Provincia di Cuneo

Piemonte - Sigla: CN

250 Comuni Codice: 004 Regione: 01

Descrizione

Territorio. Situata nell'area sud-occidentale del Piemonte, confina a ovest con la Francia, a nord con la provincia di Torino, a est con quella di Asti e con la ligure provincia di Savona, a sud ancora con la Francia e con la provincia di Imperia, anch'essa in Liguria. A quest'ultima regione appartengono geograficamente le sue zone pi๠meridionali, come i comuni di Alto e Caprauna. Nota come la provincia “granda”, per le sue notevoli dimensioni, conta oggi ben 250 comuni. La sua economia, prevalentemente di tipo agricolo, si sviluppa con notevole successo anche nella piccola e media industria, centrata soprattutto sulla lavorazione di prodotti alimentari. Benché molto estesa, è una provincia relativamente poco popolata, in parte a causa di un territorio per lo pi๠montuoso, anche se presenta nell'insieme una morfologia diversificata che gli conferisce un notevole appeal turistico: dalla vasta area montana alla rigogliosa area pianeggiante tra montagna e collina, dalle valli del Cuneese alle Langhe. La catena alpina, che circonda la provincia con le Alpi Liguri (dal colle di Cadibona al colle di Neve), le Alpi Marittime (dal colle di Neve al colle della Maddalena) e le Alpi Cozie (dal colle della Maddalena al colle della Traversetta), ha un'ampiezza di circa 40 km in linea d'aria, dallo spartiacque al bordo della pianura. La maggiore altitudine è raggiunta dal Monviso, con 3.841 metri s.l.m.; la minima è quella dell'alveo del fiume Tanaro (130 metri), nei pressi di Govona. Tutti i corsi d'acqua sono tributari del fiume Po, che nasce in località Pian del Re, nel comune di Crissolo, e sfocia nel mare Adriatico. Ospitano numerose specie di flora e fauna le riserve naturali presenti nel territorio: il Parco Naturale dell'Alta Valle Pesio e Tanaro; la Riserva Naturale dell'Oasi di Crava-Morozzo; la Riserva Naturale Speciale dei Ciciu del Villar; la Riserva Naturale Augusta Bagiennorum; la Riserva Naturale Sorgenti del Belbo. Lo stemma provinciale è suddiviso in quattro parti, corrispondenti agli antichi circondari. La prima parte raffigura la Croce Sabauda e rappresenta Cuneo; nella seconda parte è rappresentata la città di Alba da una croce in rosso e dalle quattro lettere che ne compongono il toponimo; la terza raffigura la lettera “S” con due delfini a rappresentanza dell'antica Saluzzo; la quarta, infine, rappresenta Mondovà¬, raffigurata con tre vette (Montis Regalis). Comunicazioni. Una efficiente rete serve capillarmente la provincia, laddove la morfologia del territorio lo consente, mediante infrastrutture di rilievo; e con l'ausilio di una rete secondaria è possibile stabilire un collegamento agevole anche per i centri minori. L'autostrada A6 Torino-Savona costituisce il tracciato principale, che, incidendo il territorio a sud delle Langhe, si protrae fino in Liguria. Allo stesso modo, la strada statale n. 20 del Colle di Tenda e di Valle Roja da Torino, attraversando il Saluzzese, può rappresentare un'alternativa al percorso. La statale n. 231 di Santa Vittoria attraversa le Langhe fino alla provincia di Asti e oltre, la n. 661 delle Langhe fa da trait d'union tra le Langhe e il Saluzzese, mentre la statale n. 29 del Colle di Cadibona in direzione sud ripercorre in parallelo il tracciato servendo i piccoli comuni. Le statali n. 564 Monregalese e la n. 22 di Val Macra mantengono, principalmente, il collegamento tra il Monregalese e il capoluogo e la n. 21 della Maddalena, in direzione ovest, costeggiando lo Stura di Demonte, attraversa il Colle della Maddalena per la vicina Francia. La provincia è intessuta inoltre da una rete minuziosa che si irradia dai maggiori centri urbani, riproducendo nei percorsi viari quattro ambiti territoriali. Le linee ferroviarie di maggiore rilievo sono: la Cuneo-Savigliano, la Cuneo-Bastà¬a Mondovà¬, la Cuneo-Ventimiglia (con una diramazione per Nizza), la Cavallermaggiore-Asti, la Torino-Savona e la Cuneo-Fossano, che hanno uno scalo nel capoluogo. La città di Cuneo è dotata di un aeroporto, che per la precisione ricade nel comprensorio di Savigliano, località Levaldigi; per i voli nazionali e internazionali si fa riferimento anche all'aeroporto Torino/Caselle; per le linee intercontinentali dirette si utilizza l'aerostazione di Milano/Malpensa. Il porto di maggiore rilievo si trova a Genova. Storia. Nella provincia sono stati rinvenuti materiali di notevole interesse archeologico attribuiti alla fase finale del Paleolitico superiore o ad un generico “paleomesolitico”, nei pressi di grotte, il cui ritrovamento risale a metà ‘800 soprattutto per quanto riguarda specie animali come l'orso delle caverne (Ursus Speleus Rosem). La presenza di