Cenni storici su Tassarolo.
Il toponimo è attestato, dall’anno 1143, con le forme “Tassarolus”, “Taxarolus”, “Taçarolus”, “Taxarolius”, “Taxarollius”.
Tra le altre varianti vi sono: “Taserolus” (in cui si assiste alla variazione di “ar” in “er”) e TAXILLO (apax).
Il suo etimo è da ricercare nel latino TAXUS, inteso come animale, a cui è applicato il suffisso collettivo -ARIUS, più il diminutivale -OLUS.
Indica ‘luogo dove vivono molti tassi’.
Le sue origini risalgono al periodo medievale.
La particolare posizione strategica la rese oggetto d’interesse, nel corso del XII secolo, da parte dei genovesi.
In effetti, sorgeva all’ombra di un’alta torre ed era circondata da un anello di mura merlate.
Intorno al 1172 risulta dipendere dalla famiglia degli Orbetenghi, marchesi di Gavi, e, circa vent’anni più tardi venne conquistata dal Comune di Genova.
Gli alessandrini, però, insorsero, rovinarono il castello con un incendio, e ne presero il possesso.
La famiglia che la governò, i Castagna, venne rimpiazzata, nel 1360, dagli Spinola di Lucoli, una delle signorie più illustre tra quante prosperarono a Genova nei secoli dal XII al XVII.
Gli Spinola si trovarono spesso a lottare contro la famiglia dei Fieschi che ostacolava ostinatamente il loro tentativo di dar vita a feudi minori tra le valli dello Scrivia e del Borbera.
In età tardo-comunale rivestì una certa importanza: oltre ad avere propri statuti, oggi conservati all’archivio di stato di Torino, aveva anche una zecca presso la quale veniva coniata la propria moneta.
Tra le vestigia del passato figurano: il castello, di proprietà dei marchesi Spinola, profondamente modificato a partire dal XVI secolo, il cui interno, trasformato in dimora signorile in epoca rinascimentale, è fastosamente arredato; la parrocchiale di San Nicolao, dalle semplici forme romanicheggianti; il palazzo della zecca, edificio rettangolare adiacente al castello.