Regione Veneto

7 Province 581 Comuni 0 Abitanti Codice: 05

Descrizione

Regione del “miracolo del Nord-Est”, ricca di bellezze naturali e artistiche, il Veneto occupa il quadrante nord-orientale della penisola italiana, dal mare Adriatico fino alla catena montuosa delle Alpi Orientali e delle Dolomiti. Il fiume Po segna il confine a sud, la sponda orientale del lago di Garda ad ovest, a nord le Dolomiti e le Alpi Carniche, a est le Prealpi Carniche e i fiumi Livenza e Tagliamento. Tra i suoi confini presenta una grande varietà  di ambienti: la zona alpina, famosa per il paesaggio dolomitico; la zona prealpino-collinare, innestata sull’alta pianura; la bassa pianura, solcata da una vasta rete idrica naturale e artificiale, che si protende in un sistema di lagune; l’arco costiero, al cui centro spicca l’impareggiabile città  di Venezia. Alla varietà  del territorio corrisponde quella dell’assetto economico, in cui convivono differenti settori produttivi: da quelli agricoli a quelli industriali, caratterizzati da un modello imprenditoriale fatto di piccole e medie imprese, dotate di strutture produttive flessibili, che hanno contributo a rendere il Veneto una delle realtà  economiche pi๠solide e dinamiche d’Europa.   Collegamenti. Fin dall’antichità  la regione è sempre stata un territorio di passaggio tra il bacino del Mediterraneo e l’Europa orientale e settentrionale. Questo ha favorito la realizzazione di numerose vie di comunicazione. Attualmente il suo territorio è attraversato da importantissime autostrade e strade statali: in particolare la A4 Torino-Milano-Venezia-Trieste, chiamata “Serenissima”, che presso Verona si incrocia con la A22 Brennero-Modena e da cui si diramano la A31 Vicenza-Piovene Rocchette, la A27 Mestre-Vittorio Veneto-Pian di Vedoia e la A28 Portogruaro-Pordenone; altro collegamento autostradale è quello della A13 Bologna-Padova; di grande utilità  per la regione, anche se si trova al di fuori del suo territorio, è la A23 Udine-Carnia-Tarvisio. Oggi Verona è il punto privilegiato degli scambi commerciali, anche grazie all’autostrada del Brennero, che è la principale via d’accesso all’Europa centrale: la città  dispone di uno degli interporti pi๠vasti e meglio attrezzati d’Europa. Le strade statali offrono una fitta e ben articolata rete di arterie: da quelle pi๠antiche alle tante altre, che solcano il territorio regionale in lungo e in largo. Buona anche la rete ferroviaria, che percorre la pianura padana ma che si spinge anche verso i Paesi confinanti a nord e ad est, con linee di importanza nazionale e internazionale, che trovano in Verona, Venezia e Padova tre importantissimi nodi, senza contare le tante altre linee. La regione dispone degli aeroporti internazionali di Venezia/Tessera e di Verona/Villafranca, nonchà© di quello, pi๠piccolo, di Treviso/San Giuseppe. Un aeroporto minore si trova anche a Padova; altri scali sono a: Belluno, Venezia/San Nicolà², Verona/Boscomantico e Vicenza nonchà© ad Asiago e Thiene, in provincia di Vicenza, a Istrana (TV) e a Legnago (VR). Per tutte le altre esigenze si fa ricorso all’aeroporto intercontinentale di Milano/Malpensa. Il sistema portuale di Venezia e provincia costituisce importante riferimento per tutta la regione, e non solo per essa, garantendo collegamenti con tutto il mondo e svolgendo, in particolare, il ruolo di cerniera con l’est europeo e con l’Asia. Un suo ruolo svolge anche il porto turistico di Porto Tolle, in provincia di Rovigo.   