insediamenti stabili neolitici è indirettamente testimoniata dal rinvenimento di lame levigate in pietra verde alpina indirizzata a pratiche di tipo agricolo. Mentre non risultano note testimonianze relative alla prima età dei metalli, sono stati ritrovati, agli inizi del ‘900, resti materiali di un antico centro romano, Balneorum, il cui nome rimanda ad un luogo termale. Nel Medioevo gran parte della provincia fu feudo dei discendenti di re Arduino. Successivamente fu infeudata, con vicende alterne, dagli Angioini, dai Visconti e dai Savoia. Ma gli storici, per gli effetti economico-sociali che ne derivarono, attribuiscono un grande rilievo al fenomeno della peste che, a partire dal 1300 fino all'epilogo del 1631, decimò la popolazione del Cuneese, come del resto di gran parte d'Europa. Alla peste nera del 1300 seguirono numerose altre infezioni, dovute alla malnutrizione e alla scarsità di igiene. L'impotenza di fronte a questo tipo di calamità spinse il ricorso alla magia e alla superstizione, incentivando una assai triste fase storica popolata di persecuzioni quotidiane, tra diversità e marginalità . Tra il 1600 e il 1630 la provincia subଠalterne vicende belliche politiche e religiose. Queste ultime, le cosiddette guerre di religione tra cattolici e protestanti, contribuirono non poco ad aumentare un'instabilità che provocava, a quei tempi, forti riflessi sulle economie locali. A tutto questo si aggiunsero i fenomeni meteoologici, quali le prolungate siccità alternate a violenti temporali, che riducevano di molto la potenzialità dei raccolti, provocando forti carestie. Nel 1631 la peste terminò il suo corso devastante e il 6 aprile la pace di Cherasco concluse la guerra di successione con il ducato di Mantova. Occupata da Napoleone durante la campagna d'Italia (1797), tornò al regno di Piemonte e non visse pi๠vicende significative. L'emigrazione verso l'Argentina, tra la fine dell'800 e gli inizi del ‘900, segnò una fase cruciale di mutamento economico-sociale. Inoltre la provincia si distinse durante la resistenza, periodo in cui questi luoghi furono teatro di aspre vicende di lotta ma anche di coraggio e sacrificio. Struttura socio-economica. L'economia del Cuneese, tradizionalmente basata sull'agricoltura e sui settori affini come l'allevamento e la lavorazione di prodotti agricoli, subଠuna netta trasformazione a partire dall'avvento della rivoluzione industriale, tra ‘800 e ‘900, che vide sorgere, in prossimità delle vallate, le prime piccole industrie che progressivamente si sostituirono alle imprese artigiane, pur mantenendo, al contempo, la qualità della tradizione. Nello stesso periodo incomincia a prendere coscienza di sé il settore turistico, ancora oggi in piena espansione. Nel corso degli ultimi anni l'economia della provincia ha dimostrato nel complesso una crescita migliore delle previsioni. L'agricoltura, settore caratterizzante dell'economia del Cuneese, puntando sulla qualità riesce a mantenere produzioni agricole soddisfacenti, con prezzi competitivi sul piano internazionale. La viticoltura, settore trainante di primo piano, produce vini tra i pi๠pregiati d'Italia: è rinomata principalmente per Barolo e Barbaresco, entrambi provenienti da un vitigno autoctono, il nebbiolo. Barbera e Dolcetto, anche questi, come i primi, a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), completano il panorama fondamentale dei vini della provincia. Da segnalare, perché di antica tradizione, la coltivazione della patata e del porro in Valle Stura. Anche il comparto zootecnico vanta una grande tradizione, soprattutto relativamente ai bovini: se ha risentito, per buona parte, degli effetti negativi del fenomeno “mucca pazza”, ultimamente si può dire che se ne sia affrancato, grazie anche alla buona fama di cui gode il prodotto locale presso i consumatori su scala nazionale e internazionale. Anche la pastorizia ha un ruolo importante, per la presenza di particolari razze selezionate, come, fra gli ovini, la pecora sambucana delle Marittime. Il turismo è una risorsa storica ma in continuo divenire, grazie alle risorse naturalistiche, offerte sia dai paesaggi alpini sia da riserve e parchi naturalistici e archeologici, come dalle innumerevoli risorse storico-artistico-architettoniche di cui è ricco il Cuneese. Un'altra attività che fa ricorso alla tradizione è quella estrattiva di materiali di cava e in particolare di marmi del Monregalese. I risultati di una recente ricerca dimostrano l'uso dei marmi monregalesi sin dal periodo romano. Oggi l'attività estrattiva dei marmi può dare spazio a molte iniziative, come la trasformazione delle stesse in attività di tipo industriale o anche come il riutilizzo di antiche cave per il restauro di marmi storici in opera.

