Cenni storici su Bocchigliero.
Abitata fin da tempi preistorici, stando alle tracce di un insediamento neolitico scoperte nel territorio, viene identificata con la bruzia Arento o con una colonia romana fondata, dopo la seconda guerra punica, nei pressi di questa località, che presto scomparve, a causa di un repentino decadimento e dell’abbandono della popolazione.
Il toponimo, attestato nel XIV-XV secolo nella forma Bucchigleri, deriva probabilmente da un cognome o da un soprannome, come Buccolieri, che a sua volta designa un mestiere, dal francese “bouclier”, ‘brocchiere’, o “bouteiller”, ‘cantiniere’.
Popolata, nel X secolo, dai profughi delle zone costiere che, per sfuggire alle incursioni saracene, cercarono rifugio sui monti, fu un casale della contea di Cariati, di cui condivise le sorti fino alla seconda metà del Seicento, quando fu assegnata ai Labonia.
Sul finire del XVII secolo, venne acquistata dai conti Sambiase, che ne conservarono il possesso sino all’abolizione del feudalesimo.
Inclusa nel cantone di Cirò, ai tempi della Repubblica Partenopea, col nuovo ordinamento amministrativo disposto dai francesi, all’inizio dell’Ottocento, fu inserita dapprima, quale università, nel cosiddetto governo di Umbriatico e poi tra i comuni del circondario di Campana.
Colpita, nel XIX secolo, da terremoti ed epidemie di colera, fu danneggiata anche dal sisma del principio del Novecento, seguito da una sommossa popolare, per la mancata costruzione della strada di accesso al paese.
Tra i monumenti figurano: la seicentesca parrocchiale di Santa Maria Assunta, col campanile ricavato da un’antica torre di guardia; la coeva chiesa di San Francesco; i santuari di San Rocco e della Madonna delle Nevi, del Settecento.
Interessanti sono anche i ruderi di una chiesetta basiliana, sulla montagna Basilicò, in località Cozzo della Chiesa.