un aumento del suo fatturato, mentre un cenno a parte merita la fabbricazione dei cappelli, un tempo molto diffusa, oggi ridotta ad un unico cappellificio in comune di Sagliano Micca. Anche il settore edilizio, secondo in ordine di consistenza occupazionale, unitamente a quello dell’artigianato e del turismo, negli ultimi anni dimostra una costante crescita. Quello turistico, in particolare, registra un aumento delle strutture ricettive, soprattutto extra-alberghiere, come: campeggi, agriturismi e “bed & breakfast”. Una maggiore affluenza turistica si registra soprattutto intorno ai luoghi di pellegrinaggio, come nella zona dell’Oropa, dove si trova il famoso santuario. Sempre nella zona, sul Monte Mucrone, si praticano gli sport invernali, che attirano la maggior parte dei turisti provenienti dalla Francia e dalla Germania, paesi con cui la provincia intrattiene stretti rapporti commerciali. Piuttosto stabile è il settore terziario. Il settore agricolo, tradizionalmente poco redditizio (cosଠcome la pastorizia, diffusa nelle zone montane), trova nella viticoltura una sua rivalsa grazie all’elevato standard qualitativo dei vitigni che hanno consentito negli ultimi anni l’incremento della produzione di vini Doc e Docg, come il Bramaterra e il Lessona. Rimanendo nel settore, risultano in notevole crescita le attività legate alla floricoltura, sebbene non vantino la medesima tradizione di altre provincie del Piemonte.

