Provincia di Reggio di Calabria

Calabria - Sigla: RC

97 Comuni Codice: 080 Regione: 18

Descrizione

Territorio. Coincide con la punta estrema della penisola calabra, dove la terraferma finisce nello stretto di Messina; montuosa come il resto della regione, è costituita dalla propaggine estrema dell’Appennino calabro-lucano che culmina nei 1.955 metri del Montalto o Monte Cocuzza, sul massiccio dell’Aspromonte. Nel paesaggio predomina il contrasto tra le marine e la montagna, con i declivi coperti di vegetazione. Il clima subtropicale è frutto di questi contrasti, di questa miscellanea di opposte peculiarità naturali. Nel territorio scorrono i fiumi Mésima, Métramo e Petraie, tutti con foce sul Tirreno, nonché il fiume Torbido ed il torrente Stilaro, che sfociano invece nello Ionio. Nell’immagine pi๠diffusa, tuttavia, assumono maggiore rilevanza le fiumare, con regime torrentizio ed impetuoso d’inverno e letti ampi e secchi d’estate, che scavano i fianchi dell’Aspromonte e costituiscono una caratteristica paesaggistica regionale. Le vette ed i boschi di questa parte estrema della penisola sono stati posti sotto particolare tutela con l’istituzione, nel 1994, del Parco Nazionale dell’Aspromonte: circa 80.000 ettari di boschi di faggio, abete bianco e pino laricio. Qui albergano il lupo, il gatto selvatico, il ghiro, lo scoiattolo, la martora, il gufo reale e l’aquila. Alle quote inferiori dominano il castagno, maggiormente presente sul versante tirrenico, e la quercia, prevalente su quello ionico. Lo stemma provinciale, partito, è stato concesso con Decreto del Capo del Governo. Lo sfondo dorato della prima sezione è attraversato da quattro pali rossi; il secondo campo, argentato, racchiude due croci nere poste in palo. Comunicazioni. Raggiunge il punto estremo della penisola il tracciato dell’A3, l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, che corre parallela alla strada statale n. 18 Tirrena Inferiore, la litoranea che unisce Napoli a Reggio di Calabria, appunto. Altra importante direttrice di traffico di rilievo nazionale è la statale n. 106 Jonica che dal capoluogo raggiunge Taranto; a queste due strade si affiancano arterie che tagliano trasversalmente il territorio per unire capisaldi posti sui due versanti dell’Appennino: è il caso delle statali n. 111 di Gioia Tauro e Locri, n. 112 d’Aspromonte, che si snoda da Bagnara Calabra a Bovalino Marina, e n. 281 del Passo di Limina, che va da Rosarno a Marina di Gioiosa Ionica. Nel sistema viario provinciale riveste un ruolo importante anche la strada statale n. 183 Aspromonte-Jonio, che si innesta nella statale n. 112 a Delianuova ed arriva fino a Melito di Porto Salvo. La rete ferroviaria ha qui due direttrici di estrema importanza per i collegamenti col resto del Paese: la Napoli-Reggio di Calabria e la Taranto-Reggio di Calabria. Nel capoluogo e nel centro di Villa San Giovanni vi sono due dei principali terminali del traffico marittimo, soprattutto per il trasporto di passeggeri; per il traffico mercantile, invece, non ha ormai rivali il porto di Gioia Tauro, che con le sue moderne strutture è in grado di smaltire volumi di traffico di notevole consistenza. Per i collegamenti aerei c’è la struttura dell’aeroporto internazionale “Tito Menniti”, ubicato a 4 km dalla città , nella località di Ravagnese. Storia. Teatro della colonizzazione greca ad opera dei calcidesi nell’VIII secolo a.C., il territorio divenne poi presidio romano impegnato nella lotta contro Pirro. Per la posizione geografica strategica fu terra di conquista anche dopo la caduta di Roma: sono ancora presenti le tracce dell’influenza bizantina, molto importanti ed evidenti nei costumi di alcune comunità , retaggio di un periodo di stabilità e benessere. Tradizionalmente legata a Messina e alla Sicilia orientale, l’odierna provincia fu al centro delle contese tra angioini e durazzeschi e conobbe una fase di depressione sotto la dominazione spagnola. La maggior parte dei centri abitati fu sconvolta dal terremoto del 1783 e le modifiche necessariamente apportate al tessuto urbano hanno in parte cancellato i segni della storia. Nel corso del secolo successivo queste terre vissero di riflesso le vicende legate all’unificazione d’Italia, che ebbe nell’impresa di Giuseppe Garibaldi e nel passaggio delle sue “camicie rosse” la parentesi pi๠memorabile. Struttura socio-economica. La presenza di ben sette Comunità montane costituisce un indice quanto mai eloquente dell’importanza della natura montuosa sull’assetto socio-economico della provincia. L’agricoltura ha conservato uno spazio importante tra le attività produttive; tra l’altro il territorio è la patria del bergamotto, che viene coltivato solo in questo comprensorio fin dal Quattrocento. Il settore primario dà alimento ad un’industria di trasformazione che in questo caso non riguarda solo la trasformazione e la conservazione alimentare ma anche la produzione di essenze; agrumi ed essenze costituiscono poi una voce importante anche nel commercio con l’estero. Altra componente di grande importanza nel sistema produttivo provinciale è il turismo, soprattutto balneare, attività nella quale la provincia può contare su ben 211 km di coste e su risorse ambientali e paesaggistiche di grande richiamo. Nella gastronomia tradizionale tipica figurano, tra gli altri, primi piatti di pasta condita con sugo di capra ed i “ventriceddi ‘i piscistoccu”, interiora di stoccafisso in umido ripiene di mollica di pane. Da non trascurare il pesce spada, diffuso soprattutto nella zona dello Stretto di Messina.

