Regione Calabria

5 Province 409 Comuni 0 Abitanti Codice: 18

Descrizione

La punta dello stivale è la decima regione italiana per estensione. L’assetto economico, interessato da un lento ma continuo sviluppo, vede oggi prevalere le attività  terziarie, sebbene l’agricoltura e lo sfruttamento del territorio in generale conservino un valore non trascurabile. Le vicissitudini storiche della regione hanno lasciato tracce sensibili nelle disomogeneità  tuttora presenti nel tessuto socio-culturale, caratterizzato dalla presenza di enclave etniche e linguistiche di origine piemontese, greca ed albanese, nonchà© da una certa differenza nel dialetto tra la parte meridionale e quella a nord di Catanzaro, influenzate rispettivamente dal dialetto siciliano e da quelli campano e lucano. Collegamenti. Una sola autostrada, la A3 Salerno-Reggio Calabria, attraversa la regione in tutta la sua lunghezza e rappresenta di gran lunga il principale asse viario regionale. Da questa, all’altezza della piana di Sant’Eufemia, si diparte il tronco che collega l’asse portante a Catanzaro. Nel sistema delle strade statali debbono essere menzionate in primo luogo la s.s. 18 Tirrena Inferiore e la s.s. 106 Jonica, che con andamento sostanzialmente regolare seguono il disegno delle coste rispettivamente tirrenica e ionica. Decisamente pi๠tormentato è invece il tracciato della s.s. 19 delle Calabrie che, seguendo la dorsale appenninica, ha costituito un elemento viario di riferimento essenziale prima della realizzazione dell’autostrada. Altre statali collegano i distretti regionali principali della regione e alcune di queste sono state tracciate di recente, nel quadro degli interventi di adeguamento infrastrutturale per la promozione dello sviluppo economico regionale. La rete ferroviaria conta principalmente sulle due linee litoranee, la Napoli-Reggio di Calabria e la Reggio di Calabria-Taranto, cui si aggiungono linee minori, gestite da aziende diverse dalle Ferrovie dello Stato; tra queste meritano di essere segnalate quelle che collegano i capoluoghi di Catanzaro e Cosenza, posti fuori dalle direttrici principali. A completare l’offerta di servizi di trasporto concorrono le autolinee destinate ai collegamenti regionali ed interregionali e chiamate a soddisfare la domanda di trasporto pubblico soprattutto nelle aree interne, dove la ferrovia non arriva. Il livello non eccezionale del trasporto pubblico terrestre, svantaggiato anche dalle condizioni del territorio, ha incentivato lo sviluppo del traffico aereo, che poggia attualmente sui tre aeroporti di interesse nazionale, situati a Lamezia Terme (CZ), Reggio di Calabria e Crotone, sorto pi๠di recente. Nel sistema portuale agli affermati scali di Reggio di Calabria e Villa San Giovanni (RC) tocca da sempre il compito vitale di garantire i collegamenti con la Sicilia, mentre i porti di Vibo Valentia e Crotone sono destinati a soddisfare per lo pi๠le esigenze degli insediamenti industriali, tanto della piana di Sant’Eufemia quanto della fascia ionica. Un cenno a sà© merita il porto di Gioia Tauro, davvero importante per gli investimenti che vi sono stati dedicati e per il volume di traffico raggiunto in pochi anni dalla sua entrata in esercizio. I centri di gravitazione per i servizi, il commercio e le strutture burocratico-amministrative sono essenzialmente i capoluoghi di provincia ed alcune località  interessate dallo sviluppo industriale -come l’area di Sibari ed il comprensorio lametino- o turistico. Territorio. La regione, in virt๠della sua particolare morfologia, si presenta come una penisola, lunga circa 250 km e molto stretta, tanto che nessun comune dista dal mare pi๠di 50 km. Meno del 10% della sua superficie si trova ad una quota inferiore ai 200 metri ed un complesso di sistemi montuosi caratterizza l’orografia a partire dal confine con la Basilicata, dove si trova il monte Pollino (m 2.248), fino allo stretto di Messina. Dal gruppo del Pollino parte la Catena Costiera, a ridosso del litorale tirrenico, che si sviluppa verso sud per una lunghezza di circa 80 chilometri. La fiancheggia, ad est, l’altopiano granitico della Sila (2.500 kmq), che culmina nel monte Botte Donato (m 1.928) e digrada ad est e a sud dando luogo ad un complesso collinare