Provincia di Rovigo

Veneto - Sigla: RO

50 Comuni Codice: 029 Regione: 05

Descrizione

Territorio. Provincia prevalentemente pianeggiante, situata nella estrema parte meridionale della regione, tra la Lombardia a ovest, l’Emilia-Romagna a Sud, il mare Adriatico a est. Si estende longitudinalmente tra i fiumi Adige e Po che ne delineano in gran parte i confini meridionali e settentrionali mentre a ovest si trovano le Grandi Valli Veronesi. Il territorio è in gran parte costituito dal Polesine, nome introdotto nel Medioevo, derivato probabilmente dal termine latino PULLUM, cioè ‘terreno molle’. L’area è definita dall’ultimo tratto dei due pi๠grandi fiumi italiani che corrono, con orientamento est-ovest, pressoché paralleli e che si diramano in migliaia di canali nella vasta zona Delta del Po, che occupa oltre 400 chilometri quadrati di territorio esteso fino al mare Adriatico. Il territorio del Polesine si presenta come un paesaggio molto giovane, formatosi, come nel caso del Delta, anche in poche centinaia di anni. Proprio a causa dell’abbondanza di acqua la zona presenta caratteristiche del tutto particolari. I fattori climatici e alluvionali e l’opera dell’uomo hanno giocato un ruolo fondamentale nell’evoluzione di questa zona e ne hanno modificato i connotati paesistici e l'assetto idraulico e morfologico negli ultimi tre millenni. La popolazione è distribuita tra 50 comuni (erano 51 al censimento del 1991, prima che i comuni di Contarina e di Donada si fondessero per formare un comune unico, Porto Viro) ed è caratterizzata da un indice di vecchiaia nella media. Lo stemma provinciale, inquartato, è stato concesso con Regio Decreto. Nella prima e quarta sezione, partite d’argento e d’azzurro, campeggia un’aquila bicipite, smaltata dei colori del campo; la seconda e terza partizione raffigurano un castello dorato, sormontato da un leone alato. Comunicazioni. Il territorio è ben servito da grandi vie di comunicazione, tra cui l’autostrada A13 Bologna-Padova e le strade statali: n. 16 Adriatica, che va dal Veneto fino alla Puglia, n. 309 Romea, n. 434 Transpolesana, che collega Verona al mare Adriatico attraversando quasi per intero la provincia di Rovigo, n. 443 di Adria, n. 449, n. 482 Alto Polesana, n. 495 Codigoro, n. 499 e n. 516 Piovese. La rete ferroviaria è costituita dalle linee: Rovigo-Chioggia, Venezia-Adria, Padova-Bologna, Rovigo-Isola della Scala, Verona-Bologna, Suzzara-Ferrara. Quello turistico di Porto Tolle è lo scalo marittimo interno alla provincia; per gli altri scali bisogna raggiungere la confinante provincia di Venezia. Il collegamento con la rete di traffico aereo è assicurato dagli aeroporti di Venezia/Tessera e di Verona/Villafranca nonché da quello intercontinentale di Milano/Malpensa. Storia. I pi๠antichi insediamenti umani scoperti nella provincia risalgono all’età del Bronzo (XVIII-X sec. a.C.) e sono da collegare alla civiltà Polada. Elemento caratteristico di questa cultura era l’uso di erigere villaggi, in prossimità di laghi ed acquitrini, su piattaforme lignee elevate o direttamente poggianti sul terreno. Queste costruzioni sono tradizionalmente definite palafitte o bonifiche. Già tra il XVI e l’XI secolo a.C. la zona era occupata da vasti insediamenti umani, tra cui la località di “Frattesina” (Fratta Polesine), piuttosto popolata. L’esistenza di un centro protostorico accredita l’ipotesi di un tipo di organizzazione sociale basato su collegamenti marittimi, ma anche terrestri, con regioni pi๠o meno lontane: il mare Egeo, il Mediterraneo orientale, la Sicilia, la Puglia, l’area tirrenica. Si sa con certezza che i paleoveneti commerciavano in bronzo con l’Etruria e con la Grecia per l’avorio. Intorno all’XI secolo nella zona del Delta del Po un forte cambiamento climatico provocò continue e violente piogge con conseguenti trasformazioni idrografiche e degrado ambientale, che condussero alla disgregazione delle comunità umane in fuga, in cerca di aree pi๠idonee. Solo nel VI secolo a.C. si assiste alla nascita e allo sviluppo di Adria e a un generale ripopolamento del territorio palesano, che ebbe come protagonisti la popolazione indigena paleoveneta e gruppi di etruschi e di greci. In seguito i greci e i romani colonizzarono la zona. L’occupazione romana del Polesine non avvenne in modo conflittuale ma si connotò come un lento assorbimento, all’inizio