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE Dal punto di vista prettamente naturalistico-morfologico il territorio provinciale appare estremamente variegato e complesso: la cornice montana a nord-ovest e l’arcata del sistema vallivo intorno al capoluogo, unite per ampi tratti dalla cerniera discontinua delle colline; si conclude a sud con l’algida monotonia delle risaie. Ma queste aree, altamente differenziate nella morfologia territoriale, mostrano dal punto di vista insediativo ben nette omogeneità , rappresentate dai maggiori nuclei urbani, nonché principali centri amministrativi di riferimento: Biella e Cossato. I numerosi corsi d’acqua che irrorano la zona hanno favorito, già dall’antichità , l’insediamento e il sorgere delle attività tipiche della provincia. I vari nuclei urbani che nascono intorno ai centri economici principali vanno a delineare quelli che ora si possono considerare i due ambiti sub-provinciali. Questa divisione, quindi, può definirsi in base a criteri di ordine storico-economico ed insediativo piuttosto che naturalistico-morfologico. Territorialmente, comunque, le due aree urbane di Biella e Cossato, sono approssimativamente delimitate da un rilievo collinare di notevole importanza. Distretto di Biella: Andorno Micca, Benna, Biella, Borriana, Callabiana, Camburzano, Campà¬glia Cervo, Candelo, Cavaglià , Cerrione, Donato, Dorzano, Gaglià nico, Grà glia, Magnano, Massazza, Miagliano, Mongrando, Muzzano, Netro, Occhieppo Inferiore, Occhieppo Superiore, Pettinengo, Piedicavallo, Pollone, Ponderano, Pralungo, Quittengo, Ronco Biellese, Ròppolo, Rosazza, Sagliano Micca, Sala Biellese, Salussola, Sandigliano, San Pà olo Cervo, Selve Marcone, Sordèvolo, Tavigliano, Tollegno, Torrazzo, Verrone, Villanova Biellese, Viverone, Zimone, Zubiena, Zumà glia. Distretto di Cossato: Ailoche, Biòglio, Brusnengo, Camandona, Caprile, Casapinta, Castelletto Cervo, Cerreto Castello, Còggiola, Cossato, Crevacuore, Crosa, Curino, Gifflenga, Lessona, Masserano, Mezzana Mortigliengo, Mosso Santa Maria (oggi Mosso), Mottalciata, Piatto, Pistolesa (oggi in Mosso) Pòrtula, Pray, Quaregna, Soprana, Sostegno, Strona, Ternengo, Trivero, Valdengo, Vallanzengo, Valle Mosso, Valle San Nicolao, Vèglio, Vigliano Biellese, Villa del Bosco. DISTRETTO DI BIELLA Territorio. L’area che si sviluppa intorno al capoluogo presenta una morfologia differenziata: dalle cime montuose delle Prealpi Biellesi alle ricche colline, alle arse pianure. àˆ irrorata da numerosi corsi d’acqua da cui si irradiano altrettanto numerosi torrenti e canali. I principali sono l’Elvo e il Cervo -quest’ultimo nasce dal lago della Vecchia, il bacino montano pi๠grande del biellese-, il torrente Oremo, originario delle pendici del monte Muanda, il torrente Viona e Ingagna, il rio Ottima, che nasce dal lago della Vecchia e sfocia nel fiume Sesia, il torrente Olobbia. A sud del comprensorio si trova il bacino lacustre del lago di Viverone (230 m): alimentato da sorgenti sotterranee, non ha emissari; le sue rive vengono sfruttate turisticamente e nelle sue acque nuotano coregoni, lucci, pesci persici, arborelle. Il lago è anche di notevole interesse archeologico: in esso sono state individuate diverse palafitte sommerse appartenenti all’età del bronzo. Nelle vicinanze si trova il lago di Bertignano, anch’esso alimentato da sorgenti sotterranee, e uno stagno il Purcarel, nelle cui acque si possono ancora scorgere i resti di un antico villaggio di circa 3.000 anni fa. A questi si aggiungono numerosi laghetti e piccoli torrenti montani. Il paesaggio è molto vario. Alle aree propriamente urbane si alternano ridenti zone adibite a frutteto e vigneto, mentre le pendici montane sono rivestite di faggete e castagni, inframmezzati da verdi pascoli; quelle collinari sono coperte di acacie, noccioli, olmi. Si distingue, a sud di Biella, la Riserva Naturale della Bessa. Anche una buona parte dell’altopiano selvaggio e suggestivo della Barragia rientra in questo ambito (Candelo). Si tratta di un’area di depositi alluvionali, sedimentati in ambiente deltizio, cioè al limite tra terraferma e mare. L’arco montano circonda il capoluogo con le vette della Colma di Mombarone, del monte Mucrone, del Mars, del Tovo, Cresto la Punta dei Tre Vescovi e il Monte Rosso; le Cime di Bo, dell’Asnas e di Bonom. Comunicazioni. La strada statale n. 338 di Mongrando stabilisce, a sud di Biella, un collegamento con l’omonimo comune, attraversa la Serra al confine con la provincia di Torino, ricongiungendosi a sua volta alla strada statale n. 143 Vercellese. Quest’ultima da Ivrea (TO), costeggiando il lago di Viverone, si spinge fino a Vercelli. Sempre da Biella, in direzione nord, la statale n. 144 di Oropa conduce al santuario della Madonna di Oropa, da dove, attraverso percorsi secondari, si può arrivare all’Oasi Zegna in Alta Valle Cervo. L’oasi si può meglio raggiungere lungo la strada statale n. 232 Panoramica Zegna, che la percorre interamente. Il collegamento con Cossato, invece, è dato dalla strada provinciale n. 300 del Passo di Gavia e dalla superstrada