argilloso, il Marchesato. Procedendo verso sud-ovest, nella parte centrale, in corrispondenza della provincia di Catanzaro, le quote scemano rapidamente e la penisola si restringe fortemente, tanto che i due mari, Ionio e Tirreno, distano tra di loro soltanto 38 km tra i golfi di Squillace e di Sant’Eufemia. A sud dell’istmo catanzarese le montagne si innalzano di nuovo con la catena delle Serre fino a raggiungere i 1.423 metri del monte Pecoraro ed il crinale, che si sposta leggermente verso la costa ionica, culmina poi nel massiccio scistoso dell’Aspromonte (1.956 metri). Le pianure sono poco estese ma intensamente coltivate, grazie anche ad opportune opere di bonifica intraprese negli ultimi decenni: da nord verso sud si susseguono la piana di Sibari, quella di Sant’Eufemia e quella di Gioia Tauro. Il sottosuolo calabrese, ancorchà© non particolarmente ricco, si caratterizza per la presenza di manganese e salgemma al confine con la Basilicata; salgemma si trova anche tra le province di Cosenza e Crotone, dove si accompagna allo zolfo; ferro e caolino sono presenti su entrambi i versanti dell’Appennino immediatamente a sud del golfo di Squillace; piombo e zinco sono stati rilevati all’estremità  meridionale della regione, nella zona di Montebello Ionico. Lungo tutta la costa crotonese, tra le foci dei fiumi Tacina e Crati, si trovano giacimenti di gas naturale. La regione in generale, anche per la vicinanza agli impianti vulcanici attivi della Sicilia, è caratterizzata da una forte sismicità ; violenti terremoti l’hanno scossa causando danni gravissimi nel 1638, nel 1887 e nel 1905. Tre grandi ed importanti aree protette conservano da anni il patrimonio ambientale della regione: a nord il Parco Nazionale del Pollino, che investe il territorio di due regioni; nella parte centrale il Parco Nazionale della Calabria, a sua volta diviso un due nuclei per un totale di 12.690 ettari, il primo dei quali si trova nella Sila grande in provincia di Cosenza e l’altro nella Sila piccola, a cavallo tra le province di Catanzaro e Crotone. La terza area è costituita dal Parco nazionale dell’Aspromonte. La vegetazione è ricca e varia: lungo le coste e comunque dove il clima lo consente si trovano mirto e oleandro insieme alle coltivazioni di agrumi, agli oliveti e a specie alloctone come fico d’india, banano e agave; mano a mano che si sale di quota la vegetazione si dirada per tornare a farsi rigogliosa sulle cime dei monti, dove dominano il pino, l’abete bianco e il faggio. Il patrimonio boschivo è stato gravemente danneggiato nel corso degli anni da vasti e numerosi incendi, quasi sempre dolosi. Della natura del territorio risente ovviamente anche l’idrografia, con fiumi che hanno per lo pi๠regime torrentizio e molto irregolare (il termine “fiumara” vale ormai ad indicare i corsi d’acqua tipici della regione); quello di maggiore portata è il Lao, che sfocia nel Tirreno poco a sud di Scalea, ma sono ionici i fiumi pi๠lunghi e dal maggiore bacino idrografico (il Crati che ha la foce nel golfo di Corigliano, il Neto che si getta nel mare poco a nord di Crotone, ed il Corace, che sfocia nel golfo di Squillace). Clima. Si distinguono: il Massiccio centrale silano con altezze medie superiore a 1.000 metri orientato da N a S, una catena ugualmente orientata ma pi๠sottile in prossimità  della costa. La vallata di Caraffa a S divide il massiccio Silano dai rilievi ad orientamento SW-NE che si spingono fino alla estremità  meridionale della Calabria. In complesso i monti costituiscono una notevole barriera per le correnti da NW e SE. Situazioni meteorologiche pi๠marcate si hanno in inverno quando l’anticiclone delle Azzorre estende la sua influenza verso le isole britanniche e lungo le coste della Norvegia. Sull’Europa orientale e sull’Italia invece si ha una configurazione opposta, una vasta depressione allungata in senso meridiano. L’elemento predominante è rappresentato dall’aria artica che, attraverso impulsi via via pi๠freddi, scende dal Nord sull’Italia e sul Mediterraneo centrale. Le temperature registrano punte record da -4 ° a -6 ° sulla Calabria ed in generale su tutte le regioni meridionali italiane. L’aria relativamente pi๠calda del Mediterraneo costretta a scorrere su quella fredda, invorticandosi, genera