soprattutto economico e culturale e quindi politico, del territorio veneto. Veneti e romani furono infatti alleati contro i comuni nemici celti e contro Annibale, quando questi tentò di occupare la penisola. La politica di alleanze e di interventi diplomatici consentଠai romani la fondazione di colonie in territorio veneto (la prima fu Aquileia, nel 181 a.C.) e lasciò, nel contempo, ampi margini di autonomia alle comunità cittadine locali. Uno strumento essenziale della penetrazione romana fu la costruzione di un complesso e articolato sistema stradale, che permise il diretto controllo militare della zona e la diffusione capillare della cultura latina. Con la caduta dell’impero romano d’occidente, Rovigo e il suo territorio si salvarono dalle invasioni barbariche proprio grazie alle vaste paludi che caratterizzano la zona e che tennero lontani gli invasori. Nel periodo medievale il territorio provinciale partecipa alla grande fioritura monastica che si registra in Italia dal VII al IX secolo. Dal 1152 gran parte della zona divenne possesso degli Estensi, signori di Ferrara, che nel corso del loro governo si scontrarono ripetutamente e aspramente con la Serenissima Repubblica di Venezia per il possesso del territorio. Il conflitto culminò nel 1482 con la “guerra del sale” (1482-1484), dopo la quale la zona seguଠper alcuni secoli le sorti della Serenissima. Il periodo del dominio veneziano fu il pi๠prospero per la vita del territorio, che vide imponenti opere di bonifica che lo liberarono di gran parte degli acquitrini dando nuovo impulso all’attività economica e al commercio e inaugurando una stagione di splendore artistico e architettonico. Fu soprattutto il Cinquecento uno dei momenti pi๠felici per queste zone, grazie alla facilità di comunicazioni di Rovigo con Ferrara, Mantova, Vicenza e Padova e alla grande fiducia nella possibilità di crescita della società e nello sviluppo culturale. Questa lunga fase positiva terminò bruscamente con il trattato di Campoformio, che nel 1797 sancଠil declino della Serenissima. L’occupazione francese e austriaca vanificarono in parte i risultati raggiunti nei secoli precedenti, con forti disagi per la popolazione, che versava al limite della sussistenza. La difficile situazione economica e sociale della zona non mutò quando nel 1866 i territori furono annessi al Regno d’Italia. I due conflitti mondiali esasperarono ulteriormente la situazione della popolazione e la provincia conobbe una consistente emigrazione soprattutto verso il Brasile: dal 1887 al 1900 partirono dalla provincia di Rovigo oltre 63.000 persone. Nel secondo dopoguerra la ripresa economica sarà messa a dura prova dall’alluvione del Po, che nel 1951 sommerse interi paesi. Solo negli anni ’60 del Novecento, in seguito a ulteriori, cospicui interventi di bonifica, la popolazione cominciò a conoscere un certo benessere economico, che portò a un attenuamento dei fenomeni migratori. Struttura socio-economica. La natura pianeggiante del territorio e l’abbondanza di acqua hanno fatto sଠche quest’area si configurasse nel tempo, anche grazie alle opere di bonifica e al controllo del pericolo inondazioni, come una zona a vocazione prettamente agricola. Già ai tempi della Repubblica veneta il Polesine era chiamato “il granaio dello Stato veneto” e oggi è una della province agricole pi๠fiorenti d’Italia. Sono sviluppate le coltivazioni di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, vini e frutteti. Sono praticati: l’allevamento di bovini, suini e avicoli, la piscicoltura e l’acquacoltura con allevamento di mitili. L’industria si sviluppò in questi territori con un certo ritardo rispetto ad altre zone, anche se dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del Novecento vi fiorirono centinaia di imprese (tessili, alimentari e di materiali edili), alcune delle quali all’avanguardia anche in campo nazionale. Attualmente il settore industriale è notevolmente sviluppato: dalle fabbriche alimentari di trasformazione e produzione di alimenti al fiorente settore delle industrie meccaniche, tessili, di abbigliamento, di calzature, del legno, del vetro, di materiali da costruzione, di strumenti ottici e fotografici, di aeromobili e di veicoli spaziali nonché di giochi e giocattoli; a queste si affiancano centrali per la produzione del gas, mobilifici e imprese edili.