Territorio. Per la coesistenza di diverse tipologie ambientali l’area regionale presenta una morfologia complessa. Una parte della montagna è rappresentata da un tratto delle Alpi Orientali (nella zona che coincide con il bacino del Piave, a nord della Val Belluna) e dalle Prealpi veronesi, vicentine e trevigiane. La parte settentrionale della regione, invece, è costituita da un tratto delle Alpi Carniche (con gli imponenti gruppi montuosi della Marmolada, delle Cime di Lavaredo, delle Pale di San Martino e delle Tofane) mentre al versante orientale delle Dolomiti appartengono l’altopiano del Grappa, quello di Asiago, i Monti Lessini e il Pasubio. L’area dolomitica è caratterizzata da imponenti formazioni rocciose costituite, in tempi antichissimi, da coralli e altri organismi marini. Le cime di queste montagne superano talvolta i 3.000 metri e sono divise tra loro da una fitta rete di valli. Separate dalla regione dolomitica da ampie valli longitudinali, le Prealpi Venete formano un complesso allungato che segue la direzione sud-ovest/nord-est. Distinti e isolati nella pianura sorgono due gruppi collinari: i Berici e gli Euganei, entrambi di origine vulcanica anche se morfologicamente differenti. I colli Berici hanno altitudine modesta, pendii dolci, cime piatte, valli larghe e rettilinee mentre gli Euganei hanno una caratteristica forma conica e si ergono sia in gruppi, sia isolati. La vegetazione della zona montuosa è ricca di fitte foreste di abeti e larici, mentre i verdi pascoli sono punteggiati da laghi pi๠o meno grandi. In alcuni altopiani si alterna un paesaggio brullo e roccioso a distese di boschi e prati dove sorgono piccoli villaggi e località  di soggiorno turistico. Quando declina, il possente paesaggio alpino lascia il posto al dolce habitat collinare, ricoperto di vigneti, olmi e roveri. Nella zona prealpina sono presenti boschi di castagni alle basse quote e di faggi sopra i 900 m. Nel territorio dei colli Berici ed Euganei fioriscono le specie sempreverdi tipicamente mediterranee. La parte veneta della pianura padana occupa gran parte del territorio regionale ed è quindi l’elemento preminente del paesaggio regionale. Si divide in alta e bassa pianura: la prima, caratterizzata da un terreno pi๠arido e ghiaioso, e la seconda dall’abbondanza dei corsi d’acqua e da un’agricoltura fiorente. La distruzione della superficie boschiva ha portato alla graduale scomparsa della fauna selvatica anche se sulle montagne si trovano ancora camosci, caprioli, volpi e tassi. Numerose sono le specie volatili presenti nella zona lagunare. Di enorme importanza per il Veneto è l’idrografia. La regione è attraversata da diversi fiumi di grande portata, tra i quali il Po, l’Adige (che dall’Alto Adige entra nella pianura veneta a nord di Verona), il Brenta e il Livenza, oltre ai corsi d’acqua minori e a innumerevoli canali artificiali di irrigazione. L’abbondanza di acque fluviali ha portato nel corso dei secoli una serie di straripamenti calamitosi, ragion per cui quest’area ha necessitato e necessita tuttora di lavori di bonifica continua e sorveglianza del sistema idraulico. Appartiene al Veneto la parte orientale del lago di Garda e numerosi sono i laghi alpini, tra cui quello di Alleghe, nel bellunese, e quello di Misurina, presso le Cime di Lavaredo. Nella porzione di pianura vicina al mare, un tempo paludosa, è stato possibile creare, grazie a numerosi e continui interventi di bonifica che si sono