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE Per la vastità del suo territorio, nella provincia risultano compresenti ben quattro ambiti territoriali, ulteriormente differenziati al loro interno, che tuttavia mantengono sotto alcuni aspetti, storico-politici ma anche morfologici, evidenti omogeneità , risultando, cosà¬, chiaramente individuabili. In prevalenza, i confini tra i vari ambiti sono riscontrabili nelle vallate che movimentano il territorio e nei corsi d'acqua principali che vi scorrono. I quattro ambiti si sviluppano comunque intorno ai maggiori centri urbani. Al distretto di Cuneo, che rappresenta l'ambito centrale, fanno seguito: il Monregalese, che ha in Mondovଠil centro di riferimento; il Saluzzese, che trova una identità nella cittadina di Saluzzo, fulcro dell'antico feudo; mentre l'area delle “Langhe-Roero” nasce intorno ad Alba. Distretto di Cà¹neo: Accèglio, Aisone, Argentera, Beinette, Bernezzo, Borgo San Dalmazzo, Bòves, Busca, Canòsio, Carà glio, Cartignano, Castelletto Stura, Castelmagno, Celle di Macra, Centallo, Cervasca, Chiusa di Pèsio, Cà¹neo, Demonte, Dronero, Elva, Entrà cque, Gaiola, Limone Piemonte, Macra, Margarita, Mà rmora, Moiola, Montanera, Montemale di Cà¹neo, Monterosso Grana, Morozzo, Peveragno, Pietrapòrzio, Pradleves, Prazzo, Rittana, Roà schia, Robilante, Roccabruna, Roccasparvera, Roccavione, Sambuco, San Damiano Macra, Stroppo, Tarantasca, Valdieri, Valgrana, Valloriate, Vernante, Vignolo, Villà r San Costanzo, Vinà dio. Monregalese: Alto, Bagnasco, Bastà¬a Mondovà¬, Battifollo, Brià glia, Briga Alta, Capraà¹na, Carrà¹, Castellino Tà naro, Castelnuovo di Ceva, Ceva, Clavesana, Farigliano, Frabosa Soprana, Frabosa Sottana, Garèssio, Lèquio Tà naro, Lesegno, Là¬sio, Magliano Alpi, Mombasà¬glio, Monastero di Vasco, Monasterolo Casotto, Mondovà¬, Montaldo di Mondovà¬, Montezèmolo, Niella Tà naro, Nucetto, Ormea, Pamparato, Perlo, Pianfèi, Piozzo, Priero, Priola, Roburènt, Rocca de' Baldi, Roccaforte Mondovà¬, Sale San Giovanni, San Michele Mondovà¬, Scagnello, Torre Mondovà¬, Vicoforte, Villanova Mondovà¬, Viola. Saluzzese: Bagnolo Piemonte, Barge, Bellino, Bene Vagienna, Brondello, Brossasco, Caramagna Piemonte, Cardè, Casalgrasso, Casteldelfino, Castellà r, Cavallerleone, Cavallermaggiore, Cervere, Costigliole Saluzzo, Crissolo, Envà¬e, Fà ule, Fossano, Frà ssino, Gambasca, Genola, Isasca, Lagnasco, Manta, Marene, Martiniana Po, Melle, Monasterolo di Savigliano, Moretta, Murello, Oncino, Ostana, Paesana, Pagno, Piasco, Polonghera, Pontechianale, Racconigi, Revello, Rifreddo, Rossana, Ruffia, Salmour, Saluzzo, Sampèyre, Sanfrònt, Sant'Albano Stura, Savigliano, Scarnafigi, Torre San Giòrgio, Trinità , Valmala, Venasca, Verzuolo, Villafalletto, Villanova Solaro, Vottignasco. Langhe-Roero: Alba, Albaretto della Torre, Arguello, Baldissero d'Alba, Barbaresco, Barolo, Belvedere Langhe, Benevello, Bèrgolo, Bonvicino, Borgomale, Bòsia, Bossolasco, Bra, Camerana, Camo, Canale, Castagnito, Castelletto Uzzone, Castellinaldo, Castiglione Falletto, Castiglione Tinella, Cà stino, Ceresole Alba, Cerreto Langhe, Cherasco, Ciglié, Cissone, Corneliano d'Alba, Cortemà¬lia, Cossano Belbo, Cravanzana, Diano d'Alba, Dogliani, Feisòglio, Gorzegno, Gottasecca, Govone, Grinzane Cavour, Guarene, Igliano, La Morra, Lèquio Berria, Lèvice, Magliano Alfieri, Mango, Marsà glia, Mombarcaro, Monchiero, Monesà¬glio, Monforte d'Alba, Montà , Montaldo Roero, Montelupo Albese, Monteu Roero, Monticello d'Alba, Murazzano, Narzole, Nèive, Nevà¬glie, Niella Belbo, Novello, Paroldo, Perletto, Pezzolo Valle Uzzone, Piòbesi d'Alba, Pocapà glia, Priocca, Prunetto, Roà scio, Rocca Cigliè, Rocchetta Belbo, Roddi, Roddino, Rodello, Sale delle Langhe, Saliceto, San Benedetto Belbo, Sanfrè, Santa Vittòria d'Alba, Santo Stèfano Belbo, Santo Stèfano Roero, Serralunga d'Alba, Serravalle Langhe, Sà¬nio, Somano, Sommariva del Bosco, Sommariva Perno, Torre Bòrmida, Torresina, Trèiso, Trezzo Tinella, Verduno, Vezza d'Alba. DISTRETTO DI Cà™NEO Territorio. Comprende la fascia di territorio bagnata dallo Stura di Demonte, con caratteristiche territoriali differenziate al suo interno: una parte centrale, a carattere prevalentemente cittadino e di pianura, fa riferimento al capoluogo come polo amministrativo mentre una larga fascia prevalentemente montana ha in Borgo San Dalmazzo il suo referente amministrativo-burocratico principale. Il torrente Pesio, sulla parte orientale, segna un confine naturale con il Monregalese, mentre il Maira separa questo ambito dal Saluzzese. Addentrandosi a sud nella Valle Gesso, circondata dall'omonimo torrente, si spinge fino al confine francese, dove corsi d'acqua di modesta importanza, il Colletta, il Bousset e il Briale, confluiscono nel Gesso. Il bacino idrico pi๠ampio è rappresentato dal lago di Piastra; seguono i laghi della Sella e il Lago di Valscura. Il Lago di Claus e di Portette, al confine con la Francia, sono tutelati dal Parco Naturale Alpi Marittime, nata nel 1995 dall'accorpamento del Parco Naturale dell'Argentera con la Riserva Naturale di Palanfrè. Quest'ultima comprende, oltre alla faggeta plurisecolare, anche il vallone con i laghi omonimi. Molto suggestiva è, inoltre, la grossa risorgenza carsica, detta sorgente Dragonera, all'inizio del vallone di Fontanafredda, da cui sgorgano una spettacolare massa d'acqua e le sorgenti termali ai piedi del Monte Matto. Altri