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE Il territorio provinciale è occupato quasi interamente dal bassopiano del Polesine, dal profilo geometrico regolare, con variazioni altimetriche appena percettibili. L’assenza di rilievi montuosi e l’omogeneità dell’area non permettono una netta suddivisione degli ambiti sub-provinciali. La circoscrizione provinciale si può suddividere, quindi, solo sommariamente in due grandi aree. Il Delta del Po, o Basso Polesine, la vasta zona che segue a est il corso del fiume da cui prende il nome fino allo sbocco sul mare Adriatico, comprende 11 comuni, nove dei quali sono compresi nel territorio del Parco Regionale Veneto del Delta del Po, istituito nel 1997; per quanto riguarda i servizi della pubblica amministrazione e il commercio la zona del Delta gravita su Adria. La zona dell’Alto Polesine occupa il resto del territorio (39 comuni) e fa riferimento a Rovigo per i servizi amministrativi e commerciali. Delta del Po: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Pettorazza Grimani, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina, Taglio di Po, Villanova Marchesana. Alto Polesine: Arquà Polesine, Badia Polesine, Bagnolo di Po, Bergantino, Bosaro, Calto, Canaro, Canda, Castelguglielmo, Castelmassa, Castelnuovo Bariano, Ceneselli, Ceregnano, Costa di Rovigo, Crespino, Ficarolo, Fiesso Umbertano, Frassinelle Polesine, Fratta Polesine, Gaiba, Gavello, Giacciano con Baruchella, Guarda Veneta, Lendinara, Lusia, Melara, Occhiobello, Pincara, Polesella, Pontecchio Polesine, Rovigo, Salara, Sanbellino, San Martino di Venezze, Stienta, Trecenta, Villadose, Villamarzana, Villanova del Ghebbo. DELTA DEL PO Territorio. Il Delta del Po è compreso tra il fiume Adige (Rosolina Mare) a nord, e la Sacca di Scardovari (Gorino e Gnocca) a sud, ad ovest tra i comuni di Ariano nel Polesine, Papozze e Adria e ad est è bagnato dal mare Adriatico. La zona, definita anche Basso Polesine, è territorio di recente formazione e in continua trasformazione, originatosi da una lenta sedimentazione del terreno e da uno straordinario intervento umano di bonifica, che nei secoli ha regolamentato le acque. Ogni anno l’area del delta di accresce di circa 60 ettari a causa del grande apporto di sedimenti. Questa vasta zona pianeggiante si estende per oltre 400 chilometri quadrati, di cui oltre 160 occupati da valli e lagune, ed è la pi๠vasta zona umida d’Europa e del Mediterraneo. Si presenta come una ordinata e fertile pianura solcata da canali spesso ricavati artificialmente per l’irrigazione del terreno e per impedire l’interramento del territorio lagunare che, soprattutto in passato, ha causato numerosi problemi idraulici dovuti a zone depresse rispetto al livello del mare. Nonostante l’omogeneità del territorio pianeggiante, scendendo da est lungo la corrente del Po si incontrano ambienti differenti, ognuno con caratteristiche peculiari: la campagna con i paleoalvei (ovvero antichi alvei abbandonati), spesso utilizzati come percorsi stradali perché rilevati di 1-2 metri sul piano di campagna), le dune fossili, gli argini, le golene, le valli da pesca, le lagune, le isole (Isola di Ariano, Isola della Donzella, Isola del Polesine). La storia antica del territorio è quindi piuttosto varia, caratterizzata com’è da un susseguirsi di momenti di forte antropizzazione a fasi di prevalenza degli elementi naturali. L’habitat è tipicamente lagunare, con grande abbondanza di canneti, risaie e valli da pesca, ambienti salmastri dove l’afflusso di acqua dolce e salata è regolato artificialmente per permettere allevamenti di pesca estensivi. La fauna è ben rappresentata da circa 370 specie di uccelli (alcune delle quali molto rare) e da eccellenti pesci di acqua dolce e salata, come il cefalo, l’orata, la sogliola e l’anguilla. Comunicazioni. L’area è servita dall’autostrada A13 Bologna-Padova, dalle strade statali n. 309 Romea, n. 443 di Adria, n. 495 Codigoro e n. 516 Piovese nonché dalle linee ferroviarie Rovigo-Chioggia e Venezia-Adria. Al suo interno si trova il porto turistico di Porto