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE La parte di territorio che guarda a nord-ovest, compresa tra il confine con la provincia di Vibo Valentia ed il capoluogo, presenta alcune caratteristiche peculiari che ne connotano l’impianto socio-economico. In questa zona si trovano la piana di Gioia Tauro con i suoi insediamenti produttivi, il capoluogo provinciale con il suo sviluppato settore terziario e tutti i principali terminali delle comunicazioni viarie, aeree e marittime. La rimanente parte del territorio provinciale, costituita dal versante sud-orientale della dorsale appenninica, sconta una minore dotazione di infrastrutture di comunicazione e l’assenza di importanti distretti industriali o di altri catalizzatori di traffico commerciale; il suo tessuto socio-economico presenta quindi sensibili diversità rispetto all’area tirrenica. Un discorso a parte merita l’Aspromonte, il quale costituisce senz’altro un’entità territoriale nettamente individuata dal punto di vista geografico ma le cui comunità sono chiaramente legate, sotto il profilo socio-economico, ai centri di gravitazione disposti lungo gli assi viari di comunicazione e dunque lungo le due linee costiere. Molti comuni, inoltre, si caratterizzano per un territorio di forma allungata e stretta, che parte dalla costa e raggiunge i rilievi montani a quote talora anche molto elevate. Appare quindi giustificato accorpare i comuni aspromontani ai due ambiti subprovinciali cosଠindividuati sulla base di omologhe caratteristiche socioeconomiche. Tirreno: Anòia, Bagnara Cà labra, Calanna, Campo Cà labro, Candà¬doni, Cardeto, Cinquefrondi, Cittanova, Cosoleto, Delianuova, Feroleto della Chiesa, Fiumara, Gà latro, Giffone, Giòia Tà uro, Laganadi, Laureana di Borrello, Maròpati, Melicuccà , Melicucco, Molòchio, à'ppido Mamertina, Palmi, Polà¬stena, Règgio di Calà bria, Rizzà¬coni, Rosarno, San Ferdinando, San Giòrgio Morgeto, San Pietro di Caridà , San Procòpio, San Roberto, Santa Cristina d’Aspromonte, Sant’Alèssio in Aspromonte, Sant’Eufèmia d’Aspromonte, Santo Stèfano in Aspromonte, Scido, Scilla, Seminara, Serrata, Sinòpoli, Taurianova, Terranova Sappo Minà¹lio, Varapòdio, Villa San Giovanni. Ionio: à€frico, Agnana Cà labra, Antonimina, Ardore, Bagaladi, Benestare, Bianco, Bivongi, Bova, Bovalino, Bova Marina, Brancaleone, Bruzzano Zeffirio, Camini, Cà nolo, Caraffa del Bianco, Careri, Casignana, Caulònia, Ciminà , Condofuri, Ferruzzano, Gerace, Gioiosa Jònica, Grotterà¬a, Locri, Mà mmola, Marina di Gioiosa Jònica, Mà rtone, Mèlito di Porto Salvo, Monasterace, Montebello Jònico, Motta San Giovanni, Palizzi, Pazzano, Placà nica, Platà¬, Portigliola, Riace, Roccaforte del Greco, Roccella Jònica, Roghudi, Samo, San Giovanni di Gerace, San Lorenzo, San Luca, Sant’à€gata del Bianco, Sant’Ilà rio dello Jònio, Siderno, Staiti, Stignano, Stilo. TIRRENO Territorio. Terrazze e colline si succedono dall’Aspromonte fino al mare, in una felice alternanza di scorci paesaggistici, in cui ai vigneti si succedono fichi d’india, agave e oleandro. La Costa Viola, rocciosa e frastagliata, lascia spazio qua e là ad arenili per lo pi๠di modeste estensioni. Spazi pi๠ampi interrrompono la continuità dei rilievi in corrispondenza della Piana