Biella-Cossato, strada statale n. 142 Biellese. Le linee ferroviarie presenti in questo ambito sono la Biella-Rovasenda-Novara e la Biella Santhià . Storia. I ritrovamenti archeologici rinvenuti nel Parco della Burcina, nel maggio 1959, portarono alla scoperta dei resti di un castelliere gallico risalente alla seconda Età del Ferro. Altri ritrovamenti, a sud di Biella (Dorzano), di epoca romana, testimoniano la presenza di altri popoli come i Vittumuli. Di notevole interesse i resti di età preistorica rinvenuti presso il lago di Viverone: si tratta di palafitte risalenti all’età del bronzo, come testimoniano i manufatti in prossimità delle stesse. Quest’area del Biellese subଠdi fatto tutte le vicende storiche che coinvolsero il territorio provinciale: dalle invasioni barbariche alle scorrerie francesi e spagnole, dal dominio dei vescovi di Vercelli a quello sabaudo, per finire con le vicende sanguinose dell’ultima guerra mondiale. Ma, in particolare, caratteristica delle vicende di quest’area del Biellese è quella delle lotte fra i piccoli e grandi feudatari che si contesero queste terre. Tra le famiglie che dominarono la zona si ritrovano: i Fieschi, i Ferraris, i Cavaglià , i Ferrero, gli Avogadro, i Gattinara e molti altri. La zona, infatti, pullula di castelli-fortezze, collocati nei punti strategici, a difesa dei vari feudi. Fa eccezione, a questo proposito, il “Ricetto” di Candelo, struttura fortificata tardo-medievale realizzata dalla comunità contadina locale senza alcun intervento feudale, su un fondo prima proprietà dei nobili Vialardi di Villanova e poi riscattato dalla cittadinanza. In origine il Ricetto doveva fornire protezione stabile ai prodotti della comunità (soprattutto granaglie e vino), successivamente divenne un rifugio anche per la popolazione. Diversamente, altri ricetti presenti nel territorio fungevano solamente da magazzino per le derrate alimentari. Struttura socio-economica. àˆ proprio nel cuore di quest’area, nel Parco della Burcina, che furono rinvenuti nel 500 a.C. alcuni rudimentali attrezzi di tessitura. Ciò testimonia della tradizione economica del territorio, fondata sulla tessitura, che a Biella e dintorni si specializza in particolare nel settore laniero. Negli anni pi๠recenti, i processi di crescita urbana hanno interessato le direttrici radiali della pianura, dando luogo, a valle di Biella, ad un ambito insediativo a marcata caratterizzazione produttiva e commerciale. Anche la Bassa Valle Cervo oggi è sede delle attività produttive e dei maggiori insediamenti residenziali. Assai diversa è la situazione che si presenta nell’Alta Valle Elvo, a sud del Mucrone, dove per gli estesi pascoli permane un’economia di tipo agro-alimentare e soprattutto zootecnica. La pecora biellese e la pezzata rossa d’Oropa sono due specie autoctone, una ovina e l’altra bovina, di grande pregio. Le altre attività riguardanti il comprensorio si riducono al settore edilizio, che nel comune di Sandigliano vanta tradizione costruttiva con antiche tecniche di edificazione. Una menzione spetta anche alla lavorazione del ferro di Mongrando e di Netro, per finire con il ricordo della ricerca dell’oro presso il fiume Elvo, nella Bessa, già praticata in epoca romana. Il turismo, settore attivo, si concentra: nella zona dell’Oropa per il famoso santuario e per la vicinaza con la vetta del Mombarone; presso i bacini lacustri come il lago di Viverone, dove viene praticata la pesca; e in prossimità delle suggestive riserve e dei pittoreschi borghi. DISTRETTO DI COSSATO Territorio. L’area che si sviluppa intorno a Cossato è fortemente caratterizzata dagli insediameti della industrializzazione storica del fondovalle, percorso dall’energia motrice dell’acqua, fornita dai corsi fluviali a carattere prevalentemente torrentizio; tra questi si annoverano: lo Strona, sulle cui sponde nasce Cossato, il Sessera, da cui si dirama il Ponzone. Articolazioni significative sono le colline del Mortiglienco, nella bassa Valle Strona, e le montagne che fanno da cornice a Trivero -da ovest ad est-: le cime di Bonom, dell’Asnas, di Foggia; il monte Barone, il monte Solivo, il monte Frascheia: bellezze che si possono ammirare dall’interno del grandioso parco naturalistico e botanico dell’Oasi Zegna, voluta e realizzata da Ermenegildo Zegna nel 1939. Il suo territorio è ricco di pini, abeti, rododendri ed ortensie e abitato da lepri, scoiattoli, tassi e altre particolari specie faunistiche come un rarissimo coleottero dai colori iridescenti, il “Carabus olympiae”, scoperto nei dintorni del Boschetto Sessera, simbolo dell’Oasi. Le pendici collinari del comprensorio, invece, oltre ad essere caratterizzate da un intensivo insediamento, sono riconoscibili per le ampie coltivazioni viticole, specie nei dintorni di Masserano e Lessona, lungo le coste della Sesia. Sempre in questi pressi il paesaggio collinare si fa particolarmente suggestivo per il rosso ed eroso suolo di porfido delle “Rive Rosse”, rivestite ora da querce e castagni ora da ridenti vigneti fra i pi๠pregiati d’Italia. Anche la fascia barragiva