rilievi: la Cima della Lose a ovest, il monte Tenibres e la vetta dell'Ubac, la cima Pissousa a sud, il Nebius e il becco alto del Piz, ricoperti da boschi di castagno e da vasti pascoli alpini. In Valle Stura si trova il Monte Bersaio, popolato da vasti boschi di conifere, larici e pino montano. L'ambito territoriale del Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro è meta di significativo richiamo turistico. Altre aree protette presenti nel territorio sono: la Riserva Naturale dell'Oasi di Crava-Morozzo, istituita nel 1987 a tutela del Massiccio del Matguareis, la maggiore area carsica delle Alpi; la Riserva Naturale Speciale “Juniperus Phoenicea”, dove si ha la possibilità di percorrere un interessante itinerario naturalistico. Comunicazioni. La strada di interesse Europeo E 74 incide verticalmente questo ambito provinciale e, interessando i principali nuclei urbani (Cuneo e Borgo San Dalmazzo), prosegue fino al confine francese. Un'altra arteria perpendicolare è rappresentata dalla statale n. 589 dei laghi di Avigliana che costituisce il trait d'union con il Saluzzese, mentre altre arterie si diramano orizzontalmente, seguendo per lo pi๠i tracciati fluviali, come la statale n. 21 della Maddalena che, costeggiando lo Stura di Demonte, segna un percorso alternativo di collegamento con la vicina Francia. La statale n. 22 di Val Macra mette in comunicazione con la A6 Torino-Savona e, attraversando la Valle Maira, rimarca il confine naturale con il Saluzzese. Le stazioni ferroviarie di riferimento, lungo la linea Cuneo-Ventimiglia, sono quelle dei principali centri. Il collegamento aereo per quanto riguarda i voli interni è garantito dall'aeroporto di Cuneo/Levaldigi; per le linee intercontinentali dirette ci si serve dell'aerostazione di Milano/Malpensa. Il porto mercantile e turistico è a Genova. Storia. Anche questa zona fu sede di insediamenti sin dall'epoca romana, come testimoniano i numerosi reperti rinvenuti: soprattutto massi fluviali recanti brevi iscrizioni. Dopo la caduta dell'impero romano si aprଠalle invasioni barbariche, venendo assoggettata al dominio dei goti, dei longobardi e dei franchi. Successive attestazioni inerenti le sue vicende si hanno nel periodo medievale quando, nel X secolo, subଠgravissime distruzioni a opera delle bande saracene. Altre vicende riguardano la presenza di Manfredo I di Saluzzo e dei signori di Manzano, Brusca e Morozzo nonché quella dei Savoia, che ne tornarono in possesso al termine della parentesi napoleonica. Nel XVIII secolo subଠpesanti incursioni delle armate francesi e spagnole, per la presenza nel territorio di cave di piombo argentifero. Attiva è stata, inoltre, la partecipazione di questo distretto ai moti risorgimentali, per la creazione di uno stato unitario, e alla resistenza. Struttura socio-economica. L'agricoltura, praticata con successo grazie alle favorevoli caratteristiche del territorio, si articola in pi๠produzioni, delle quali le maggiori riguardano i cereali, la frutta, e i foraggi. Parte della popolazione si dedica anche alla zootecnia, prediligendo l'allevamento di bovini ma anche di suini e avicoli. In questa zona, in particolare, si alleva una razza ovina selezionata: si tratta della pecora sambucana (Valle Stura). Parte della popolazione di quest'area, per la presenza degli estesi boschi, si dedica alla silvicoltura, mentre i numerosi canali hanno favorito la realizzazione di impianti per lo sfruttamento dell'energia idroelettrica. L'industria, che contribuisce a elevare il reddito pro capite, è costituita da piccole aziende, operanti prevalentemente nei comparti alimentari: quello lattiero-caseario e quello della lavorazione e conservazione delle carni rimangono i pi๠diffusi, ma quello dolciario, in particolare, contraddistingue la zona per la lavorazione dei genuini prodotti del luogo come i prelibati marrons glacés e i famosi “cuneesi al rhum” (delizie al cioccolato). Fanno seguito i comparti: cartario, edile, elettronico, metallurgico, delle confezioni, dei materiali da costruzione, della lavorazione del legno e della pietra. A questi si affianca la fabbricazione di mobili e macchine per l'agricoltura. Il terziario, prevalentemente orientato verso il turismo, si compone di strutture ricettive che offrono ampie possibilità sia di ristorazione che di soggiorno, in prossimità delle molte località di interesse naturalistico, storico e artistico. Monregalese Territorio. Costituisce l'angolo pi๠vicino alla Liguria, con le sue vallate che si allungano a sud verso lo spartiacque delle Alpi Marittime. La natura variegata è protetta, anche in questa parte del Cuneese, da oasi e parchi. Dalle colline delle Langhe alle nevi delle Alpi, al verde delle pinete e dei prati, irrorata dalle acque dei numerosi torrenti di montagna, come l'Ellero, il Lurisia, il Corsaglia, ospita numerose specie faunistiche selvatiche. Di particolare fascino sono il lago di Pianfei e, tra le vette, il Monte Alpet, importante stazione sciistica, e il Monte Moro. Tra Mondovà¬, Rocca de' Baldi e Morozzo si estende l'Oasi di Crava: trecento ettari di particolare interesse naturalistico, soprattutto per gli amanti del bird-watching. Tra le Alpi Marittime si trova il Parco Naturale dell'Alta Valle Pesio e Tanaro, un'area protetta in uno spettacolare ambiente montano, tra cui spicca il Marguaréis, la cima pi๠elevata delle Alpi Liguri. Tutta la zona del Monregalese, inoltre, è