abbondanti nevicate anche a basse quote. Tale situazione puಠpersistere anche 4-7 giorni. Venti forti di Maestrale con intense mareggiate si hanno specie lungo le coste tirreniche della Calabria. Attività  produttive. L’agricoltura in realtà  non ha mai potuto competere con quella di altre regioni: la terra da coltivare non è molta in una regione quasi priva di pianure e lo spazio lasciato libero dalle montagne, o recuperato grazie ad opportune opere di bonifica, è stato occupato da agrumi, olivo e vite. In particolare nel Marchesato si è affermata, accanto alla coltivazione del frumento, una produzione vinicola di successo, con marchi Doc molto apprezzati sul mercato nazionale, mentre nelle pianure di Lamezia Terme e Gioia Tauro sono maggiormente presenti il mais e gli alberi da frutta. Nelle attività  zootecniche prevalgono le specie ovine, seguite dai suini e dai bovini; la pesca è una risorsa meno rilevante per i calabresi che, avendo storicamente abitato soprattutto i centri dell’entroterra, non hanno mai dato vita ad una flotta peschereccia consistente, come invece è accaduto nella vicina Sicilia. L’industria fatica a decollare e le imprese presenti, da sempre insufficienti ad assorbire l’offerta di manodopera, si sono aggregate intorno ad alcuni distretti industriali soprattutto nelle aree di Crotone, Lamezia Terme e Reggio di Calabria. Tra i golfi di Squillace e di Corigliano, al largo delle coste crotonesi, si è dato vita ad una significativa attività  di estrazione di gas naturale dal fondo marino; l’energia, nonchà© la sua produzione e distribuzione hanno dato lavoro anche agli addetti alle centrali idroelettriche silane e alla gestione degli elettrodotti e gasdotti che attraversano la regione. L’artigianato merita una nota a parte per la grande diffusione avuta in passato e per il pregio di alcune sue lavorazioni. Soprattutto nei tessuti l’artigianato calabrese offre prodotti di notevole interesse: i velluti, i damaschi, gli scialli di seta ricamati hanno ornato i costumi tradizionali che ancora oggi si ammirano nelle feste popolari. Analisi statistica. Area sociale. Le statistiche culturali e sociali varie vedono la regione collocarsi, nel complesso, al di sotto delle medie nazionali. Occupa il diciottesimo posto per quanto riguarda la spesa pro-capite per spettacoli, manifestazioni sportive e trattenimenti vari e la sedicesima posizione per grado di istruzione con 182,5 laureati e diplomati per 1.000 abitanti contro i 211 della media italiana. àˆ la quindicesima regione per diffusione di periodici per abitante, con appena 31 copie contro le 66 della media nazionale. Area economica. L’apporto pi๠consistente al Prodotto Interno Lordo è dato dal terziario, con una percentuale del 76,7%, superiore ai valori medi nazionali; inferiori alle medie italiane sono le percentuali degli altri settori (18,4% per l’industria e 4,9% per l’agricoltura). Nella graduatoria dei conti economici pro-capite la regione occupa l’ ultimo posto per Prodotto Interno Lordo e il diciottesimo per i consumi. Con 246,9 occupati per mille abitanti si colloca al diciottesimo posto nella graduatoria italiana. Area demografica. Decima regione per numero di abitanti presenta il maggior numero di comuni (113) nella classe di ampiezza demografica che va dai 1.000 ai 2.000 abitanti. Oltre il 70% dei comuni ha una popolazione che non supera i 4.000 abitanti e la città  pi๠popolosa è Reggio di Calabria con oltre 177.000 abitanti. Nella graduatoria della vita media occupa l’ottavo posto per gli uomini (74,2 anni rispetto alla media italiana di 73,4) e il diciassettesimo per le donne (79,8 anni rispetto alla media italiana di 80 anni) mentre con un indice di vecchiaia pari a 69,2 (contro il valore nazionale di 96,57) è tra le regioni pi๠“giovani” d’Italia. Area ambientale. Secondo la zona altimetrica presenta una composizione montuosa per il 41,8% e collinare per il 49,2%; il 9% di superficie pianeggiante completa l’estensione territoriale della regione. Quasi il 99% del territorio è classificato, secondo il grado di sismicità , ad un livello medio-alto. Con oltre il 62% di costa balenabile si colloca al di sopra dei valori medi nazionali nella graduatoria della qualità  delle acque marine balenabili.