compresa in questo ambito è quella dei giacimenti fossiliferi del periodo pliogenico. Comunicazioni. Intorno al principale tracciato viario che unisce Biella a Cossato, la strada provinciale n. 300 del Passo di Gavia, si sviluppa una fitta rete viaria secondaria che, attraversando perpendicolarmente il territorio, mette in comunicazione i centri urbani di fondovalle. La strada statale n. 232 Panoramica Zegna, incide il territorio in direzione sud-nord; dallo snodo con la strada statale n. 142 Biellese, provenendo da Vercelli, si può risalire per la Valle di Mosso dove la strada si biforca in due direzioni: a ovest verso Biella e a nord-est verso Crevacuore, in alta Valle Sessera. La stessa, a nord, attraversa interamente l’Oasi e, trasformandosi nella famosa “Panoramica Zegna”, crea un suggestivo “trait-d’union” tra i due ambiti sub-provinciali, soprattutto per quanto riguarda la Valle Sessera, altrimenti penalizzata a causa della sua posizione geografica. La linea ferroviaria presente nel territorio è la Biella-Rovasenda-Novara. Storia. I suggestivi comuni arroccati sui lievi pendii, con i loro borghi antichi, fanno pensare all’origine molto antica di questi territori. Infatti, anche in quest’area del Biellese si ritrovano reperti archeologici di epoca romana, tra cui una necropoli del II secolo d.C., proprio nell’attuale Cossato. E a Mortigliengo si narra di una sanguinosa battaglia in cui i romani sterminarono i cimbri nel 101 a.C. Principalmente fu, per molti secoli, feudo della famiglia Avogadro, in ricordo dei quali oggi rimangono palazzi e fortezze. Alla nobile famiglia, con vari intervalli, si succedettero i Fieschi e altri signori della zona; mentre l’area di Masserano restò feudo pontificio e principato con una sua zecca e un organismo politico a sé stante. Ma, nonostante le traversie della storia locale, anche questo comprensorio fu inglobato nei domini dei vescovi di Vercelli e, successivamente, dei Savoia, come del resto tutto il territorio provinciale e in parte, quello regionale. Durante il Medioevo, poi, molti agglomerati, specie nella Valle Sessera, subirono gli atti vandalici della ribellione dolciniana, fino ad esserne distrutti. La storia della resistenza, infine, completa il quadro degli eventi che drasticamente segnarono la memoria collettiva di questi luoghi. Struttura socio-economica. Gli insediamenti localizzati nel fondovalle, unitamente a quelli di versante e di crinale, ospitano in Valle Strona una quota altamente rilevante delle attività manifatturiere tessili. La valle trova nei centri di Vallemosso e Mosso Santa Maria i principali riferimenti organizzativi e istituzionali, nonché sedi di attività formative, mantenendo una rilevante relazione con il polo di Cossato. Qui, la tradizione industriale risale al tempo dei romani, quando i grandi lanifici del luogo, fornivano i tessuti per confezionare i “sagi”, rozzi mantelli usati dalle truppe dell’epoca. Il Triverese, in particolar modo, costituisce all’interno del comprensorio un polo produttivo storico, legando in modo significativo la propria fisionomia a carattere insediativo con un gruppo industriale di grande tradizione. Anche la Valle Sessera è largamente marcata dalla produzione manifatturiera e presenta, come buona parte dei quadri ambientali della provincia, episodi significativi di archeologia industriale, che hanno però in questa zona la maggiore concentrazione. Per ciò che concerne il settore agro-alimentare, merita senza dubbio una segnalazione la produzione vinicola, che ha in Lessona uno dei centri pi๠significativi. Famosa per l’omonimo vino, vanta, cosଠcome tutto l’ambito collinare, una tradizione storica molto antica, documentata da numerosi ritrovamenti di anfore vinarie e vasi di età romana. Successivamente la viticoltura di queste colline seguà¬, nel secolo scorso, le vicende legate alle ricche famiglie proprietarie dei terreni coltivati e che potevano disporre di cantine ben attrezzate. Un’altra patria del vino è Masserano, dove si produce il famoso Bramaterra, che sin dall’anno mille viene menzionato nei documenti storici, soprattutto quelli legati alla curia vercellese e al papato.

Comuni della Provincia

84 comuni
Ailoche
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Andorno Micca
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Benna
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Biella
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Villanova Biellese
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Viverone
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Zimone
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Zubiena
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Zumàglia
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Informazioni

  • Nome completo Biella
  • Sigla BI
  • Codice ISTAT 096
  • Regione Piemonte
  • Numero comuni 84

Date Storiche

Statistiche Comuni

  • Popolazione media 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m

Mappa Provincia

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Mappa dei comuni della provincia