interessata da fenomeni carsici. La Grotta di Bossea, in Val Corsaglia, è la pi๠importante dal punto di vista turistico per la ricchezza delle formazioni calcaree e per la grandiosità degli ambenti. Si caratterizza inoltre per la grande ricchezza di acque con numerosi laghi e spettacolari cascate. Nella grotta inoltre sono stati ritrovati importanti resti fossili. Infatti, è stato ricostruito ed esposto al suo interno lo scheletro dell'”Ursus Spelaeus”. Interessanti mete speleologiche sono anche la grotta del Caudano, in Val Maudagna, e quella dei Dossi, vicino a Villanova. Comunicazioni. La maggiore arteria è rappresentata dall'autostrada A6 Torino-Savona, che attraversa il distretto. Una fitta rete viaria si dipana a raggiera intorno al maggiore centro, Mondovà¬, assicurando la comunicazione con i vicini comuni e con i distretti adiacenti. La statale n. 22 di Val Macra, che si incrocia all'altezza di Rocca de' Baldi con la statale n. 28 del Colle di Nava, per Mondovà¬, stabilisce il collegamento pi๠diretto con l'autostrada A6 Torino-Savona. Sempre la statale n. 28 del colle di Nava, da Mondovà¬, in direzione nord, determina una via di comunicazione con le Langhe. Proseguendo verso sud si trova la strada statale n. 20 del Colle di Tenda e di Valle Roja che attraverso il colle di Tenda arriva fino alla Francia. Il collegamento ferroviario è assicurato dalla stazione di Mondovà¬. Per i voli nazionali si fa riferimento all'aeroporto di Cuneo/Levaldigi e per le linee intercontinentali a Milano/Malpensa. Struttura socio-economica. Per la sua centralità rispetto all'Europa, l'economia del Monregalese, sin dai tempi pi๠remoti, è stata fortemente influenzata da antiche vie commerciali, percorse, da sempre, dai popoli e da invasori di cui si sono assimilate in parte arti e tradizioni. Le attività strettamente tradizionali sono ovviamente quelle legate all'agricoltura e all'artigianato, antichi mestieri oggi testimoniati in musei etnici sparsi fra le vallate. Le attività costruttiva ed estrattiva rientrano negli antichi mestieri di questi luoghi, i cui antichi borghi ancora oggi vengono restaurati con i materiali originali della tradizione, come la pietra e il legno locali. Inoltre i famosi marmi di queste zone, il Verzino di Frabosa, l'Arenaria di Vicoforte, il Marmo bigio di Montecervetto, sono usati sia in Italia che all'estero in molte costruzioni di pregio. Oggi l'attività prevalente è il turismo, che, grazie alla spettacolarità di questi luoghi, si è sviluppato capillarmente in prossimità delle vette come delle oasi o dei numerosi centri d'arte di cui è ricchissimo il Monregalese. Nel corso degli ultimi anni, la ricettività si è dimostrata competitiva a livello sia nazionale che europeo e mondiale. Inoltre, la ricercatezza e la genuinità dei prodotti di queste vallate hanno incoraggiato un certo turismo di qualità . I vigneti delle Langhe sono rinomati per i vini che se ne ricavano, come il Dolcetto delle Langhe Monregalesi, per l'appunto, vino Doc dal colore rosso rubino e dal gusto asciutto e profumato. Un altro prodotto esclusivo della zona è il Raschera, formaggio di latte di vacca miscelato sapientemente con quello di pecora o di capra. Anche il fungo porcino è tra le specie rinomate, cosଠcome il “tuber magnatum” o tartufo bianco. Storia. La pre-protostoria del territorio Monregalese è poco conosciuta soprattutto per mancanza di ricerche scientifiche. Le cavità carsiche, ad esempio, rilasciano, al momento, solo abbondanti resti di faune (es. “Ursus Spelaeus”). Anche età successive sono scarsamente documentate. Ma, durante il Neolitico, certamente gruppi umani si sono insediati in quest'area: lo si deduce dalla notevole quantità di lame levigate rinvenute, costruite in pietra verde. Per il periodo che precede la romanizzazione (età del Ferro) le testimonianze sono meglio conosciute. Luoghi di insediamento infatti sono stati individuati in molte località della zona. Questa, poi, fu sottomessa ai Romani come il resto della regione, e del periodo non sono rimaste che sporadiche tracce. Le invasioni barbariche, che interessarono anche le Alpi Marittime alla caduta dell'impero romano, favorirono vari spostamenti e insediamenti abitativi nelle alte valli. Tra il III ed il IV secolo, pastori di origine occitana cominciarono a stabilirsi sulle pendici settentrionali del Monte Moro e nelle zone adiacenti. Tra il 950 e il 975 le valli dovettero subire le scorrerie dei saraceni, la cui presenza si può arguire, pi๠che dai ritrovamenti, dai nomi di luoghi e dalle leggende locali. Dopo l'anno Mille anche queste valli parteciparono alla fioritura generale dell'economia e della cultura. Dalla seconda metà del XII secolo divenne centro di irradiazione del popolamento e dell'agricoltura la Certosa di Casotto. Allora sorgono nuovi paesi; e da vari atti del X, XI, o al pi๠tardi XII secolo sono ricordati molti abitati della zona menzionati come fonti di notevole reddito per l'uso dei pascoli in quota. Con il fiorire delle autonomie comunali, il Monregalese godeva di una notevole autonomia, cui dovette rinunciare con l'arrivo dei Savoia nel XV secolo: questi cercarono di eliminare i privilegi di cui godeva la comunità monregalese, con vari mezzi anche violenti. Tre secoli dopo, l'esercito francese occupava -preludio alla successiva avanzata di Napoleone- vaste zone di questo versante della provincia. La rivoluzione industriale, infine, non