di Gioia e Rosarno, dove hanno sede i maggiori oliveti, orti ed agrumeti, oltre ad attività industriali. Comunicazioni. Nel panorama della rete viaria statale si contano la strada statale n. 184 delle Gambarie, che si diparte dalla statale n. 18 Tirrena Inferiore a Gallico Marina per innestarsi nella statale n. 183 Aspromonte-Jonio; la strada stale n. 536 di Acquaro, che collega Taurianova al tracciato della statale n. 182 delle Serre calabre all’altezza di Sant’Angelo; la statale n. 670 dei Piani d’Aspromonte, che da Villa San Giovanni raggiunge la statale n. 183 Aspromonte-Jonio. Oltre alle direttrici principali, la rete ferroviaria conta in questa parte del territorio provinciale anche la linea Cinquefrondi-Sinopoli-San Procopio. Storia. La colonizzazione che portò la regione ad ospitare i centri maggiori della Magna Grecia avvenne qui ad opera degli Eubei, nell’VIII secolo a.C. Tra le famiglie che hanno lasciato un’impronta durante l’età feudale si ricordano i Ruffo, signori di vaste estensioni nel Cinquecento. Si trova qui il luogo del celebre ferimento di Giuseppe Garibaldi, avvenuto a Santo Stefano in Aspromonte il 29 agosto 1862. Il catastrofico terremoto del 28 dicembre 1908, noto come il terremoto di Messina, non risparmiò questa terra cosଠvicina all’epicentro: fu completamente rasa al suolo Scilla e quasi completamente distrutta Bagnara Calabra; anche altri centri, come ad esempio Palmi, hanno subito nei secoli la sorte che accomuna tutte le popolazioni stanziate in zone ad altissimo rischio sismico. Struttura socio-economica. Complessivamente è questa la parte della provincia che presenta sotto il profilo socio-economico una maggiore vivacità , per la presenza di un tessuto produttivo pi๠composito e vario, nel quale convivono l’agricoltura e le connesse attività di trasformazione alimentare, la pesca, l’industria manifatturiera con le sue eterogenee produzioni (costruzioni ferroviarie, lavorazioni in legno, materiali da costruzione, chimica di base, chimica farmaceutica, dolciumi, lavorazioni tessili), il terziario, sia per quanto attiene alla distribuzione che per i servizi alle imprese. Il turismo è in crescita e presenta le stesse caratteristiche di varietà che denotano questa parte del territorio; in ogni stagione dell’anno, infatti, i visitatori trovano di che soddisfarsi: la Costa Viola è meta apprezzatissima di chi ama il mare, compresi i sub pi๠esigenti; nel Parco nazionale dell’Aspromonte si possono godere passeggiate ed escursioni in un ambiente naturale di grande fascino mentre a Santo Stefano in Aspromonte si possono addirittura praticare gli sport invernali grazie alla buona dotazione di impianti. IONIO Territorio. Copre la parte meridionale della catena Appenninica ed il tratto di costa ionica compreso tra il capoluogo ed il confine con la provincia di Catanzaro. Acque termali sgorgano dal sottosuolo, ricco di piombo, zinco e carbone, mentre la superficie si distingue per un profilo geometrico assai vario e con maggiori asprezze rispetto al versante settentrionale. Le spiagge, sabbiose, sono mediamente pi๠regolari di quanto non lo siano lungo la costa tirrenica ma alle loro spalle l’altimetria si innalza rapidamente lungo i fianchi delle montagne. Alle quote