succeduti fin dall’antichità , accessi praticabili verso i vasti litorali sabbiosi meta di notevoli flussi turistici. Un ambiente peculiare della regione è la zona del Delta del Po, nella provincia di Rovigo, caratterizzata da una fitta rete di canali e di terre alluvionali che si protendono sul mare. La morfologia di quest’area è collegata all’opera dell’uomo, che ha arginato il corso del fiume in modo da evitare straripamenti e fenomeni alluvionali che provocavano l’interramento di molte zone della pianura. Alla formazione delle coste hanno contributo l’azione dei fiumi che sfociano nel mare Adriatico e quella delle correnti marine con la costruzione di cordoni litoranei e specchi d’acqua poco profondi tra il mare aperto e la terra ferma: lagune, paludi e valli. La costa bassa e sabbiosa si presenta spesso interrotta dalle foci dei fiumi e da numerosi specchi d’acqua interni.   Clima. I differenti habitat della regione fanno sଠche in Veneto siano rappresentati sia i caratteri climatici continentali che quelli marittimi e mediterranei. Nella pianura il clima è tipicamente padano, caratterizzato da inverni rigidi ed estati calde. La forte umidità  dell’aria rende l’estate afosa e origina fitte nebbie soprattutto nel periodo invernale. Le piogge sono poco abbondanti e ben distribuite durante l’anno. Il territorio in prossimità  del mare Adriatico gode dell’effetto mitigante delle correnti marine e quindi di una maggiore mitezza rispetto a quelli della pianura padana. La zona pi๠piovosa è l’alta pianura (circa 2.000 mm annui) mentre quella meno piovosa (500 mm annui) è il Basso Polesine. I Colli Euganei, favoriti da particolari condizioni di riparo e dalla vicinanza del mare, godono di un clima piuttosto dolce: inverni miti ed estati calde. La zona prealpina e quella alpina sono influenzate dall’umidità  proveniente dal mare e dalla pianura. Queste sono le zone in cui pi๠frequenti sono le precipitazioni nevose. La neve permane per lungo tempo specialmente sui versanti in tramontana, permettendo un notevole sfruttamento turistico invernale. Gli inverni sono lunghi, piuttosto asciutti e soleggiati e le estati fresche. Grazie a questa serie di elementi, le Alpi venete sono meta ricercata sia del turismo invernale che di quello estivo.   Attività  produttive. àˆ il settore industriale che guida la brillante economia del Veneto. La regione rappresenta un caso eclatante nell’ambito di quello che fu definito negli anni Sessanta “miracolo economico italiano”. Fino alla metà  degli anni Cinquanta, infatti, il Veneto era stato terra di contadini, di miseria e di emigrazione, flagellata tra l’altro da continue alluvioni. Grazie al territorio in gran parte pianeggiante l’agricoltura è molto fiorente, in special modo nel Polesine (le aree incolte sono solo le zone pi๠acquitrinose del Delta del Po e della laguna). La regione, che detiene il primato nella produzione di mais e della soia, contribuisce per circa il 10% alla produzione agricola nazionale e le sue aziende, quasi tutte meccanizzate e con un alto livello di specializzazione, sono molto competitive. Molto diffuse sono l’orticoltura e la coltivazione di alberi da frutta, soprattutto nella provincia di Verona. La viticoltura è diffusa in tutta la zona collinare e fornisce vini di rinomanza internazionale: Bardolino, Soave, Valpolicella, Cabernet (per la produzione di vino il Veneto si colloca tra i primi posti in Italia). Rilevante è anche il settore dell’allevamento