mutò eccessivamente quegli scorci che tutt'oggi possiamo ammirare, mentre continua a svilupparsi con successo l'industria turistica. Saluzzese Territorio. Nonostante l'insediamento dell'uomo tanto capillare, l'ambiente del Saluzzese offre numerosi motivi d'interesse naturalistico. Comprendendo ampie aree di tre valli, Po, Bronda e Infernotto, che convergono nella pianura saluzzese, la zona trova il suo nucleo centrale nel massiccio del Monte Bracco (1.307 metri), quasi un'isola rocciosa che si alza da un mare di campi coltivati; e risalendo per l'alta valle troviamo il Monviso (3.841 metri), la montagna dalla forma imponente e punto di riferimento delle Alpi Cozie, dalla cui cima si può ammirare tutta la pianura piemontese. Il paesaggio è prevalentemente quello collinare delle basse Langhe, dominato dalle rinomate colture viticole e completato pi๠in alto dal mosaico dei boschi, prati e coltivi su una conformazione geologica, caratterizzata da strati paralleli di arenarie e marne, originatesi da antichi depositi marini del Terziario. Il complesso è segnato da tre incisioni corrispondenti ai corsi d'acqua principali che l'attraversano: il Belbo, il Bormida di Millesimo e l'Uzzone. Pian del Re, dove ha origine il Po, e della Regina sono mete naturalistiche di grande rilievo. All'interno dello stesso ambito territoriale si possono distinguere due principali sotto-ambienti naturalistici: il primo, a nord-ovest, è caratterizzato da una prevalenza di castagni e boschi di latifoglie; il secondo, a sud-est, pi๠ripido e secco, è coperto da boscaglie di roverella, orniello e pino silvestre. Anche quest'area ospita una riserva naturalistica dove crescono numerose specie arboree, arbustive e floreali, favorite dalle influenze climatiche provenienti dal vicino Mar Ligure. In prossimità dell'antica Augusta Bagiennorum è stata, di recente, istituita una riserva naturale dall'omonimo nome, dove unitamente alle bellezze naturalistiche si possono ammirare scavi archeologici della città romana. Comunicazioni. La rete viaria è rappresentata principalmente dalla statale n. 20 del Colle di Tenda e di Valle Roja, che incide verticalmente parte del territorio, dalla statale n. 662 di Savigliano per Saluzzo e dalla n. 589 dei Laghi di Avigliana, che attraversa la Valle Po e conduce al capoluogo. Da segnalare inoltre una rete viaria secondaria ma dalla particolare valenza storico-naturalistica e quindi turistica. Si tratta dei numerosi sentieri, di antichissima origine, custoditi in Valle Po. Il Parco Naturale del Po a fine 2001 ha iniziato i lavori di recupero e segnalazione della “Via del Sale”, percorso adattato alla sentieristica attuale presente nella media valle: nel medio evo fu una delle pi๠importanti vie attraverso cui l'antico Marchesato di Saluzzo e la Francia effettuavano i loro scambi commerciali. Con la realizzazione del Buco di Viso, la prima galleria nella storia delle Alpi, scavata a 2.800 metri di quota per volere del Marchese di Saluzzo Ludovico II negli anni 1475-80, l'importanza di questa rotta fu ampliata, con il sempre maggior transito di merci e derrate, in particolare il sale che proveniva dagli stagni del Marsigliese. Oggi la “Via del Sale” è un percorso di carattere escursionistico. Storia. I paesi che fanno parte del paesaggio storico del Monte Bracco hanno non solo affinità territoriali ma affondano le loro radici in una millenaria storia documentata, nell'ambito dell'antico marchesato di Saluzzo, che prende avvio dalla fondazione di importanti centri religiosi di epoca medievale. Il momento pi๠incisivo fu l'edificazione dell'Abbazia di Staffarda, a Revello, avvenuta nel XII secolo: un atto determinante per tutta l'area del Saluzzese, che prosegue, pochi decenni dopo, con la costituzione del monastero cistercense femminile di Riffredo, un forte riferimento religioso, politico ed economico per tutta la Valle Po e non solo. Ma anche l'antica Abbazia di Pagno testimonia vicende importanti, cosଠcome la Certosa di Monbracco, sopra Barge, segna un ulteriore collegamento tra le varie comunità della zona, nonostante la sua povertà economica. Si tratta di un intreccio di avvenimenti non solo locali, che nei secoli hanno portato il territorio in questione ad assumere connotazioni decisamente omogenee in molte delle sue caratteristiche: cultura, tradizione, economia. Molte importanti vicende di cronaca, a partire dall'anno mille, sono state raccolte dagli scritti del nobile Giovanni Andrea Saluzzo di Castellar, il quale, attraverso le pagine del suo diario il “Charneto”, scritto tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, ripercorre la storia di questi luoghi mettendo insieme i documenti relativi alle loro istituzioni. Assediata dai saraceni nel X secolo, passò sotto vari signori locali fino a che gran parte di quest'area non fu riunificata sotto il Marchesato dei Saluzzo. Per il resto, ricalca in gran parte le vicende che riguardarono l'intera provincia, dal dominio dei Savoia a quello spagnolo, per finire con il capitolo della resistenza. Struttura socio-economica. I processi storico-economici di questa parte della provincia sono deducibili, pi๠che da documentazioni scritte, da una serie di testimonianze incise nel paesaggio stesso, nelle risorse naturali. Il paesaggio, prevalentemente agrario, svelando le tracce di una economia del passato, ne suggerisce anche i futuri sviluppi, non solo per