Cenni storici su Belsito.
Al pari di tanti altri casali di Cosenza, sorse probabilmente all’epoca delle invasioni saracene della Calabria.
Chiamata in origine Crapassito o Crepisito, dal latino CUPRESSETUM, ‘cipresseto’, assunse il nome attuale nella prima metà del XVI secolo, per volere di Carlo V, che intese così esaltare la bellezza del luogo.
La sua storia, priva di avvenimenti di grande rilievo, non si discosta da quella delle località circostanti, insieme alle quali, verso la metà del Seicento, venne infeudata al granduca di Toscana, dal cui dominio fu sottratta dopo poco, a seguito della vittoriosa rivolta di Celico.
Inclusa nel cantone di Belmonte Calabro, ai tempi della Repubblica Partenopea, con le riforme amministrative attuate dai francesi, a principio del XIX secolo, fu dapprima inserita, quale università, nel cosiddetto governo di Carpanzano e poi aggregata a Marzi.
Elevata a Comune autonomo dai Borboni, tornati al regno di Napoli, all’indomani del congresso di Vienna, restò tale fino al 1928, quando fu unita a Malito, da cui si staccò nel 1937.
Il terremoto dell’inizio del Novecento vi causò diversi danni.
L’elemento di maggior pregio del patrimonio storico-architettonico è la chiesa parrocchiale di San Giovanni, contenente, tra l’altro, una conca battesimale di fattura medievale e un quadro, del Settecento, raffigurante la predicazione del Battista.