di bovini, per il quale il Veneto è preceduto solo dalla Lombardia. La pesca ha un ruolo discreto, facendo riferimento al porto peschereccio di Chioggia (VE), uno dei principali mercati ittici italiani. Il settore industriale, ora sviluppatissimo, è costituito da un tessuto estremamente solido di piccole e medie imprese altamente specializzate e competitive. Caratteristica del Veneto è quella dei cosiddetti “distretti industriali”, cioè zone specializzate in un solo genere di produzione. A Porto Marghera, il porto industriale di Venezia, si trovano le raffinerie di petrolio e gli stabilimenti chimici e metallurgici; a Verona prevalgono i settori meccanico, agro-alimentare e tipografico-editoriale; nella marca Trevigiana il settore tessile; nella provincia di Rovigo l’industria alimentare; il Cadore e la provincia di Belluno si distinguono per gli occhiali, Vicenza per l’oreficeria, Conegliano (TV) per gli elettrodomestici, Bassano del Grappa (VI) per i mobilifici, Molvena (VI) per i lanifici. Tratto saliente dell’economia veneta è la sua forte vocazione all’export: la regione concorre in misura molto significativa al totale delle esportazioni nazionali. Per quanto riguarda il settore terziario, il sistema bancario e finanziario, di antica tradizione e strettamente legato all’attività  commerciale, è in continua espansione. Venezia, Padova e Verona ospitano la maggior parte degli istituti bancari, finanziari e assicurativi della regione. In forte crescita è anche il settore dei servizi informatici. Per quanto riguarda il turismo, i valori di reddito del Veneto sono senz’altro da primato.   Analisi statistica. Area sociale. Le statistiche sociali e culturali varie vedono il Veneto collocarsi, nel complesso, al di sopra delle medie nazionali, ad eccezione del grado di istruzione, per il quale la regione occupa il tredicesimo posto nella graduatoria italiana. Per quanto riguarda la sanità , il Veneto è la seconda regione meglio servita sul versante pubblico, con 7,2 posti-letto per mille abitanti contro i 5,3 della media nazionale. Area economica. L’apporto pi๠consistente al Prodotto Interno Lordo è dato dal terziario, con una percentuale del 59%, inferiore, perà², alla media nazionale (66,5%); sensibilmente al di sopra dei valori medi si colloca, invece, il valore aggiunto rilevato nel settore industriale mentre l’incidenza del settore agricolo è vicina alla media nazionale. Il Veneto è la quinta regione italiana per percentuale di occupati e rispettivamente la settima e l’ottava per consumi pro-capite e P.I.L. pro-capite, con valori superiori alla media. Area demografica. La classe di ampiezza demografica che va dai 5.000 ai 10.000 abitanti è quella che comprende il maggior numero di comuni (148); gli altri solitamente non superano i 5.000 abitanti. La città  pi๠popolosa è il capoluogo regionale, con oltre 300.000 abitanti. Nella graduatoria della vita media il Veneto occupa il quarto posto per le donne (80,6 anni rispetto alla media italiana di 80) ma solo il sedicesimo posto per gli uomini (72,9 anni rispetto ai 73,4 della media italiana). L’indice di vecchiaia (117,4) è superiore alla media nazionale (96,57). Area ambientale. La percentuale di superficie pianeggiante (56,4%) supera di gran lunga la media nazionale (23,2%); quella collinare, invece, raggiunge appena il 14,5% (contro il 41,6% della media italiana). La qualità  delle acque marine balenabili si pone al di sotto delle percentuali nazionali.