quanto riguarda il settore agricolo ma per tutta una serie di attività produttive, che riescono ad amalgamarsi armonicamente nell'ambiente. L'agricoltura trova la sua specializzazione nel settore frutticolo (Castellar, Pagno e Revello); sulla collina prevalgono la viticoltura, da cui si ottiene il vino “Quagliano”, l'olivicoltura e lo sfruttamento dei boschi per il legname e per le castagne. Anche se il castagno, oggi, rimane pi๠che altro un elemento paesaggistico, la castagna è la protagonista di molte sagre e incontri gastronomici. Sebbene non sia caratterizzante, anche l'allevamento di bovini e ovini viene ampiamente praticato in queste vallate. La millenaria attività estrattiva della pietra rimane qui molto fiorente e si distingue nella quarzite del Monbracco, che caratterizza ancora Barge, e nel pregiato marmo a “Gneis” nel vallone Gilba. Ma i vecchi mestieri non sono stati dimenticati, anche se molte imprese artigianali, operanti in vari settori, sorte un po' ovunque, seguono inesorabilmente il progresso tecnologico. Oggi, ad esempio, l'artigianato del legno resta in molti comuni l'attività principale, che viene svolta, seppure con l'ausilio dei moderni mezzi, mantenendo la qualità della tradizione. Langhe-Roero Territorio. àˆ un'area collinare, ricoperta di prati, vigne, rigogliosi pescheti, boschi di castagni e campi rossi di fragole. Le particolari colline, dai morbidi profili, caratterizzano il paesaggio di questa zona, che segue verso sud il percorso del fiume Tanaro, delimitata a est dal Bormida e dal Belbo nonché, a nord-est di Alba, dal Tinella, mentre il torrente Cherasca l'attraversa. Anche la zona del “Roero” -cosଠdenominata per i signori che ne ebbero per molto tempo il dominio- è compresa in questo ambito ed è anch'essa contraddistinta da un paesaggio collinare che rimane piuttosto uniforme sulla parte occidentale, sinuoso e contorto ad oriente. Lungo la dorsale di queste colline si distinguono le “rocche”, forre profonde e affilate che tagliano nel vivo la collina mettendone a nudo le stratificazioni del terreno. Comunicazioni. Le linee di percorrenza pi๠rilevanti, e che attraversano i principali nuclei urbani della zona, sono: la E74, che, ricongiungendosi alla E717, rappresenta un tracciato viario diretto con la Francia e con Torino, permettendo, inoltre, il collegamento con la provincia di Asti e il Monferrato; la statale n. 231 di Santa Vittoria, che in direzione sud crea un collegamento interno con le aree limitrofe del Saluzzese e del Monregalese; la statale n. 29 del Colle di Cadibona, che in direzione nord mette in comunicazione quest'area con il capoluogo piemontese e il suo hinterland, mentre a sud si trasforma in un percorso piuttosto tortuoso con la funzione prevalente di servizio per i piccoli centri, giungendo fino in Liguria. Altre strade minori mettono in comunicazione i numerosi nuclei urbani di cui è costellata l'intera provincia. Storia. L'area intorno ad Alba fu abitata sin dal neolitico e in epoca romana ma fu molto fiorente soprattutto in epoca medievale (è in questo periodo che le Langhe videro sorgere una miriade di castelli, chiese e abbazie); fu, però, anche teatro di vicende legate ad un periodo assai triste della storia. Il territorio delle Langhe, infatti, centro dell'eresia catara, assistette a penose persecuzioni, nonché a guerre di religione, con esiti devastanti anche sull'economia della zona. Subଠle invasioni barbariche, in particolare dei Visigoti, e, come d'altra parte il resto della provincia, le scorrerie saracene. Assoggettata agli angioini e conquistata dai Visconti, fu successivamente contesa tra francesi e spagnoli. Verso la metà del XVI secolo, venne assediata ed espugnata da questi ultimi. Nel XIII secolo, fu contesa dagli Acaia, dai Savoia, dai Monferrato e, ancora, dai Visconti e dai Savoia. L'area compresa tra il Bormida e il Tanaro, denominata Roero, fu feudo del vescovo di Asti e nel 1374 fu concessa da quest'ultimo a Guglielmo Roero che, insieme alla sua famiglia, dominò a lungo queste terre facendone un forte baluardo dell'area vescovile (la zona pullula di castelli, per la maggior parte appartenuti alla famiglia dei Roero). Ma i suoi discendenti, in epoca signorile, frazionarono il feudo, tanto che nella prima metà del Cinquecento il potere locale era diviso fra parecchi consignori. Anche quest'area della provincia fece da tragico scenario durante la resistenza, ispirando scrittori autorevoli che qui ebbero i natali. Struttura socio-economica. L'area delle Langhe e del Roero poggia su un'economia di tipo tradizionale sà¬, ma sviluppata secondo criteri attualissimi. Patria dello slow-food, coniuga amabilmente cultura e tradizione con strumenti all'avanguardia nel campo promozionale della diffusione. Come è noto, queste zone trovano una forte connotazione nei prodotti enogastronomici: i vini pregiati come il Barolo, il Barbaresco, il Dolcetto e l'Arneis nel Roero; il celebre tartufo bianco di Alba, famoso fungo ipogeo, tipico di questa zona, che custodisce caratteristiche che lo rendono unico in natura (oggi Alba è una delle capitali della gastronomia europea e mantiene la sua fama grazie anche alla celebrazione che si tiene ogni anno dal 1929, in occasione del raccolto del tartufo bianco). Il turismo in questo contesto è un veicolo trainante e al tempo stesso uno strumento necessario per l'accoglienza dei visitatori, provenienti da ogni dove.