pi๠basse si trovano vigneti, oliveti ed agrumeti, particolarmente diffusi in vicinanza dello Stretto; procedendo verso l’interno è la volta delle ginestre, delle querce e poi, pi๠in quota, dei boschi aspromontani di faggio e di abete. Comunicazioni. La rete viaria presenta caratteristiche analoghe a quelle degli altri distretti provinciali; la strada statale n. 110 di Monte Cucco e di Monte Pecoraro si stacca dalla statale n. 18 Tirrena Inferiore a Francavilla Angitola, scavalca la catena appenninica e raggiunge Monasterace Marina; da questo tracciato si diparte la statale n. 501 di Mongiana. La rete delle strade statali è integrata dalla viabilità provinciale, fatta per lo pi๠di arterie che seguono i percorsi vallivi scavati dalle fiumare. Storia. Le vicende storiche pi๠remote coincidono con quelle di due importanti colonie greche: Locri Epizefiri, fondata nel 637 a.C. e distrutta dai saraceni nel VII secolo, e Caulonia, che ebbe vita pi๠breve poiché, nata nel VII secolo, venne distrutta nel 389 a.C. da Dioniso il Vecchio di Siracusa. Con il resto della provincia condivide la storia dei secoli successivi: la presenza romana, bizantina, sveva, aragonese; la spedizione dei Mille interessò anche quesa parte del territorio: Garibaldi sbarcò per due volte a Melito di Porto Salvo. Il patrimonio architettonico, nonostante le gravissime perdite causate dagli eventi sismici susseguitisi nel tempo, è ancora ricco di capolavori di oggettiva importanza, come la Cattolica di Stilo, di epoca bizantina, o la Cattedrale di Gerace, risalente all’XI secolo, che rappresenta il maggior complesso religioso regionale. Struttura socio-economica. Gli echi della Magna Grecia rivivono nella maggiore comunità grecanica che, stanziata nel comprensorio ionico della provincia reggina, mantiene usi, costumi e dialetto greco. Si tratta tuttavia di un retaggio di probabile origine bizantina, che non può esserre messo in relazione diretta con i coloni che sbarcarono su queste coste prima di Cristo. Quali che siano le radici storiche di tale comunità , la sua presenza riveste in ogni caso un’importanza indiscutibile, testimoniata dalla celebrazione, ogni anno, della grande festa di tutta la comunità grecanica calabrese. Per quanto riguarda il sistema produttivo, l’assetto economico del versante ionico presenta un carattere di stagionalità , legato al turismo balneare; lungo tutta la Costa dei Gelsomini si succedono stabilimenti balneari e stazioni di villeggiatura estiva grazie alle spiagge ospitali che esaltano il fascino del mare di Calabria. L’industria del turismo ha soppiantato attività di pi๠antica tradizione, che oggi costituiscono per lo pi๠un complemento della principale risorsa economica della Calabria ionica importante resta la coltivazione del bergamotto, con l’indotto delle attività di trasformazione e commercializzazione.

Comuni della Provincia

97 comuni
Àfrico
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Informazioni

  • Nome completo Reggio di Calabria
  • Sigla RC
  • Codice ISTAT 080
  • Regione Calabria
  • Numero comuni 97

Date Storiche

Statistiche Comuni

  • Popolazione media 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m

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