Storia

Il Veneto è sempre stato un punto strategico in Europa come principale zona di transito tra l’area del Mediterraneo e l’Europa settentrionale e orientale. Per questo il territorio regionale era già  occupato in epoca preistorica, come dimostrato dal ritrovamento, in epoca recente, della mummia Otzi. àˆ nel secondo millennio a.C. che si insediarono gli euganei e quindi, provenienti dalla lontana Paflagonia (l’attuale Turchia) la popolazione di origine indoeuropea dei veneti, di indole pacifica e con una civiltà  caratterizzata da una propria lingua e cultura e da una forte religiosità . Nel 200 a.C. l’intera zona fu colonizzata dai romani e fu latinizzata, quindi, sotto l’imperatore Augusto, entrಠa far parte dell’impero col nome DECIMA REGIO VENETA ET HISTRIA. Per circa 300 anni, sotto l’impulso della civiltà  romana, l’intero territorio godette di prosperità  e di un notevole sviluppo artistico. Le città  si ingrandirono e cambiarono aspetto per i numerosi edifici in pietra mentre sorsero altri importanti centri, tra i quali la splendida e potente Aquileia, nell’attuale Friuli. Il cristianesimo trovಠin questi territori un’accoglienza entusiastica e si diffusero abbazie e monasteri. Caduto l’impero romano d’occidente nel 476 d.C., la regione fu invasa e saccheggiata dai popoli barbari (goti, eruli, unni e longobardi), che spinsero le popolazioni indigene a rifugiarsi nei centri lagunari costieri (come Chioggia, Caorle, Grado e Venezia) mentre il resto del territorio cadde sotto il dominio dei feudatari, contando solo su un’economia di sussistenza. L’unica città  libera rimase Venezia, che inizià², proprio in un periodo oscuro per il resto della regione, la sua avventura sul mare, pur dovendo continuare a difendersi dagli attacchi di franchi, slavi, ungari e normanni. Già  al tempo della prima crociata (1100 d. C. ) Venezia è, con la rivale Genova, con Amalfi e Pisa, una delle quattro gloriose repubbliche marinare. Venezia divenne una città  ricca e prestigiosa grazie al fiorente commercio tra l’oriente (Costantinopoli, Egitto, Terra Santa) l’Italia e il Nord Europa. Con il viaggiatore Marco Polo si inaugurಠanche un commercio con la sconosciuta Cina. Pi๠tardi i veneziani Giovanni e Sebastiano Caboto esploreranno le coste del Nord e Sud America e il vicentino Pigafetta accompagnerà  Magellano nel giro del mondo. Nell’entroterra intanto le città  si liberarono a poco a poco del dominio feudale e si costituirono in liberi comuni travagliati perಠda continue lotte che opposero Padova a Treviso, Treviso a Belluno e Verona a Vicenza. Fu una facile impresa per Venezia riunire verso il 1400 sotto il suo dominio, dopo mille anni, tutto l’antico territorio della X REGIO romana. Verso il 1500 la Serenissima Repubblica di Venezia, governata dai Dogi, era al massimo del suo splendore e scatenava gli attacchi degli altri stati europei, gelosi della sua potenza. Con la lega di Cambrai mezza Europa era in guerra contro la Serenissima che, pur sconfitta, riuscଠa non capitolare del tutto. Al contempo era impegnata contro i turchi dell’impero ottomano, con i quali guerreggiava e commerciava contemporaneamente. Nella famosa battaglia di Lepanto la flotta cristiana distrusse definitivamente quella turca e il contributo della flotta veneziana fu decisivo. Seguirono due secoli di pace e prosperità  per tutta la Repubblica di San Marco e il territorio veneto e le arti conobbero una fioritura straordinaria. Si ricordano la pittura della scuola veneta (Giorgione, Tiziano, Veronese, Canaletto, Tiepolo), l’architettura con il Palladio, creatore delle famose ville venete, la letteratura con Goldoni e Casanova, la scultura con Canova, la musica con Vivaldi, Monteverdi e Tartini. All’apice dello splendore artistico e culturale corrispose l’inizio di una lenta decadenza che culminಠcon l’arrivo delle milizie di Napoleone, che brutalmente pose fine alla millenaria Repubblica veneziana, depredandola e cedendola poi all’Austria. Per circa 60 anni e nonostante epiche rivolte, il Veneto fu sotto la dominazione austriaca. Memorabile fu la difesa di Venezia accerchiata e bombardata nel 1849 e difesa strenuamente dal patriota Daniele Manin, israelita veneziano. Dopo il 1866 il Veneto entrಠa far parte del Regno d’Italia. La grave crisi economica tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, con le successive due guerre mondiali (nella prima in particolare il contributo in vite umane pagato da questa regione fu altissimo) e la seconda persa cedendo l’Istria, portಠnella regione, essenzialmente agricola, una forte depressione economica. Ciಠfu causa di una forte emigrazione che spinse molti veneti a cercare migliori condizioni di vita e di lavoro prima in Argentina e Brasile e poi negli Stati Uniti, Canada, Australia e vari paesi europei, dove, con la caratteristica laboriosità  che li contraddistingue, si sono fatti onore. Solo a partire dagli anni ‘60 il Veneto ha cominciato a risollevarsi, raggiungendo in poco tempo un diffuso e solido benessere economico.