Storia

Rilevanti ritrovamenti di fabbriche litiche testimoniano come la regione sia stata abitata dall’uomo di Neandertal e poi, durante l’età  del ferro, da popolazioni autoctone che presentavano caratteri di affinità  con gli Iberi, i Liguri, i Siculi e la civiltà  villanoviana. Del popolo autoctono dei Bruzi restano tracce nella cultura e nella toponomastica locale. Dopo il 1500 a.C. la colonizzazione greca portಠalla fondazione di numerosi insediamenti: Lokri Epizephyrioi (Locri Epizefiri), Region (Reggio di Calabria), Metauros (Gioia Tauro), Medma (Rosarno), Kroton (Crotone), Laos (Marcellina), Hipponion (Vibo Valentia), Kaulonia (Monasterace), Terina (Sant’Eufemia), Crimisa (Cirà²), Sybaris (Sibari). Queste città  furono teatro di una civiltà  fiorente, quella della Magna Grecia, che raggiunse il suo apice durante il terzo secolo a.C., dopo aver combattuto le mire di Alessandro d’Epiro e di Agatocle da Siracusa. Secondo una ricostruzione condivisa, quest’area avrebbe dato il nome all’intero paese: il toponimo della regione, infatti, subଠuna lunga evoluzione: da Saturnia in Ausonia, Enotria, Tirrenia, Esperia ed infine Italia e soltanto dopo la colonizzazione romana valse ad individuare, sotto Augusto nel primo secolo d.C., l’intera penisola. All’espansionismo di Roma le genti calabre si opposero vanamente attraverso una strategia di alleanze che le portarono al fianco di Pirro prima e di Annibale poi. La resistenza dei Bruzi fu vinta dopo la seconda guerra punica, dando cosଠavvio alla fondazione di numerose colonie romane e alla realizzazione della via di collegamento tra la Campania e lo stretto di Messina. Dopo la caduta di Roma l’intera regione passಠin mano ai bizantini intorno al VII secolo e dovette difendersi dai longobardi e dai saraceni ma nà© Roma nà© Bisanzio esercitarono sulla regione un governo capace di promuoverne lo sviluppo economico e sociale. La situazione migliorಠcon il dominio normanno, nell’undicesimo secolo, che segnಠil tramonto della cultura ellenistica ed il recupero della latinità  anche nei riti religiosi; sotto il profilo socioeconomico il feudalesimo creಠle premesse per una migliore valorizzazione dell’agricoltura, allora in profonda crisi. Ai normanni succedettero gli svevi, che si dimostrarono governanti attenti e solleciti aggiungendo al buon governo nel campo economico e sociale un’apertura ed una vivacità  culturale che fecero del Mezzogiorno, soprattutto sotto Federico II di Svevia, un luogo di felice incontro tra la civiltà  greca, quella occidentale e quella islamica. La popolazione ebbe modo di dimostrare concretamente la sua fiducia e riconoscenza agli svevi appoggiandoli nelle lotte contro gli angioini, che ebbero tuttavia la meglio dopo che, nel 1250, la morte di Federico II aveva sensibilmente indebolito le capacità  di resistenza della dinastia sveva. Questo evento segna per l’intera regione l’inizio di un periodo di decadenza, destinato a durare per tutto il Trecento ed il Quattrocento, sotto gli angioini prima e gli aragonesi poi, a causa dell’oppressione fiscale esercitata dai governi e dai feudatari sulle fasce sociali pi๠deboli. Si diffonde in questo periodo un senso di prostrazione e di isolamento; la malaria e le incursioni sulle coste dei pirati saraceni e turchi spingono i calabresi sui monti; sfiducia e indifferenza verso i feudatari