Tolle. Storia. Le vicende storiche del territorio sono strettamente legate all’evoluzione geologica della zona. I pi๠antichi insediamenti umani scoperti risalgono all’età del Bronzo (XVIII-X sec. a. C.) e sono da collegare alla civiltà Polada, il cui elemento caratteristico fu l’uso delle palafitte. A partire dal VI secolo a. C. un ripopolamento della zona avvenne da parte dei paleoveneti. Allora la località di Adria era un importante porto fluviale che collegava il Nord Europa alle popolazioni dell’Egeo. Furono gli etruschi i primi a intervenire sul sistema idrografico palesano, scavando “fosse” per permettere il deflusso delle acque stagnanti dalle zone pi๠basse. Nel IV secolo a.C. l’invasione dei galli provocò un arresto delle opere di bonifica e un rallentamento dei traffici commerciali. In seguito i romani colonizzarono la zona lasciando ampi margini di autonomia alle comunità locali. Tra il I e il III secolo d.C. il territorio fu molto vitale economicamente e culturalmente ma già dal III secolo la crisi politica dell’impero romano comportò l’abbandono di parecchi centri. La caduta dell’impero romano d’occidente e la mancanza di un potere politico e amministrativo che salvaguardasse la tutela degli argini dei fiumi portò ad alluvioni con impaludamento delle zone vallive e la diffusione di selve e boschi, con conseguente tracollo economico. I bizantini ripresero l’opera di mantenimento dei canali ma con la discesa dei longobardi, nel VI secolo d.C., iniziò un nuovo periodo di degrado e il Delta tornò ad avere un assetto naturale. Nel medioevo Estensi, veneziani, Scaligeri e ferraresi si contesero aspramente il territorio. Nel X e XI secolo la zona fu governata dai monaci benedettini di Pomposa. Dal 1152 la signoria degli Estensi occupò l’intero territorio fino a scontrarsi, nella cosiddetta “guerra del sale” (1482-1484), con la Serenissima Repubblica di Venezia, che si assicurò il controllo di tutta l’area. I nobili veneziani impegnarono grandi capitali nella messa a coltura dei suoli e con il taglio del Po, il pi๠grande intervento umano effettuato nel Polesine (fatto eseguire tra il 1600 e il 1604), si evitò l’interramento della laguna provocato dai detriti trasportati dai rami del Po di Levante e di Tramontana. Il cosiddetto Taglio di Porto Viro ridisegnò l’assetto del Delta cosଠcome appare oggi. I secoli XVI e XVII videro la nascita di palazzi, Struttura socio-economica. Il settore primario è particolarmente sviluppato con un modello basato su piccole e medie aziende dedite a colture ortofrutticole specializzate. L’agricoltura è organizzata su moderni criteri di razionalità economica e di efficienza e tende sempre pi๠a trasformarsi da settore tradizionale a sistema agro-alimentare, collegando cosଠsempre pi๠funzionalmente la fase produttiva a quella della trasformazione e commercializzazione. Fino agli inizi degli anni ’70 del Novecento l’intera provincia è stata prevalentemente agricola. Il processo di industrializzazione si è sviluppato sulle due componenti locali dell’artigianato e delle giovani piccole imprese, aperte all’innovazione tecnologica e proiettate verso obiettivi produttivi avanzati. Sviluppati sono i comparti tessile, dell’abbigliamento, delle calzature, dei mobili, delle macchine per l’agricoltura, cui si affiancano in misura significativa la meccanica di precisione e l’elettronica. Solide anche alcune industrie tipiche, come quella dei giocattoli e quella della cantieristica navale. L’economia di questa zona è saldamente inserita nei circuiti internazionali anche grazie all’alto livello qualitativo dei prodotti. Il turismo sta conoscendo uno sviluppo sempre maggiore, grazie anche al miglioramento progressivo delle strutture ricettive.

Comuni della Provincia

50 comuni
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Informazioni

  • Nome completo Rovigo
  • Sigla RO
  • Codice ISTAT 029
  • Regione Veneto
  • Numero comuni 50

Date Storiche

Statistiche Comuni

  • Popolazione media 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m

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