Servizi

Turismo. Il Veneto possiede un’ampia varietà  di ambienti naturali di particolare bellezza, che costituiscono zone di grande attrazione turistica: le Dolomiti, il lago di Garda, il litorale adriatico. Ma non bisogna dimenticare le città  d’arte, quali Venezia, Padova, Verona, Treviso, le zone termali immerse nel verde delle colline e la fertile pianura ricca d’acqua, di ville e di città  munite di antiche mura merlate. Nel settore turistico il Veneto supera qualsiasi altra regione italiana: basti pensare che fornisce oltre il 13,5% del fatturato nazionale. La città  di Venezia ogni anno è visitata da circa dieci milioni di turisti e la media di presenze nell’intera regione è di cinquanta milioni l’anno. Oltre che al capoluogo regionale, gran parte del turismo è legata alla catena delle Dolomiti che, sia nella stagione estiva che in quella invernale, registrano il tutto esaurito. I turisti sono attratti dalla bellezza delle montagne ma anche dall’elevata qualità  degli impianti sciistici e delle strutture alberghiere. Centri di villeggiatura rinomati sono anche le stazioni balneari della costa (Jesolo, Chioggia, Lido di Venezia), i centri di villeggiatura del lago di Garda, il distretto termale di Abano Terme, in provincia di Padova, oltre naturalmente al turismo culturale, il cui flusso è in continuo aumento e che gravita sulle città  dal patrimonio artistico ragguardevole.   Sport. La varietà  ambientale e la ricchezza di infrastrutture fa sଠche nel Veneto siano praticati molti sport. Le stazioni sciistiche delle Dolomiti, certamente tra le pi๠attrezzate d’Italia, permettono di praticare gli sport invernali dallo scii al bob, all’alpinismo. L’abbondanza di fiumi attrae da sempre chi ama il torrentismo e la canoa. Gli itinerari naturalistici del Delta del Po attraggono cicloturisti e pescatori sportivi. In tutta la regione inoltre la dotazione infrastrutturale permette la pratica di tutti gli sport, da quelli pi๠tradizionali, come il calcio e il tennis, a quelli pi๠particolari, come il tiro con l’arco, la pesca sportiva e il parapendio.   Trasporti. Regione di attraversamento, destinata a sopportare un traffico pesante nelle direzioni nord-sud ed est-ovest, il Veneto di per se stesso genera e attira quote eccezionali di traffico, legato sia alla mobilità  delle persone per motivi di studio, di lavoro e di tempo libero, sia alla distribuzione delle merci. Prima regione turistica italiana, deve soddisfare quotidianamente esigenze di trasporto sia per le sue località  montane, marine, lacuali e termali, sia per Venezia, sia per le altre città  storiche e città  d’arte. Dalle analisi dei traffici di persone sulla rete autostradale si desume che i flussi turistici procurano già  da soli situazioni di congestione, in special modo sulle direttrici Milano-Venezia e sulla Udine-Venezia. Il trasporto aereo è garantito da un sistema aeroportuale di fatto unitario (formato dagli aeroporti veneti di Venezia, Verona e Treviso e dall’aeroporto di Trieste), che consente, in caso di necessità , sostituzioni tra gli scali. La struttura complessa dell’economia veneta