e il governo, esosi ed oppres sori, si impadroniscono della popolazione e si accrescono in seguito all’insuccesso della sanguinosa rivolta contadina promossa dal feudatario Centelles nel 1458. Nel Cinquecento, oltre ai saraceni, sbarcano sulle coste anche molti profughi albanesi che porteranno alla fondazione di centri abitati ancora oggi profondamente legati alla cultura e alla lingua albanese. Con un certo distacco la regione vivrà  gli echi delle contese tra Francia e Spagna, i tentativi di riscossa di Tommaso Campanella e di Masaniello, resistendo anche all’iniziativa di Gioacchino Murat, sbarcato a Pizzo nel 1815. Dalle vicende storiche di questo periodo si formeranno i caratteri fondamentali del rapporto tra la popolazione locale ed il potere, i suoi centri vitali ed i suoi rappresentanti: figli di un passato glorioso ormai spento, i calabresi sono tenuti in condizioni socioeconomiche misere dall’oppressione baronale e dall’inerzia del governo ma, per quanto paradossale, ciಠaccresce la loro fedeltà  al re, considerato l’unico usbergo contro l’avidità  ed i soprusi feudali. Anche per questo motivo non hanno fortuna i grandi moti rivoluzionari, che conoscono momenti di violenta passione senza tuttavia riuscire a sovvertire le istituzioni in modo definitivo. Le condizioni di isolamento e chiusura favoriscono il diffondersi delle idee e delle attività  carbonare durante il Risorgimento, mentre minor fortuna avranno gli ideali mazziniani; nel 1848 una nuova rivolta contadina non crea particolari difficoltà  al potere borbonico che dal canto suo non ha migliorato le condizioni di vita nella regione: nel 1860 Giuseppe Garibaldi, nella sua avanzata verso nord, incontra centri abitati arroccati sulle alture, isolati per tutto l’inverno a causa dell’impraticabilità  dei sentieri che li raggiungono; in queste condizioni versa la quasi totalità  dei comuni. Priva di rete ferroviaria e con una sola strada che l’attraversa in tutta la sua lunghezza, la regione entra l’anno successivo a far parte dell’Italia unificata ma è preda facile del brigantaggio, fenomeno in cui si uniscono il rancore dei sostenitori della rovesciata dinastia borbonica, l’esasperata delusione dei rappresentanti delle classi pi๠misere e l’arrogante avidità  di alcuni criminali comuni. Contro i briganti il nuovo Stato unitario si impegna in una durissima repressione con alterne fortune ma la popolazione non ne trarrà  benefici rilevanti e le condizioni di vita continueranno a restare tanto difficili da costringere all’emigrazione un numero altissimo di calabresi. Nel corso della seconda guerra mondiale il territorio non viene risparmiato dalla furia degli scontri e dei bombardamenti, soprattutto nel settembre del 1943 dopo lo sbarco delle truppe alleate a Villa San Giovanni (RC) e a Salerno; il dopoguerra segnerà  l’inizio di un periodo di forte ripresa in tutto il paese e finalmente la regione comincerà  ad essere interessata da importanti interventi infrastrutturali tesi alla riduzione dell’isolamento e al riscatto economico e sociale della popolazione. La riscoperta delle risorse ambientali ed il loro sfruttamento ai fini turistici riporta gli abitanti in pianura e lungo le coste, cambiando -non sempre in meglio- la fisionomia del paesaggio e creando le premesse per una riduzione significativa del fenomeno migratorio.