Comuni della Provincia

250 comuni
Accèglio
Scopri
Aisone
Scopri
Alba
Scopri
Albaretto della Torre
Scopri
Alto
Scopri
Argentera
Scopri
Arguello
Scopri
Bagnasco
Scopri
Bagnolo Piemonte
Scopri
Baldissero d'Alba
Scopri
Barbaresco
Scopri
Barge
Scopri
Barolo
Scopri
Bastìa Mondovì
Scopri
Battifollo
Scopri
Beinette
Scopri
Bellino
Scopri
Belvedere Langhe
Scopri
Bene Vagienna
Scopri
Benevello
Scopri
Bèrgolo
Scopri
Bernezzo
Scopri
Bonvicino
Scopri
Borgo San Dalmazzo
Scopri
Borgomale
Scopri
Bòsia
Scopri
Bossolasco
Scopri
Bòves
Scopri
Bra
Scopri
Briàglia
Scopri
Briga Alta
Scopri
Brondello
Scopri
Brossasco
Scopri
Busca
Scopri
Camerana
Scopri
Camo
Scopri
Canale
Scopri
Canòsio
Scopri
Capraùna
Scopri
Caràglio
Scopri
Caramagna Piemonte
Scopri
Cardè
Scopri
Carrù
Scopri
Cartignano
Scopri
Casalgrasso
Scopri
Castagnito
Scopri
Casteldelfino
Scopri
Castellàr
Scopri
Castelletto Stura
Scopri
Castelletto Uzzone
Scopri
Castellinaldo
Scopri
Castellino Tànaro
Scopri
Castelmagno
Scopri
Castelnuovo di Ceva
Scopri
Castiglione Falletto
Scopri
Castiglione Tinella
Scopri
Càstino
Scopri
Cavallerleone
Scopri
Cavallermaggiore
Scopri
Celle di Macra
Scopri
Centallo
Scopri
Ceresole Alba
Scopri
Cerretto Langhe
Scopri
Cervasca
Scopri
Cervere
Scopri
Ceva
Scopri
Cherasco
Scopri
Chiusa di Pèsio
Scopri
Ciglié
Scopri
Cissone
Scopri
Clavesana
Scopri
Corneliano d'Alba
Scopri
Cortemìlia
Scopri
Cossano Belbo
Scopri
Costigliole Saluzzo
Scopri
Cravanzana
Scopri
Crissolo
Scopri
Cùneo
Scopri
Demonte
Scopri
Diano d'Alba
Scopri
Dogliani
Scopri
Dronero
Scopri
Elva
Scopri
Entràcque
Scopri
Envìe
Scopri
Farigliano
Scopri
Fàule
Scopri
Feisòglio
Scopri
Fossano
Scopri
Frabosa Soprana
Scopri
Frabosa Sottana
Scopri
Fràssino
Scopri
Gaiola
Scopri
Gambasca
Scopri
Garèssio
Scopri
Genola
Scopri
Gorzegno
Scopri
Gottasecca
Scopri
Govone
Scopri
Grinzane Cavour
Scopri
Guarene
Scopri
Igliano
Scopri
Isasca
Scopri
La Morra
Scopri
Lagnasco
Scopri
Lèquio Berria
Scopri
Lèquio Tànaro
Scopri
Lesegno
Scopri
Lèvice
Scopri
Limone Piemonte
Scopri
Lìsio
Scopri
Macra
Scopri
Magliano Alfieri
Scopri
Magliano Alpi
Scopri
Mango
Scopri
Manta
Scopri
Marene
Scopri
Margarita
Scopri
Màrmora
Scopri
Marsàglia
Scopri
Martiniana Po
Scopri
Melle
Scopri
Moiola
Scopri
Mombarcaro
Scopri
Mombasìglio
Scopri
Monastero di Vasco
Scopri
Monasterolo Casotto
Scopri
Monasterolo di Savigliano
Scopri
Monchiero
Scopri
Mondovì
Scopri
Monesìglio
Scopri
Monforte d'Alba
Scopri
Montà
Scopri
Montaldo di Mondovì
Scopri
Montaldo Roero
Scopri
Montanera
Scopri
Montelupo Albese
Scopri
Montemale di Cùneo
Scopri
Monterosso Grana
Scopri
Montèu Roero
Scopri
Montezèmolo
Scopri
Monticello d'Alba
Scopri
Moretta
Scopri
Morozzo
Scopri
Murazzano
Scopri
Murello
Scopri
Narzole
Scopri
Nèive
Scopri
Nevìglie
Scopri
Niella Belbo
Scopri
Niella Tànaro
Scopri
Novello
Scopri
Nucetto
Scopri
Oncino
Scopri
Ormea
Scopri
Ostana
Scopri
Paesana
Scopri
Pagno
Scopri
Pamparato
Scopri
Paroldo
Scopri
Perletto
Scopri
Perlo
Scopri
Peveragno
Scopri
Pezzolo Valle Uzzone
Scopri
Pianfèi
Scopri
Piasco
Scopri
Pietrapòrzio
Scopri
Piobesi d'Alba
Scopri
Piozzo
Scopri
Pocapàglia
Scopri
Polonghera
Scopri
Pontechianale
Scopri
Pradleves
Scopri
Prazzo
Scopri
Priero
Scopri
Priocca
Scopri
Priola
Scopri
Prunetto
Scopri
Racconigi
Scopri
Revello
Scopri
Rifreddo
Scopri
Rittana
Scopri
Roàschia
Scopri
Roàscio
Scopri
Robilante
Scopri
Roburènt
Scopri
Rocca Cigliè
Scopri
Rocca de' Baldi
Scopri
Roccabruna
Scopri
Roccaforte Mondovì
Scopri
Roccasparvera
Scopri
Roccavione
Scopri
Rocchetta Belbo
Scopri
Roddi
Scopri
Roddino
Scopri
Rodello
Scopri
Rossana
Scopri
Ruffìa
Scopri
Sale delle Langhe
Scopri
Sale San Giovanni
Scopri
Saliceto
Scopri
Salmour
Scopri
Saluzzo
Scopri
Sambuco
Scopri
Sampèyre
Scopri
San Benedetto Belbo
Scopri
San Damiano Macra
Scopri
San Michele Mondovì
Scopri
Sanfrè
Scopri
Sanfrònt
Scopri
Sant'Albano Stura
Scopri
Santa Vittòria d'Alba
Scopri
Santo Stèfano Belbo
Scopri
Santo Stèfano Roero
Scopri
Savigliano
Scopri
Scagnello
Scopri
Scarnafigi
Scopri
Serralunga d'Alba
Scopri
Serravalle Langhe
Scopri
Sìnio
Scopri
Somano
Scopri
Sommariva del Bosco
Scopri
Sommariva Perno
Scopri
Stroppo
Scopri
Tarantasca
Scopri
Torre Bòrmida
Scopri
Torre Mondovì
Scopri
Torre San Giòrgio
Scopri
Torresina
Scopri
Trèiso
Scopri
Trezzo Tinella
Scopri
Trinità
Scopri
Valdieri
Scopri
Valgrana
Scopri
Valloriate
Scopri
Valmala
Scopri
Venasca
Scopri
Verduno
Scopri
Vernante
Scopri
Verzuolo
Scopri
Vezza d'Alba
Scopri
Vicoforte
Scopri
Vignolo
Scopri
Villafalletto
Scopri
Villanova Mondovì
Scopri
Villanova Solaro
Scopri
Villàr San Costanzo
Scopri
Vinàdio
Scopri
Viola
Scopri
Vottignasco
Scopri

Informazioni

  • Nome completo Cuneo
  • Sigla CN
  • Codice ISTAT 004
  • Regione Piemonte
  • Numero comuni 250

Date Storiche

Statistiche Comuni

  • Popolazione media 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m

Mappa Provincia

Caricamento mappa...

Mappa dei comuni della provincia