rende di estrema importanza il trasporto merci, organizzato in un sistema basato sullo sviluppo dell’intermodalità  strada-ferrovia e terra-mare. I porti di Venezia e Chioggia e gli interporti di Verona e Padova costituiscono i capisaldi del sistema. Nell’ambito del compartimento di Verona, sull’asse ferroviario Brennero-Verona ci sono due poli: Verona P.N. Scalo e Verona Quadrante Europa. Il terminale intermodale di Verona Quadrante Europa è ubicato nell’area dell’interporto ed è collegato a Verona P.N. Scalo. Nell’ambito del compartimento di Venezia, il polo è lo scalo di Padova, che non è interessato da un traffico combinato internazionale ma, trovandosi al centro di una zona industriale molto dinamica, sta acquisendo un interessante traffico intermodale nazionale. Il trasporto di container viaggianti su carri ferroviari a treno completo da e per Padova ha origine o destinazione nell’area industriale padovana-trevigiana.   Sanità . La struttura sanitaria pubblica regionale conta settanta aziende ospedaliere cosଠripartite: 6 ospedali a Belluno e provincia, 9 a Padova e provincia, 6 a Rovigo e provincia, 8 a Treviso e provincia, 12 a Venezia e provincia, 16 a Verona e provincia e 13 a Vicenza e provincia. L’assistenza sanitaria territoriale è realizzata mediante presidi multizonali di prevenzione, ambulatori e laboratori per l’attività  specialistica e di diagnostica strumentale, consultori, Sert (Servizio Tossicodipendenze), centri di salute mentale, centri di assistenza riabilitativa e residenze sanitarie assistenziali per anziani e disabili.   Istruzione e cultura. Le Università  si trovano nei capoluoghi provinciali di Padova, Venezia e Verona; Belluno e Treviso ospitano una sede distaccata dell’Università  di Venezia; Vicenza ospita una sede distaccata dell’Università  di Padova. L’ateneo di Padova ha tredici facoltà : agraria, economia, farmacia, giurisprudenza, ingegneria, lettere e filosofia, medicina e chirurgia, medicina veterinaria, psicologia, scienze della formazione, scienze matematiche, fisiche e naturali, scienze politiche e scienze naturali. L’ateneo di Venezia “Ca’ Foscari” ha cinque facoltà : lingue e letteratura straniere, economia, lettere e filosofia, scienze matematiche, fisiche e naturali. L’ateneo ha inoltre l’Istituto Universitario di Architettura (facoltà  di architettura) e l’Accademia di Belle Arti di Venezia. L’ateneo di Verona ha 7 facoltà : economia, giurisprudenza, lettere e filosofia, scienze della formazione, lingue e letterature straniere, medicina e chirurgia, scienze matematiche, fisiche e naturali. L’ateneo consente inoltre di frequentare il corso di laurea in scienze motorie e il corso di laurea in servizio sociale. Il sistema scolastico è pi๠che adeguato alle esigenze delle comunità  venete, con istituti d’istruzione secondaria di secondo grado ubicati, oltre che nei capoluoghi di provincia, anche nei comuni pi๠importanti. Ricco e completo è anche il sistema delle strutture culturali in genere, che custodiscono alcune delle opere pi๠importanti del mondo: vi sono centinaia di biblioteche e musei, gallerie e teatri.