Servizi

Turismo. Senza alcun dubbio l’attrattiva turistica pi๠popolare della regione è il mare. Con moltissimi chilometri di costa marittima da sfruttare, i comuni calabresi si trovavano nelle condizioni ideali per progettare e realizzare uno sviluppo dell’industria turistica decisamente importante. A ciಠsi aggiunga il fatto che, sempre per le particolari caratteristiche geografiche della regione, la maggior parte dei comuni dista dal mare davvero pochi chilometri e ciಠfavorisce la possibilità  di fruire anche di riflesso dei benefici effetti del turismo sull’economia locale. Non sono tuttavia soltanto i cultori della villeggiatura estiva a trovare nella regione motivi di interesse: la tradizione storica di queste province riveste una importanza indiscutibile per lo sviluppo di tutta la cultura classica occidentale (basti pensare a nomi come Pitagora e Parmenide) ed il turismo culturale puಠgiovarsi della presenza dei resti delle colonie greche quali Sibari, Crotone, Gerace, Locri e dei centri della cultura bizantina come Santa Severina, Stilo e Rossano. Ha già  acquisito un ruolo non trascurabile -ed è facile prevedere che continuerà  a svilupparsi- anche la montagna calabrese, sia per la pratica degli sport invernali che per la soddisfazione di quanti, per svago o per studio, trascorrono molto tempo a contatto con la natura: a loro la Sila, le Serre e l’Aspromonte riservano scenari di struggente bellezza ed ambienti naturali di oggettivo interesse scientifico. Sport. Sotto il profilo della dotazione di impianti e strutture non si registrano particolarità  degne di nota, ad eccezione della Sila, dove sono stati realizzati impianti di risalita e strutture per la pratica dello sci che da anni ormai lavorano quanto, e a volte pià¹, delle omologhe stazioni dell’Italia del nord. Trasporti. La mancanza di una rete ferroviaria capillare non deve stupire, viste le caratteristiche del territorio; in tali condizioni alle autolinee è demandato il compito vitale di garantire i collegamenti con i centri dell’entroterra, esigenza che la popolazione locale ha sentito in misura drammatica fino a non molti decenni fa, quando l’intervento pubblico ha portato al deciso potenziamento della rete stradale. Il successo dei servizi di autolinea sulle tratte interregionali, che trova la sua spiegazione nel vantaggio sul piano dei tempi di percorrenza e del comfort, deve fronteggiare il deciso recupero di competitività  di cui si sta rendendo protagonista negli ultimi anni il trasporto ferroviario. I flussi di traffico aereo e portuale stanno aumentando anche in seguito all’apertura dell’aeroporto di Crotone e al rilevante volume di traffico che gravita sul nuovo porto di Gioia Tauro. Sanità . Il sistema sanitario regionale conta 11 aziende Usl e 4 aziende ospedaliere ma l’offerta di istituti di ricovero è naturalmente pi๠ampia: le strutture ospedaliere sono infatti cosଠripartite: 15 a Cosenza e provincia, 11 a Reggio di Calabria e provincia, 6 a Catanzaro e provincia, 4 a Vibo Valentia e provincia ed 1 a Crotone. Quanto alle case di cura private, ve ne sono ben 18 a Cosenza e provincia, contro le 7 presenti a Catanzaro e provincia, le 6 di Reggio di Calabria e provincia, le 5 di Crotone e provincia e l’unica struttura accreditata censita a Vibo Valentia. La funzionalità  dei servizi di emergenza è garantita anche grazie alla presenza del volontariato, vivace in tutta la regione ma soprattutto nelle province di Cosenza e Reggio di Calabria, impegnato non soltanto nel pronto intervento sanitario ma anche nella promozione della donazione di sangue e nell’educazione socio-sanitaria in generale. Istruzione e cultura. La regione ha tre università : l’Università  della Calabria con sei facoltà  (economia, farmacia, ingegneria, lettere e filosofia, scienze matematiche, fisiche e naturali, scienze politiche), 22 dipartimenti, 16 centri universitari e una scuola di specializzazione. L’Università  degli studi “Magna Grecia” di Catanzaro ha invece 3 facoltà : farmacia, giurisprudenza, medicina e chirurgia, cui si aggiungono 5 dipartimenti, 4 istituti e 34 scuole di specializzazione; l’Università  degli studi “Mediterranea” di Reggio di Calabria ha 4 facoltà : agraria, architettura, giurisprudenza ed ingegneria, con 8 dipartimenti ed una scuola di specializzazione. A queste si aggiunge l’università  per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio di Calabria. In generale il sistema scolastico è abbastanza articolato e ricco di proposte, cosଠcome il panorama delle istituzioni culturali, che si distinguono per la vivacità  con cui si propongono al pubblico attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. Alle sedi universitarie, ma non solo, sono legati i servizi resi dalle sempre pi๠fornite biblioteche, mentre non è difficile trovare su Internet siti decisamente curati che propongono i tesori artistici e storici custoditi nei musei regionali, tra i quali spiccano per la ricchezza del patrimonio quelli di Reggio di Calabria e di Sibari. Un cenno doveroso meritano i siti archeologici realizzati in corrispondenza con le antiche colonie della Magna Grecia, di cui sono giunti a noi resti talora assai importanti.