Ordinamento

Il Consiglio regionale, con sede a Venezia, è formato da 60 consiglieri e si articola in 7 commissioni permanenti: I Commissione Programmazione, Bilancio, Enti locali, Affari Generali e Istituzionali; II Commissione Urbanistica, Edilizia abitativa, Trasporti, tranvie e linee automobilistiche, Navigazione, Porti, Aeroporti, Parchi; III Commissione Lavoro, Industria, Artigianato, Cave e torbiere, Acque minerali e termali; IV Commissione Agricoltura, Foreste, Caccia e pesca, Bonifica, Economia montana; V Commissione Sicurezza Sociale, Igiene, Sanità , Assistenza; VI Commissione Istruzione e assistenza scolastica, Attività  culturali, Problemi della ricerca scientifica, Sport e turismo; VII Commissione Ecologia, Tutela dell’ambiente, Difesa del suolo, Lavori pubblici. Operano inoltre la Commissione per lo Statuto e il Regolamento e il Collegio dei Revisori dei conti. Presso il Consiglio operano anche 3 commissioni speciali (Commissione per Venezia, Commissione per i rapporti comunitari, Commissione per la cooperazione allo sviluppo). Altra importante istituzione è quella del difensore civico, incaricato delle controversie tra cittadini e Regione. La Giunta della Regione Veneto, con sede a Venezia, è composta dal Presidente e da 12 assessori. Istituzioni sub-regionali diverse da Province e Comuni operano in vari settori e a vari livelli. Ci sono, tra l’altro, 19 Comunità  montane, 21 Unità  sanitarie locali e 58 distretti scolastici. Nello stemma regionale campeggia il leone alato di San Marco, raffigurato nell’atto di tenere, con la zampa anteriore, il libro dei Vangeli, aperto, recante le parole PAX TIBI MARCE e EVANGELISTA MEUS. Sullo sfondo si rappresenta il territorio regionale, costituito dal mare, dalla pianura e dai monti. Comunità  montane. Agordina con sede ad Agordo, Belluno Ponte nelle Alpi (Belluno), Cadore Longaronese Zoldano (Longarone), Centro Cadore (Auronzo di Cadore), del Comelico e Sappada (Santo Stefano di Cadore), dell’Alpago (Puos d’Alpago), della Valle del Boite (Cortinad’Ampezzo), Feltrino (Feltre), Val Belluna (Belluno), del Grappa (Crespano del Grappa), delle Prealpi Trevigiane (Vittorio Veneto), Agno Chiampo (Valdagno), Alto Astico e Posina (Arsiero), Altopiano dei Sette Comuni (Asiago), dall’Astico al Brenta (Breganze), del Brenta (Carpanè San Nazario), Leogra Timonchio (Schio), del Baldo (Caprino Veronese), della Lessinia (Verona). Unità  Sanitarie Locali. Azienda Usl n. 19 di Adria, n. 5 di Arzignano, n. 8 di Asolo, n. 3 di Bassano del Grappa, n. 1 di Belluno, n. 22 di Bussolengo, n. 14 di Chioggia, n. 15 di Cittadella, n. 17 di Este, n. 2 di Feltre, n. 21 di Legnago, n. 13 di Mirano, n. 16 di Padova, n. 7 di Pieve di Soligo, n. 18 di Rovigo, n. 10 di San Donà  di Piave, n. 4 di Thiene, n. 9 di Treviso, n. 12 di Venezia, n. 20 di Verona, n. 6 di Vicenza. Distretti scolastici. In provincia di Belluno ce ne sono 4, in provincia di Padova 11, in provincia di Rovigo 3, in provincia di Treviso 10, in provincia di Venezia 8, in provincia di Verona 12, in provincia di Vicenza 10.

Province della Regione

7 province
Belluno

BL

69 comuni

Codice: 025

Esplora provincia
Padova

PD

104 comuni

Codice: 028

Esplora provincia
Rovigo

RO

50 comuni

Codice: 029

Esplora provincia
Treviso

TV

95 comuni

Codice: 026

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Venezia

VE

44 comuni

Codice: 027

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Verona

VR

98 comuni

Codice: 023

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Vicenza

VI

121 comuni

Codice: 024

Esplora provincia

Comuni Principali

I 10 comuni più popolosi
Comune Provincia Abitanti Altitudine
Lavagno Verona 0 0 m
Arquà Polèsine Rovigo 0 0 m
Lazise Verona 0 0 m
Badìa Polèsine Rovigo 0 0 m
Legnago Verona 0 0 m
Bagnolo di Po Rovigo 0 0 m
Malcèsine Verona 0 0 m
Bergantino Rovigo 0 0 m
Marano di Valpolicella Verona 0 0 m
Bosaro Rovigo 0 0 m

Informazioni Regione

  • Nome Veneto
  • Codice ISTAT 05
  • Ordine alfabetico 20
  • Numero province 7
  • Numero comuni 581
  • Popolazione totale 0

Date Storiche

Statistiche Avanzate

  • Popolazione media comune 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m
  • Superficie media 31,65 km²

Mappa Regione

Mappa della regione Veneto

Capoluogo di Regione

Venèzia

Provincia: Venezia (VE)

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