Ordinamento

Il Consiglio regionale, con sede a Reggio di Calabria, è formato da 40 consiglieri e si articola in 3 commissioni permanenti: I Commissione Politica istituzionale, assetto e utilizzazione del territorio; II commissione Sviluppo economico; III commissione Servizi sociali. La Giunta della Regione Calabria, con sede a Catanzaro, è composta dal Presidente e da un numero di assessori non inferiore ad otto e non superiore a dodici. Istituzioni sub-regionali diverse da Province e Comuni operano in vari settori e a vari livelli. Ci sono, tra l’altro, 25 Comunità  montane (con sede: 4 in provincia di Catanzaro, 11 in provincia di Cosenza, 1 in provincia di Crotone, 7 in provincia di Reggio di Calabria e 2 in provincia di Vibo Valentia), 11 Unità  sanitarie locali (con sede: 2 in provincia di Catanzaro, 4 in provincia di Cosenza, 1 in provincia di Crotone, 3 in provincia di Reggio di Calabria e 1 in provincia di Vibo Valentia) e 38 distretti scolastici. Il gonfalone della regione, adottato con Legge Regionale del 1992, reca, al centro, lo stemma regionale e la scritta in caratteri dorati: “Regione Calabria”. Di colore blu e di foggia regolare, movimentata alla base da una doppia curvatura, prima concava e poi convessa, riporta, all’innesto del puntale, un nastro annodato, con i colori della bandiera nazionale. Lo stemma della regione, adottato con Legge Regionale del 1992, è “inquartato” in croce di Sant’Andrea. I suoi elementi costitutivi, racchiusi in una cornice ovale, sono: un pino laricio verde su fondo dorato, una colonna azzurra, con capitello dorico, in campo aureo, una croce bizantina e una croce potenziata, entrambe nere, su fondo argenteo. Comunità  montane. Fossa del Lupo con sede a Chiaravalle Centrale, Versante Jonico (Isca sullo Jà²nio), Monti Reventino, Tiriolo, Mancuso (Soverà¬a Mannelli), Presila catanzarese (Taverna), Destra Crati (Acri), Pollino (Castrovà¬llari), Unione delle Valli (Malvito), Serre cosentine (Mendicino), Media valle Crati (Montalto Uffugo), Appennino paolano (Pà ola), Savuto (Rogliano), Sila greca (Rossano), Silana (Spezzano Pà¬ccolo), Alto Jonio (Trebisacce), Alto Tirreno (Verbicaro), Alto Crotonese (Umbrià tico), Versante dello Stretto (Règgio di Calà bria), Aspromonte orientale (Bovalino), Versante tirrenico settentrionale (Cinquefrondi), Versante tirrenico meridionale (Delianuova), Limina (Mà mmola), Versante Jonico meridionale (Milito di Porto Salvo), Stilaro e Allaro (Stilo), Serre calabre (Serra San Bruno), Alto Mesima (Soriano Cà labro). Unità  Sanitarie Locali. Azienda Usl n. 2 di Castrovà¬llari, n. 7 di Catanzaro, n. 4 di Cosenza, n. 5 di Crotone, n. 6 di Lamà©zia Terme, n. 9 di Locri, n.10 di Palmi, n. 1 di Pà ola, n. 11 di Reggio di Calabria, n. 3 di Rossano, n.8 di Vibo Valentia. Distretti scolastici. In provincia di Catanzaro, ce ne sono 7, in provincia di Cosenza 15, in provincia di Crotone 3, in provincia di Reggio di Calabria 9, in provincia di Vibo Valentia 4.

Province della Regione

5 province
Catanzaro

CZ

80 comuni

Codice: 079

Esplora provincia
Cosenza

CS

155 comuni

Codice: 078

Esplora provincia
Crotone

KR

27 comuni

Codice: 101

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Reggio di Calabria

RC

97 comuni

Codice: 080

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Vibo Valentia

VV

50 comuni

Codice: 102

Esplora provincia

Comuni Principali

I 10 comuni più popolosi
Comune Provincia Abitanti Altitudine
Amantèa Cosenza 0 0 m
Amendolara Cosenza 0 0 m
Aprigliano Cosenza 0 0 m
Belmonte Càlabro Cosenza 0 0 m
Belsito Cosenza 0 0 m
Belvedere Marìttimo Cosenza 0 0 m
Bianchi Cosenza 0 0 m
Bisignano Cosenza 0 0 m
Bocchiglièro Cosenza 0 0 m
Bonifati Cosenza 0 0 m

Informazioni Regione

  • Nome Calabria
  • Codice ISTAT 18
  • Ordine alfabetico 3
  • Numero province 5
  • Numero comuni 409
  • Popolazione totale 0

Date Storiche

Statistiche Avanzate

  • Popolazione media comune 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m
  • Superficie media 36,87 km²

Mappa Regione

Mappa della regione Calabria

Capoluogo di Regione

Tassarolo

Provincia: Alessandria (AL)

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